Arte contemporanea, vino e modernariato: una palazzina secentesca nel cuore di Roma diventa G-Rough, design hotel, galleria e wine bar che pare un giardino. Alle spalle di piazza Navona, è nata l’ultima creatura di Emanuele Garosci, ormai accreditato enfant terrible dell’hotellerie internazionale. Pezzi unici, installazioni site specific e una carta dei vini tutta da scoprire.

 

Art hotel con wine gallery

Con la sua idea di lusso, assolutamente décontracté, Emanuele Garosci – imprenditore bohèmienne – aveva già vinto la scommessa a Venezia, mettendo su quell’esperimento eccentrico di ricettività d’alta gamma che è la fascinosa PalazzinaG; adesso, in compagnia di Gabriele Salini e di un team ben assortito composto da Giorgia Cerulli (per il recupero architettonico), da Benedetta Salini e Vittorio Mango (per la scelta degli interni) e da Guendalina Salini (per la curatela artistica), il nostro ha bissato, con una nuova apertura: G-Rough.

Siamo nel cuore di Roma, a piazza di Pasquino - giusto alle spalle di piazza Navona - in una palazzina secentesca che affaccia sulla cupola di Sant’Agnese, con un’iscrizione latina che invita, rassicurante, all’ingresso, Satis ampla quae securitate rideat: questo è lo spirito di G-Rough, ricercatezza, senza ostentazione. Uno spazio che infonde sicurezza, o se preferite serenità. Grande abbastanza per accogliere e assicurare un'esperienza fuori dall'ordinario.

Al piano terra – aperta al pubblico, e non solo agli ospiti dell’hotel, dalle sette del mattino a mezzanotte – la wine gallery: inaugurata – e raccontata in un bel libro fotografico di Achille Filipponi, Vestiges - con una performance di 24 ore, Art is Real, è il cuore contemporaneo dell’hotel, che ha visto coinvolti alcuni giovani artisti Roma-based, chiamati, in spirito mecenatistico-rinascimentale, a interpretare il luogo, producendo opere integrate con l'architettura.

Vintage & vino

L’ambientazione, in cui si collocano gli interventi site specific, è vintage: poltrone e tavolini sono pezzi originali anni Cinquanta, il pavimento è di cementine esagonali bianche e rosse, le pareti – a specchio – sono color bronzo, il bancone del bar è bianco satinato, tutt’intorno, complice il décor, pare di stare in un giardino d’inverno. Non c’è ristorante, ma su richiesta, si possono organizzare cene private.

La carta dei vini l’ha selezionata con cura Paolo Trimani, scegliendo le etichette con un criterio semplice: quello di avere dei vini godibili per tutti (leggi: con un occhio al prezzo), ma al contempo originali. Spazio, dunque, ai piccoli produttori, magari meno noti ma non per questo di minore qualità. Anche se non mancano i nomi noti della nostra enologia, da Valentini in poi, passando per a Tenuta di Ghizzano e da Tenuta Anfosso. Immancabili le bollicine d'oltralpe, dai grandi come Dom Perignon, Krug a una selezione accurata di piccole produzioni.

Cielo-terra: dieci suite d’autore

Le suite – dieci in tutto - sono distribuite su cinque piani, numerati au contraire, seguendo un consiglio intuizione dell’artista Gianni Piacentini, uno dei numi tutelari del progetto, per il quale l’edificio è idealmente “radicato in cielo”. Gli interni sono un omaggio raffinato ed essenziale al miglior design italiano scelto tra gli anni Trenta e favolosi Seventies: Giò Ponti, Ico Parisi, Guglielmo Ulrich e Silvio Cavatorta dialogano con le opere d’arte contemporanea, realizzate da giovani artisti romani tra cui Rä Di Martino, Pietro Ruffo, Caterina Nelli, Alessandro Piangiamore, Davide D’Elia; le stanze hanno i nomi dei designer italiani, una celebrazione dell’italianità creativa, curata con mano leggera e non convenzionale: dal pezzo d’arredo, al portachiavi in feltro. Il servizio à la carte è quello già collaudato in PalazzinaG di Venezia, di cui G – Rough è gemello, dalla colazione in camera – con le delizie del maître boulanger Matteo Piras - al maggiordomo personale in grado di svelare agli ospiti chicche e itinerari non comuni per apprezzare al meglio il soggiorno capitolino.

G – Rough | Roma | piazza Pasquino, 69 | tel. 06.68801085 | www.g-rough.it/hotel-roma

 

a cura di Maria Cristina Bastante

Foto in apertura: Serena Eller

 

 


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