Nasce nel 2010 Le Blanc ricevimenti di Caserta. E da allora ha sviluppato eventi diversi, pieni di fantasia e dettagli originali: una caccia al tesoro alla ricerca del cibo o un evento itinerante nel borgo di Sant'Agata de' Goti, location suggestive e spettacoli circensi. Ecco la storia di Elisabetta e Federico Petti.

Volete organizzare un ricevimento dentro una chiesa, consacrata ovviamente? Oppure volete festeggiare il vostro matrimonio per l'intero week end nella bella cornice di Sant'Agata de' Goti? Ecco, Le Blanc ricevimenti di Caserta fa al caso vostro. Siamo arrivati alla quinta puntata della rubrica dedicata ai catering, ci spostiamo in Campania e incontriamo questo nome, che non ci è nuovo: l'abbiamo sentito in occasione della visita di Bill De Blasio nel paese d'origine del nonno materno. A gestire gli affari sono due fratelli, Elisabetta Petti, che si occupa degli allestimenti e della parte di marketing, e il fratello Federico, lo chef. Ecco cosa ci ha raccontato Elisabetta.

Quale è la vostra storia aziendale? Quando siete nati, come siete cresciuti?
Siamo giovanissimi! Siamo nati nel 2010 grazie a una passione comune per la gastronomia e gli eventi gastronomici in generale. Tutto è cominciato da un hobby: avevamo organizzato nel giardino di casa nostra un ricevimento in occasione dei venticinque anni di matrimonio di una coppia di amici. Le cose sono andate meglio del previsto, così abbiamo deciso di dar spazio al nostro hobby tuffandoci in questa nuova avventura.

Come sta andando?
Considerando il periodo storico, bene. Siamo soddisfatti. È ovvio che un'attività imprenditoriale richiede i suoi tempi per andare a regime ma abbiamo degli ottimi riscontri nel settore che volevamo.

In quali zone lavorate? Quali sono le vostre location?
In Campania, Lombardia ed Emilia Romagna. A Caserta abbiamo l'esclusiva con il Belvedere San Massimo in Teano mentre in Lombardia andiamo dove il cliente lo richiede, così ci capita di organizzare eventi al Castello Procaccini, nella Villa Botta Adorno o nella Villa Borromeo.

E tra le vostre location compare anche una chiesa consacrata...
Sì, è la Chiesa del Cardinale Agostino Riboldi in Pavia. È una location assai particolare, non solo per i matrimoni ma anche per eventi o ricevimenti aziendali.

A che target vi rivolgete?
Medio-alto, ci stiamo aprendo anche al mercato estero, ad ottobre andremo a New York, su consiglio diretto del sindaco De Blasio!

Che servizi offrite?
Organizziamo l'evento dalla a alla z integrandolo con delle chicche un po' particolari, coinvolgendo per esempio artisti come trapezisti, mangia fuoco o mimi, a seconda di quello che il cliente vuole provare: lui mi spiega che emozioni vorrebbe vivere in quel determinato giorno, io le interpreto e le concretizzo con delle proposte.

Quali sono i vostri fornitori?
Abbiamo solo fornitori locali e, lì dove è possibile, optiamo per aziende biologiche. Compriamo il caciocavallo di Castelfranco dall'azienda caseificio Miscano, il maialino nero e le carni di chianina, e marchigiana dall'azienda Cillo di Airola, la pasta è del pastificio artigianale Scalera di Sant'Agata de Goti, il Conciato Romano dell'azienda La campestre di Castel di Sasso. E ancora frutta e verdura dall'Azienda agricola Masseria Tuoro a Teano.

Il vostro menu?
Ovviamente cambia sempre, in base alle stagioni e alle esigenze dei clienti. Il nostro piatto forte è il risotto di gamberetti e profumi di Sorrento.

Quantità e qualità sono conciliabili?
Nel momento in cui usi materie prime di qualità che ti consentono di stupire anche con piatti semplici e meno elaborati, direi proprio di sì.

Puntate di più sul menu o sugli allestimenti?
Di norma su entrambi, se poi il cliente vuol fare un po' di economia decide quasi sempre lui di risparmiare sugli allestimenti. Difficilmente gli italiani risparmiano sul cibo.

E di clienti stranieri ne avete?
Ci stiamo lavorando. Stiamo lanciando il matrimonio nel borgo di Sant'Agata, un progetto nuovo dove gli invitati hanno la possibilità di passare un intero week end nel paese, con visite culturali incluse, e dove il matrimonio si svolge in più punti: la celebrazione si fa in chiesa o in comune, in base alle esigenze, l'aperitivo avviene in una piazza e poi ci si sposta in un'altra piazza o in un palazzo storico per la cena.

La richiesta più originale che vi è stata fatta?
Un matrimonio con caccia al tesoro, a Teano in un'enorme tenuta, dove gli invitati dovevano cercare il cibo! Si sono divertiti tantissimo.

Quanti dipendenti avete?
Fissi? Una quindicina di persone tra chef e addetti alla sala (l'altro chef è Enzo Lucarelli).

Quanto conta la concorrenza sul prezzo dei catering di bassa qualità?
Non molto perché chi vuole spendere poco, rinunciando ovviamente alla qualità, non si rivolge a noi. Per assurdo sentiamo di più la concorrenza di quei catering che sono più cari di noi ma vantano una storia più lunga.

Le maggiori difficoltà che avete dovuto affrontare?
Oltre quelle burocratiche? Inserirsi in un mercato già saturo, dove le offerte di livello sono numerose. Per affermarci dovevamo proporre qualcosa di diverso.

Come vi differenziate?
Il punto di forza di Le Blanc ricevimenti è il nostro team: siamo affiatati e siamo un vero gruppo, i clienti se ne accorgono e si sentono coccolati. Al di là di questo aspetto fondamentale, credo di essere brava negli allestimenti perché cerco sempre di coinvolgere gli artigiani locali.


http://leblancricevimenti.it

a cura di Annalisa Zordan

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