Continua il boom dei vini biologici e biodinamici in tutta la Scandinavia, mentre in Danimarca l'effetto Noma ha fatto salire l'offerta dei ristoranti di qualità. Ecco dove mangiare italiano a Stoccolma e Copenaghen.

Riparte dalla Scandinavia il tour internazionale Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Un itinerario che si articola di un triplice piano: degustazione dei migliori vini italiani selezionati in guida, un momento di formazione con diversi seminari guidati per tappa, valorizzazione dei migliori esempi di ristorazione italiana all’estero.

 

Svezia, tra i primi sei Paesi clienti dell'Italia

La fitta nevicata non ha bloccato le 400 persone, tra trade, media e collezionisti, che il 16 gennaio hanno partecipato all’evento Tre Bicchieri di Stoccolma (l'appuntamento che porta in giro per il mondo i vini premiati con i Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia dde Gambero Rosso) andato in scena al Grand Hotel. “Ho assaggiato un paio di Verdicchio di livello mondiale, i bianchi italiani hanno decisamente cambiato marcia”, ha commentato a caldo la Master of Wine Madeleine Stenwreth. L’esperta svedese, tra le più convinte sostenitrici della bontà del tappo a vite, ha poi aggiunto che le vendite del vino italiano continuano a essere buone, ma ha auspicato una maggiore apertura del Vinmonopolet verso il vino italiano di qualità, stigmatizzando la massiccia presenza di bulk wine tricolore sul mercato.

Oggi, il mercato svedese figura tra i primi sei clienti dell'Italia: il legame tra questo Paese il vino italiano è sempre stato molto stretto. La crescita di quasi 11 punti percentuali tra gennaio e ottobre 2017 lo testimonia. Le esportazioni sono passate da 40,1 milioni a 44,5 milioni di litri, per un corrispettivo di 133,8 milioni di euro e un incremento a valore di oltre otto punti percentuali in un anno.

 

450 gradi

I migliori ristoranti di Stoccolma

Anche la presenza della ccucina italiana fa registrare un netto miglioramento. Tra i migliori ristoranti italiani premiati in città, spicca Mancini, esempio virtuoso di una ristorazione tradizionale che poggia su grandissimi prodotti italiani, attenzione maniacale alle stagionature e una carta con più di 4.000 bottiglie. Mentre tra le pizzerie, c’è spazio anche per un ex giocatore di seria A, Jesper Blomqvist, con la sua pizzeria napoletana 450 Gradi, nel quartiere di Lidingo.

 

Danimarca, il Paese con il maggior consumo pro capite di vino

Qui Copenaghen. A differenza di Stoccolma, il mercato è sicuramente più libero e frammentato, con tantissimi piccoli attori. Grande calore e curiosità per la tappa Vini d’Italia, che si è svolta il 18 gennaio nell’elegante Moltkes Palae. Oltre 600 i partecipanti con una percentuale altissima di importatori e ristoratori. Dai seminari e dalle interviste condotte, è evidente una flessione sulle richieste di Amarone, che mantiene comunque posizioni importanti, mentre rimane molto forte il trend di vini da viticoltura biologica e biodinamica, con continue aperture che puntano esclusivamente su questo segmento. La voglia di novità è confermata dalle parole di Alessandro Jacoponi, proprietario della bio trattoria Ché Fè, aperto nel 2012 : "Importo e metto in carta solo vini di piccolissimi produttori italiani che lavorano in biologico. Voglio far assaggiare qualcosa di nuovo, c'è una grandissima curiosità verso vini di nicchia e cucina tradizionale in netto contrasto alla cucina nordica".

Oggi, la Danimarca si posiziona tra i primi dieci mercati di riferimento per il comparto made in Italy. Nel periodo compreso tra gennaio e ottobre 2017, le esportazioni, secondo gli ultimi dati Istat, hanno raggiunto quota 116,7 milioni di euro, con un incremento di quasi un milione di euro sull'anno precedente. Stabili i volumi, intorno ai 32,3 milioni di litri. Menzione a parte meritano i consumi. Parliamo, infatti, di uno dei Paesi con il maggior consumo pro capite di vino: su una popolazione di 5,7 milioni di abitanti la quota supera i 31 litri.

 

I migliori ristoranti di Copenaghen

Difficile dire se Copenaghen abbia più biciclette o ristoranti, di certo l’effetto Noma, come lo chiamano in città, si riflette in una spinta qualitativa incredibile, che porta anche la ristorazione italiana sulle vette più alte fuori dai nostri confini. Durante l’evento sono stati premiati con il massimo riconoscimento due icone della scena danese: Tre Gamberi ad Achille Melis, grande esempio di solidissima cucina sarda nello storico San Giorgio, in un edificio che ospitò tra gli altri il filosofo Kierkegaard; Tre Forchette ad Elvio Milleri con il suo ristorante Era Ora (foto in copertina) già premiato a ottobre come ristorante dell’anno, con una cucina creativa ed elegantissima abbinata a una cantina da sogno che poggia su 90.000 bottiglie italiane, molte delle quali in formato magnum. Il Premio Contadi Castaldi se lo aggiudica invece FIAT Vinbar- nulla a che vedere con il gruppo guidato da Marchionne - forte di una formula innovativa che sfrutta al meglio le potenzialità del Coravin per una carta di vini profonda e interamente italiana.

 

 

a cura di Lorenzo Ruggeri

 

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 25 gennaio

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