Capitale dell'Impero d'Occidente e poi enclave bizantina in territorio italiano, Ravenna custodisce la tracce di un passato fastoso, che punteggiano le strade tranquille del centro cittadino. E seduti intorno a un tavolo si gustano i piatti della tradizione, quella romagnola: dalla mitica piadina con lo squacquerone ai passatelli in brodo, ma anche tanto pescato in arrivo dalla costa Adriatica. Ecco i nostri consigli per scoprire i migliori indirizzi a passeggio per la città.

A pochi chilometri dalla costa Adriatica, porta di scambio tra Oriente e Occidente, la città di Ravenna è indissolubilmente legata al suo passato bizantino. Lo annuncia al visitatore il più ricco patrimonio esistente di mosaici databili tra il V e il VI secolo, custoditi in edifici di culto e monumenti che aiutano a immaginare la potenza dell’Impero Romano d’Occidente prima - quando la città divenne capitale di un impero ormai scisso, negli ultimi lampi di gloria della civiltà che per secoli dominò il mondo conosciuto – lo splendore del regno illuminato di Teodorico poi (al tempo della conquista dei Goti), l’espansione dell’impero di Bisanzio in Europa per conto di Belisario, generale di Giustiniano.


L'ARTE DEL MOSAICO

Così oggi il tessuto urbano di Ravenna custodisce ben otto edifici tutelati dall’Unesco, uniti nel segno di un’arte antica che qui ha trovato terreno fertile, nutrendosi ancora una volta della contaminazione tra Occidente e Oriente, realismo romano e simbolismo bizantino: il mosaico. Alla Ravenna antica ammantata d’oro - dal mausoleo di Galla Placidia all’imperdibile Basilica di San Vitale, dal Battistero Ariano alle chiese di Sant’Apollinare Nuovo e Sant’Apollinare in Classe – si sovrappongono le tracce della città medievale (che conta tra i suoi ospiti illustri l’esule Dante Alighieri, che qui terminò i suoi giorni in una notte di settembre del 1321), di torri campanarie e chiostri romanici, e più tardi della dominazione veneziana cui pose fine l’annessione allo Stato della Chiesa.
Una rilassata cittadina di provincia che in passato seppe affascinare molti celebri viaggiatori, da Lord Byron a Gustav Klimt, a Oscar Wilde, e oggi sa far proprio il valore dell’ospitalità romagnola, assicurando al visitatore piacevoli passeggiate a piedi o in bicicletta (il principale mezzo di trasporto in città), divertimento e appuntamenti culturali, ma anche tutti i piaceri della buona tavola regionale.


LA TAVOLA ROMAGNOLA. DALLA PIADA AI CAPPELLETTI IN BRODO DI CAPPONE

Un’antica tradizione culinaria fa dei primi piatti un punto di forza della gastronomia locale, dalle tagliatelle agli strozzapreti con ragù, fino ai passatelli o ai cappelletti in brodo di cappone. Pietanze corroboranti che caratterizzano una tavola sontuosa, amante delle carni di maiale come della più ricca tradizione marinara, protagonista nelle zone costiere: spaghetti con le vongole e brodetti, molluschi prelibati e pescato dell’Adriatico. Un discorso a sé merita il rituale più celebre della Romagna: l’arte della piadina cotta sul testo in terracotta e farcita con squacquerone filante. Tra i prodotti tipici anche il sale dolce di Cervia, il cardo gigante, gli strigoli e l’asparagina delle pinete ravennati, ma anche le più curiose folaghe e le rane (cucinate in zuppa). Protagonista della pasticceria locale (di recente creazione) la Torta Teodora, a base di farina di mais, mandorle, cannella e pinoli. E da bere le denominazioni locali e un’ampia scelta di grappe e distillati.
Come di consueto eccoci arrivati ai consigli per godere delle migliori tavole della città, alla scoperta dell’enogastronomia locale, dalla colazione al dopocena.
 


CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2015 (comprala qui)

L’Acciuga: Cucina di mare e atmosfera a tema per questa insegna dal menu stagionale che fa ampio uso del pescato giornaliero. In apertura il crostino di pane con burro e acciughe. Menu completo a 39 euro.

Ca’ de Vén: In pieno centro, i soffitti dipinti e le belle sale di questa insegna collegata all’Ente Tutela Vini Romagnoli garantiscono un’atmosfera suggestiva. Si beve bene, esclusivamente etichette del territorio; la cucina è quella più tradizionale ben eseguita, dai cappelletti in brodo di cappone alla grigliata di carne, ma si può scegliere anche un tagliere di salumi o una piada farcita con squacquerone.

CaMì: Nella frazione di Savio, circondato dalla campagna, questo ristorante riserva un’accoglienza calorosa e un’ottima cucina, che usufruisce dei prodotti dell’azienda agricola annessa e del pescato del giorno. Goloso il cestino del pane con piada compresa, etichette per tutte le tasche e cena a lume di candela. Tante specialità sottovetro da acquistare.


CONSIGLI DALLA GUIDA FOODIES 2015 (comprala qui)

Vistamare: Presso il Lido di Savio, la cucina di quest’albergo curato offre a pranzo una proposta veloce e informale a prezzi contenuti, mentre si trasforma per il servizio serale. La qualità è comunque elevata e la proposta (principalmente di pesce) valida e originale.


CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA (comprala qui)

Cento Pizze: Siamo a Punta Marina Terme, sulla costa ravennate a pochi chilometri dalla città, ma qui si respira aria partenopea. Merito dei due pizzaioli napoletani doc che sfornano pizze dall’impasto ben lievitato, cornicione alto e farciture classiche. Da provare anche i calzoni e le pizze reali. Tra i fritti crocché di patate, arancini e zeppolelle; dolci della tradizione campana.


CONSIGLI DA BAR D’ITALIA 2015 (comprala qui)

Pasticceria Al Duomo: Atmosfera retrò in stile viennese per questa pasticceria del centro cittadino che propone lievitati freschi e fragranti e dolci artigianali, dai mignon alle praline di cioccolato. Ottimo e cremoso l’espresso, buoni i cappuccini, serviti in diverse varianti.

Alex and Paul: Anima da wine bar per questo locale a pochi passi dal centro, ideale anche a colazione o per una pausa pranzo veloce. Ma l’occasione migliore per arrivare fin qui è l’ora dell’aperitivo, tra calici di pregio e sfizi salati di qualità.

Fargo: Arredi vintage, atmosfera metropolitana e ambiente piacevole. Si mangia e si beve bene, dal caffè ai formaggi selezionati, all’ampia scelta di birre alla spina. Disponibile anche qualche piatto caldo e vini alla mescita.


CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2015 (comprala qui)

Pasticceria Veneziana: Vicino alla basilica di San Vitale, Ivan Baccarini porta avanti una tradizione familiare che si protrae da più di cinquant’anni. Dal laboratorio escono i dolci della tradizione italiana, ma anche ottimi lieviti e fritti. Celebre la Torta Teodora dai profumi bizantini e la ciambella di marzapane di origine forlivese.

Pasticceria Mignon: Tradizione e materie prime di qualità per questa piccola e giovane pasticceria. Golosa l’intera gamma in esposizione: bigné, millefoglie, tartellette farcite e tortini di riso. Buoni anche i biscotti secchi.


a cura di Livia Montagnoli


L'Acciuga |Ravenna |viale Francesco Baracca 74 |tel. 0544 212713 | www.osterialacciuga.it
Ca' de Vèn | Ravenna | via Corrado Ricci 24 | tel. 0544 30163 | www.cadeven.it
CàMì | Ravenna | via Argine sinistro Savio 84, località Savio | tel. 0544 949250 | www.camiagriturismo.it
Vistamare | Ravenna | viale Romagna 199 | tel. 0544 939029 | www.vistamaresuite.com
Cento Pizze | Ravenna | via delle Nasse 21 | tel. 0544 437321 | www.centopizze.com
Pasticceria Al Duomo | Ravenna | via Port'Aurea 10 | tel. 0544 31179 | www.alduomoravenna.it
Alex and Paul | Ravenna | via Alcide de Gasperi 11 | tel. 0544 34713 | www.alexandpaul.org
Fargo | Ravenna | via Girolamo Rossi (angolo vicolo Padenna) | tel. 333 2097141 | www.facebook.com/pages/Fargo/52289502375
Pasticerria Veneziana | Ravenna | via Salara 15 | tel. 0544 212171 | www.pasticceriaveneziana.it
Pasticceria Mignon |Ravenna | via Maggiore 181 | tel. 0544 465013 | www.facebook.com/pasticceriamignon.ravenna?rf=112323478828737



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