Registriamo l?ennesimo primato conquistato da questa storica azienda di Langa: il raggiungimento della terza stella, che significa la bellezza di oltre 30 vini (sono 31, per la precisione) premiati con i Tre Bicchieri in 16 edizioni della Guida. Nessuno in Italia ha fatto meglio. Sette i vini degustati quest?anno, tutti con punteggi altissimi, che si traducono in due vini che raggiungono il massimo riconoscimento, due che sono giunti alle selezioni finali e tre da due bicchieri. Il Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo, come il suo gemello Sorì Tildin, è un campione di eleganza: un vino straordinario che si fa apprezzare fin dal colore rosso rubino intenso, quasi impenetrabile; il naso è perfetto, con la frutta matura (ribes nero e marasca) in bella evidenza su note di tostatura mai invadenti. La bocca è solida e integra, lunga e potente, con tannini dolci e nobili che esaltano il vitigno nebbiolo. Il Sorì Tildin, anch?esso del ?98, non si discosta di molto dal precedente, risultando solo un po? più rigido nel finale di bocca: l?armonia sarà ancora maggiore nei prossimi anni. Il Langhe Darmagi ?99 è un cabernet sauvignon in purezza che non tradisce mai le attese, complesso nei profumi fruttati (ribes e amarena), intenso e speziato in bocca. Si rimane in alta quota anche con il Barbaresco ?99, che approfitta della qualità del millesimo per donarsi austero ed elegante. Costa Russi, Sperss e Conteisa (tutti a Doc Langhe Nebbiolo) sono vini assolutamente ben fatti, che risultano appena un po? meno ricchi di carattere dei precedenti. Apriamo con la magistrale prestazione del Langhe Nebbiolo Costa Russi ’07: naso perfetto per finezza e complessità, che spazia da nitida frutta rossa a tabacco e fumé; palato da fuoriclasse, con struttura ricchissima e tannini eleganti, su un lieve sfondo di acidità rinfrescante che conduce a un finale di rara persistenza. L’indimenticabile  Langhe Nebbiolo Sorì Tildin ’07 ricalca queste orme, con un elemento speziato maggiormente marcato. Altra lieve sfumatura diversa nel San Lorenzo, contrassegnato da un tannino ancora un po’ più presente. Molto fine il Barbaresco ’07, con tabacco e frutti rossi al naso, lievissimi sentori di rovere e tannini assolutamente gradevoli, importanti ma non ruvidi. Da Serralunga arriva una valida versione dello Sperss ’06, molto potente e ancora un po’ scontroso in bocca: un grande vino per i prossimi anni....
Bruno Nada è ormai un produttore di sicura affidabilità, che mette in commercio solo vini molto vicini alla perfezione; i punti fermi del suo stile stanno venendo fuori in modo sempre più preciso e si basano su frutto, eleganza e carattere. Il livello qualitativo dei vini assaggiati quest?anno è proprio altissimo. Al vertice troviamo il magnifico Barbaresco Rombone ?99, tra i migliori della categoria: il colore è granata scuro vivace, all?aerazione si concede lentamente, con sentori di vaniglia, cacao e marmellata; al palato è denso, concentrato e potente, con tannini assai fitti e dolci. Un capolavoro. Il Barbaresco ?99, anch?esso granato profondo, è già più espresso nei profumi con sentori di lamponi, cacao, cuoio, scorza d?agrumi e terra; meno grosso in bocca, è succoso, fruttato e morbido, malgrado la bella massa tannica. Il superbo Seifile ?99 arriva a un soffio dal massimo riconoscimento: vaniglia e rovere con ciliegia sottospirito al naso, bocca quasi perfetta, dolce, ricca e avvolgente, con un delizioso retrogusto di viola e liquirizia. Con l?entrata in produzione di un recente vigneto nei pressi della cantina, nasce la nuova Barbera d?Alba, che nel 2000 si esprime in termini di equilibrio e frutto, con un?avvertibile presenza di legno ben amalgamato nella struttura del vino. Dulcis in fundo il grande Dolcetto 2001, un classico nel panorama di Langa: colore porpora scuro con riflessi violacei, naso di ciliegia e mandorla, bocca succosa, sapida e già godibile. Stupendo il Barbaresco Manzola ’06 (quello indicato l’anno scorso era in realtà della vendemmia ’05), d’impostazione classica anche per la maturazione in botte grande, già piuttosto aperto nei profumi con petali appassiti, china e frutti rossi; bocca di grande struttura e concentrazione, senza prevaricazioni nei confronti della finezza e dell’armonia: Tre Bicchieri eleganti e raffinati. Il Barbaresco Rombone ’07 si prende un anno di pausa in botte (come d’altronde fa anche il Seifile), per cui ne parleremo nella prossima Guida: con questo rallentamento nella commercializzazione dal 2011 Bruno uscirà con un anno di affinamento in più per le sue selezioni di punta. Come sempre di ottima stoffa e piacevolezza gli altri vini, da annoverare tra i migliori delle rispettive categorie....
Con la vendemmia 2001 è partito alla Terre del Barolo il ?Progetto Qualità?, con l?individuazione di 70 soci conferitori a cui sono stati richiesti parametri qualitativi più impegnativi nella gestione del vigneto, con l?attenta collaborazione dei responsabili di questa grande realtà cooperativa langarola. I circa 400 soci di Terre del Barolo consentono di superare ampiamente il milione di bottiglie prodotte annualmente e di coprire una vasta gamma di vini tipici a Doc e Docg. In cantina si seguono metodi di vinificazione tradizionali, che puntano all?esaltazione dei caratteri tipici delle uve e delle singole vigne. Quest?anno la cantina ha presentato i cru di Barolo Riserva ?96: tra tutti abbiamo preferito il Monvigliero, che presenta all?olfatto caratteristiche note di rosa appassita e chiude in bocca con sentori tostati e di liquirizia. Buono è anche il livello delle altre selezioni e della versione base, tutti caratterizzati da colore granato con unghia aranciata e da tannini ancora robusti e buona acidità. Lunga la serie di Dolcetto, di Diano e d?Alba: il più convincente è il Montagrillo, in grado di rappresentare bene il terroir di Diano d?Alba, zona vocata per il Dolcetto. La Barbera Valdisera e la Pelaverga sono a loro volta particolarmente valide e rispettose delle peculiarità dei vitigni: la prima risulta fruttata, fresca e di buona bevibilità; la seconda presenta gli usuali sentori di pepe e spezie. Brillante risultato, anche in assenza dei cru del Barolo, con un’annata ’06 decisamente da incorniciare: intenso, tradizionale, nitido e già complesso il naso, cui segue un palato non potentissimo ma sicuramente armonico, con la componente tannica già aggraziata sino a un finale di ottima piacevolezza. La difficile vendemmia ’08 non ha favorito la migliore espressione dei vini di quell’annata, normalmente più che rimarchevoli, anche se l’impegno di agronomi ed enologi si è tradotto in valutazioni più che rispettabili sia nel Nebbiolo sia nella Barbera che nel Dogliani (quest’ultimo particolarmente meritevole). I vini base del ‘09 sono valide proposte per il consumo quotidiano e possono essere acquistati, come tutti gli altri, anche nell’organizzato punto vendita aziendale....
Lia Falconieri, Lodovico Bardesono e Domenico Caretto, titolari della Cieck, sono tra i protagonisti della scena enologica canavesana. Specialisti dell?Erbaluce, di cui propongono ben quattro versioni, da alcune vendemmie hanno allargato i loro interessi anche ai vini rossi della Doc Canavese. Oggi, con 15 ettari di superficie vitata la produzione dell?azienda arriva a circa 65mila bottiglie annue. La Cieck realizza due cuvée di spumante classico Erbaluce di Caluso Doc. Il San Giorgio, un Brut dal colore paglierino verdolino brillante, ricco di profumi floreali e di lieviti, armonico e fine al palato, riposa tre anni in bottiglia prima della sboccatura. Il Calliope Brut, anch?esso millesimato, nasce da una base di Erbaluce maturata in barrique e si fa apprezzare per la complessità, la morbida vena fruttata e i delicati sentori di vaniglia. Le nove etichette presentate, tutte di livello, raccontano meglio di tante parole lo stato di forma della bella azienda di Domenico Caretto e Lia Falconieri. Peccato sia sfumato di un soffio il ritorno al massimo riconoscimento, sia per il Rosé Brut ’06 che per l’Erbaluce di Caluso Misobolo ’09. Il primo è giocato sulla finezza di un frutto rosso accarezzato da toni lievitosi e fumé, progredendo pieno e ritmato al palato. Il secondo è una grande riuscita rispetto alla difficile annata, i cui limiti emergono solo nel finale, a fronte di un profilo di ammaliante freschezza e verticalità....
Luciano e Roberto Taliano, coadiuvati dalle rispettive mogli, Antonella e Franca, e dai genitori, lavorano circa 15 ettari di vigneto per una produzione annua di 38mila bottiglie. Tra le novità che riguardano l?azienda c?è l?ampliamento della cantina che, unitamente all?acquisto di nuove attrezzature, permetterà una maggiore efficienza. Tra i vini proposti è risultata molto convincente la Barbera dü Gir, dal colore granata fitto e dai profumi suadenti di pasticceria, fieno e confettura; in bocca si sviluppa densa e armonica, con bella tonicità e finale persistente. Il Barbaresco Sörì Montaribaldi è parso quest?anno leggermente sottotono, pur dimostrandosi di gradevole bevibilità: ha colore intenso e naso che esprime timbro fruttato un po? evoluto, attraversato da percezioni salmastre; al gusto si evidenzia la buona materia che lo caratterizza. Buono, anche se leggermente dominato dal legno, lo Chardonnay Stissa d?le Favole: ha colore carico e naso che va dalla pasticceria alle note fruttate; in bocca si coglie una discreta avvolgenza, mentre il finale è incentrato sulle note di caramello. Un bicchiere all?Arneis dalle franche note fruttate e dalla fluida beva di buona soddisfazione. Floreale e dolce è il timbro del Nebbiolo Gambarin, dal gusto deciso e piacevolmente rustico. Con l?annata 2000, infine, sono state prodotte 2.500 bottiglie di un nuovo cru di Barbaresco, il Palazzina, che andrà ad infittire la serie dei vini aziendali: ne parleremo sulla prossima edizione della Guida. Il gradevole Barbaresco Palazzina ’07 profuma di lampone, cui segue una bocca austera e di valida lunghezza. Il Barbaresco Sörì Montaribaldi ’07 è decisamente fine all’olfatto, con gradevoli spezie e tabacco in evidenza, mentre in bocca è ancora un po’ aggressivo a causa della pronunciata componente tannica. L’armonica e fruttata Barbera d'Alba Frere ’09, il poderoso Dolcetto Vagnona ‘09, lo sfaccettato e fruttato Langhe Nicolini ‘09 (nebbiolo, barbera e dolcetto in parti uguali) e il Langhe Nebbiolo Gambarin ’08 sono decisamente validi e rappresentano bene le rispettive tipologie. Da sottolineare in particolare il bel risultato della Barbera Frere ‘09, già decisamente equilibrata e dalla grande bevibilità. L’annata non molto fortunata frena leggermente il risultato della legnosa Barbera dü Gir ‘08, mentre la ricchezza della vendemmia ’09 rende particolarmente grasso e burroso lo Chardonnay Stissa d'le Favole ‘09....
Dario Sciolla si sta impegnando sulla strada della qualità e conduce con passione un?azienda che nel giro di pochi anni ha saputo cambiare drasticamente fisionomia. Se in precedenza Dario vendeva tutto il suo vino sfuso, sfruttando al meglio il dinamico mercato genovese, adesso commercializza quasi 50mila bottiglie l?anno con cui riesce a soddisfare una clientela più articolata ed esigente. La strada intrapresa fa dunque ben sperare per il futuro. Per adesso dobbiamo registrare significativi passi avanti su alcune tipologie, mentre su altre etichette si sono evidenziati piccoli problemi dovuti a vendemmie particolarmente calde e siccitose. È il caso del Dolcetto di Dogliani Superiore Bricco S. Bernardo, che nel millesimo 2000 segna un po? il passo a causa di una nota surmatura che pervade il frutto; la polpa peraltro è buona e la bocca mostra una certa consistenza, dimostrando che la materia prima è di qualità soddisfacente. Passando ai vini che hanno ottenuto le migliori valutazioni, si conferma su livelli molto buoni il Dolcetto di Dogliani d?annata: ha colore rosso rubino impenetrabile e al naso mostra note piuttosto complesse di mora, cacao e spezie; l?avvolgente bocca è sostenuta da una buona alcolicità, con un finale persistente in cui tornano le sensazioni fruttate del naso. Più che valida anche la prestazione del Langhe Dolcetto, dal naso vinoso e fresco e dalla bocca morbida e gradevolmente acidula. Una linea coerente, che è sintetizzabile nella stretta aderenza al terroir, corre lungo tutto il listino dell’azienda. Gamma di gran pregio, ma manca l’exploit, forse anche perché abbiamo assaggiato i vini giovanissimi, spesso in bottiglia da pochi giorni. La palma per il miglior vino della cantina se la contendono il Dogliani Bricco San Bernardo '08 e il Langhe Rosso Superboum ‘07. Il primo esprime le caratteristiche di struttura tannica e potenza delle migliori uve dolcetto raccolte a Dogliani, arricchite dalle peculiari finezza e freschezza delle uve provenienti dalla zona di Bastìa Mondovì. Il secondo si distingue per la complessità dei suoi aromi, dovuti in buona parte a ricordi freschi e vegetali di sottobosco, e per la beva succosa  Anche il Livor ’09, che nasce da uve arneis e sauvignon, si fa onore: conquistano le particolari note di ortica ed erba fresca e la complessiva armonia gustativa....
L?azienda condotta da Matteo Ascheri, con la collaborazione dell?enologo Giuliano Bedino, sta vivendo un momento d?importanti cambiamenti, le cui basi sono state poste già nel ?94 con un?imponente opera di reimpianto dei vigneti e con una rigorosa attenzione alla scelta dei cloni. Un?operazione, oggi conclusa, i cui risultati si vanno evidenziando con la progressiva entrata in produzione dei nuovi impianti. Intanto, a Bra sono cominciati corposi lavori di ristrutturazione della cantina e sta realizzandosi un progetto che prevede la creazione di un albergo proprio dove sorgono la sede aziendale e l?Osteria Muri Vecchi, sempre di proprietà degli Ascheri. Passando alle degustazioni, ci ha molto colpiti il Barolo Sorano ?98, dalle sfumature di fiori macerati e menta e dalla trama gustativa piena, potente e leggermente austera. Meno impegnativo il Vigna dei Pola, dai tocchi di pasticceria e dall?acidità appena sentita. Più che validi i due vini provenienti dal vigneto sperimentale Montalupa di Bra: il Bianco 2000, a base di viognier, presenta un naso con note di erba e albicocca e una bocca di buona stoffa. Il Rosso del ?99 esprime con puntualità il timbro del vitigno da cui proviene: il syrah; al gusto è di piena consistenza e carattere leggermente ruvido. Uno dei meriti di quest?azienda è sicuramente quello di saper imprimere a tutta la vasta gamma di etichette una qualità notevole, come dimostra la pregevole lista di bicchieri ottenuti. E’ una magnifica versione del Barolo Sorano Coste e Bricco a riportare meritatamente i Tre Bicchieri in casa Ascheri. I timbri fruttati e balsamici sono perfettamente definiti e incrociano un palato di grande vitalità, puntellato da tannini rigogliosi e precisi. Un vero fuoriclasse non certo isolato in una gamma di livello nella quale spicca anche un Langhe Rosso Montalupa Syrah ’06 più territoriale che varietale. Buone notizie dal Langhe Arneis Cristina Ascheri ’09, grasso e croccante, ancora un po’ indietro ma promettente il Nebbiolo d’Alba Fontanelle ’08....
Con una bella gamma di vini, tutta di livello medio-alto, l?azienda Porello riguadagna spazio in Guida e si pone come una realtà di sicuro interesse nel panorama enologico del Roero. Per fare un po? di cronaca di questi ultimi anni, diciamo subito che il giovane Marco Porello è rimasto il solo titolare dell?azienda, aiutato dai genitori, Riccardo e Lorenzina, e dalla moglie Paola. La sede è rimasta a Canale, così come gli impianti di vinificazione, ma anche a livello strutturale ci sono novità importanti: a Guarene si stanno infatti ultimando i lavori della spettacolare cantina di invecchiamento che sorgerà a ridosso del castello. Infine rileviamo che gli ettari di vigneto in proprietà sono arrivati a 15, tra Canale e Vezza d?Alba, per una capacità produttiva attuale di circa 60mila bottiglie. Ricostruito il quadro aziendale, passiamo ai vini assaggiati quest?anno. Ottimi i due rossi importanti, Barbera e Roero, entrambi provenienti dal Brich Torretta di Canale. La prima è molto fruttata e nitida al naso, con una bocca rotonda che scivola via su note leggermente dolci e ammorbidite dal legno. Il secondo è un riuscito esempio di nebbiolo importante: ha colore rubino granata, al naso è complesso con sensazioni di frutti rossi e caffè, mentre in bocca si snoda ricco e avvolgente, con tannini asciutti che donano austerità. Solo un po? più semplici, ma piacevoli e ben fatte, le versioni base di entrambe le tipologie. Fresco e corretto il Roero Arneis. Il Roero Torretta '07 si conferma come uno dei migliori vini della denominazione. Intenso e ampio al naso, presenta sentori di tabacco, liquirizia, piccoli frutti rossi e un palato fresco e sapido di grande finezza, dalla fitta trama tannica che sostiene il lungo finale. Davvero di buona fattura anche la Barbera d'Alba Mommiano '09, dai toni fruttati (ciliegia e ribes) e terrosi al naso mentre il palato si dimostra scorrevole, fresco e di buon frutto, il Nebbiolo d'Alba '08, sottile ma anche complesso, dai sentori di tabacco, liquirizia e rosa, con tannini forse un po' troppo evidenti rispetto alla struttura, e il Langhe Favorita '09, di bella finezza e freschezza aromatica,  ricco, armonico e di facile beva....
La Enrico Serafino, storica firma del vino roerino, è entrata a far parte da qualche tempo della galassia Barbero, leader mondiale dei liquori e degli aperitivi. La qualità delle etichette, ospitate in una spettacolare cantina sotterranea, è in confortante crescita. Abbiamo apprezzato in particolare una Barbera fruttata; un Roero tannico e di buona struttura; un Roero Arneis fresco e profumato. Gli sforzi di Lorenzo Barbero e Paolo Giacosa, insieme all'appoggio incondizionato del gruppo Campari, sono stati finalmente ricompensati: arrivano per la prima volta i meritati Tre Bicchieri, assegnati allo Zero ‘04. Il premio arriva proprio su una tipologia particolarmente importante per l'azienda, quella del Metodo Classico e in particolare della Doc Alta Langa. Frutto di una severa e frazionata selezione di uve, in gran parte pinot nero con piccole aggiunte di chardonnay, questo spumante di classe unisce una spiccata tensione acida a un cristallino ventaglio olfattivo. Vibrante e convincente anche l'Alta Langa Brut '05, appena un po' meno complesso, impropriamente riportato nella scorsa edizione della Guida....
Il Cascinone, la grande tenuta dell?Acquese che costituisce l?ultimo progetto messo in atto da Araldica, è quasi pronto: si stanno ultimando i lavori della cantina e 42 ettari dei 70 impiantati sono già entrati in produzione. Il Cascinone costituirà la selezione più significativa di una realtà ? Araldica, appunto ? che comprende 290 soci, operanti su 800 ettari di vigneto per una produzione annua di 4 milioni di bottiglie. Passando ai vini, la Barbera Rive mostra un colore rubino-granata intenso e, al naso, percezioni di fiori e cacao su sfondo balsamico. In bocca il vino rivela buona struttura, progressione continua e persistente finale corrispondente. Il Monferrato Rosso Luce Monaca, a base di barbera, cabernet e merlot, ha colore fitto e profumi di frutti rossi e pepe su fondo lievemente vegetale; al gusto si evidenziano buona sostanza ed equilibrio, con carattere piuttosto deciso e finale lungo. Intensa e nitida la carica aromatica del Monferrato Bianco Camillona, con percezioni che vanno dalla frutta alla salvia agli agrumi; in bocca si sviluppa piuttosto continuo e finisce sul timbro aromatico del sauvignon. Graduale e tipico è il naso dello Chardonnay Roleto, la cui bocca risulta fresca e abbastanza sostanziosa. Fruttato e speziato il Pinot Nero Renero, che in bocca mostra buon corpo e vena tannica in evidenza. Generoso di alcol e venato da note di surmaturazione l?Arneis Sorilaria. Di buona stoffa, con naso appena alcolico, il Nebbiolo Castellero. Bella prestazione complessiva per l'Araldica, in particolare con i Gavi. Il Gavi La Lancellotta '09 è sottile, fine ed elegante, tutto giocato su toni floreali e di frutta a polpa bianca, il Gavi del comune di Gavi Nuovo Quadro '09 è invece intenso nelle sue note di mandorla con una spiccata vena minerale di pietra focaia e un palato di grande polpa e struttura, forse con un po' di zuccheri residui di troppo ma equilibrato e di buona acidità, mentre il Gavi '09 ha corpo e una spinta acida che sostiene un finale ammandorlato lungo e fresco. Sullo stesso livello troviamo anche il Langhe Nebbiolo Castellero '06, esuberante nell'espressione fruttata, tannico e dagli intensi aromi di mora e china....

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