Abbiamo cercato di individuare i trend emersi durante Seeds&Chips 2018, il salone internazionale ideato e curato da Marco Gualtieri, dedicato alle aziende e start up digitali che innovano nella filiera dell'agroalimentare e nell'universo dell'enogastronomia.

 

Sembrano molto numerose le soluzioni che hanno come obiettivo la sostenibilità (che è a tutti gli effetti il nuovo modello di business), dall'agricoltura di precisione ai nuovi metodi di coltivazione, alle soluzioni anti spreco che riguardano anche il packaging. Poi ci sono i settori del food delivery e della tracciabilità (che diventa blockchain); entrambi in costante evoluzione. In ogni caso, a dettare le regole è il consumatore.

1. Sostenibilità

Per dirla con le parole di Matthieu Vermersch (Founder & Managing Partner di VisVires New Protein) “l'insostenibilità non è più business, ne segue che oggi la sostenibilità è l'unica chiave per fare business. Trovate per esempio una soluzione per alimentare in maniera sostenibile i pesci oppure per riconoscere il sesso degli embrioni delle uova: oggi i maschi si riescono a identificare solo dopo 2 o 3 giorni e dopodiché vengono per la maggior parte abbattuti”. In questo caso il problema è etico ma soprattutto (scendendo dalla montagna del sapone) economico.

Agricoltura di precisione. Attraverso un tablet un uomo monitora i campi

2. Nuove tecnologie

Che la sostenibilità sia il nuovo modello di business lo si capisce anche dalla grande quantità di realtà, tra startup e aziende già avviate, sensibili a questa tematica. Tra le nuove tecnologie, c'è chi si occupa di agricoltura di precisione tramite l'Internet of Things, chi punta sui nuovi metodi di coltivazione (specialmente l'idroponica), chi cerca di sostituire le proteine animali (tramite alghe o insetti) oppure chi vuole ridurre gli sprechi, sia a monte, quindi in campo, sia a valle, quindi sensibilizzando i consumatori oppure trovando soluzioni facilmente applicabili e convenienti per i consumatori stessi. Per esempio SAES Coated Films ha ideato degli imballaggi ecosostenibili che in più sono in grado di assorbire l'etilene prodotto da frutta e verdura e di controllarne l'emissione, aumentando la shelf life e riducendo gli sprechi. Wasteless invece convince i consumatori a non sprecare. Ben Biron (Founder di Wasteless) lo spiega chiaramente: “Quasi tutti i consumatori quando entrano in un supermercato preferiscono i prodotti con la data di scadenza più lontana, ma così non succede quando acquistano biglietti aerei o prenotano un albergo. Perché? Perché in questi due casi il prezzo cambia. Allora noi con Wasteless abbiamo creato un database che monitora tutte le date di scadenza e sulla base di queste calibra il prezzo. Abbiamo applicato questo sistema in vari supermercati e funziona!”. Se questo meccanismo venisse applicato sempre ci sarebbe una riduzione degli sprechi del 30%. Una soluzione sostenibile anche economicamente perché la riduzione degli sprechi implica un aumento dei profitti. È la logica del win win.

Giorgio Bertolini (Co-founder di Emerge) sul palco di Seeds&Chips 2018

3. Millennials

La logica del win win sembra sia insita nei millenials, i quali - diciamolo - si sono trovati in mano un mondo disastrato. Lo ribadisce anche Giorgio Bertolini (Co-founder di Emerge): “Ci sono molte cose che non funzionano, dalle 5mila tonnellate di plastica nel Mediterraneo alla nostra economia; siamo la prima generazione ad avere un reddito inferiore rispetto alla generazione precedente. Questo per noi rappresenta una sfida ed è anche per questo che ogni cosa che facciamo parte da un assunto fondamentale: avrà un impatto positivo sull'ambiente?”. Anche noi siamo convinti che l'economia seguirà tal corso perché “millenials” (tra l’altro protagonisti del nostro scorso numero del mensile) non è tanto una questione di età, piuttosto di mentalità.

Food delivery - Green KoalaFoto di Green Koala

4. Food delivery

Quello che anni fa sembrava fantascienza oggi è una realtà ormai consolidata. Il food delivery è diventato adulto, e si è specializzato. Ci sono realtà specializzate nelle allergie o nelle intolleranze, ci sono startup che hanno avviato collaborazioni con nutrizionisti. Già perché il food delivery se non è orientato all'healthy non funziona. Detto questo, la sostenibilità come modello di business batte la comodità 1 a 0. Ma la partita è ancora aperta.

Schema di come funziona la Blockchain

5. Tracciabilità (e blockchain)

In tutti i trend sopracitati a dettare le regole rimangono comunque i consumatori. I quali vogliono la sostenibilità, la comodità, i cibi sani, il risparmio. E soprattutto vogliono sapere come è stato prodotto e con quali ingredienti è fatto il cibo che andranno a mangiare. La nuova frontiera in tal senso è rappresentata dalla blockchain applicata alla filiera del food. È una sorta di Internet delle transizioni dove un insieme di soggetti o digital device condivide delle informazioni per renderle disponibili alla comunità di utenti in un database virtuale. Il che implica svariati concetti: il concetto di community prima di tutto e poi trasparenza, fiducia e immutabilità nel tempo, perché ogni dato inserito in questo database virtuale non può essere cancellato. Insomma un conto è dire una cosa da soli, in molti casi uno può ritrattare, un conto è dirlo di fronte a una moltitudine di testimoni. Vale di più, almeno per i fautori della blockchain. Ma passiamo a un esempio concreto che forse è meglio. IBM Italy in collaborazione con Barilla ha applicato la blockchain, integrandola con digital device, nella produzione del pesto. E Nico Losito (Chief Digital Officer di IBM Italy) lo ha spiegato in maniera elementare: “Paolo semina un campo, fa i trattamenti di irrigazione e fertilizzazione e procede con lo sfalcio del basilico. Sono tre azioni che con il supporto di device digitali vengono acquisite, scritte e spedite alla blockchain. Dimitri, il trasportatore, arriva presso l'azienda agricola e comincia a caricare il basilico, poi mette in moto il camion per andare allo stabilimento Barilla e consegnare. Anche in questo caso tramite gps o telecamere siamo in grado di tracciare ogni azione. Infine una volta arrivato a destinazione, il basilico viene controllato, trasformato in pesto e messo in vasetto. E pure qui ogni azione viene registrata”. In tutti i casi sono dati che vengono analizzati, registrati e inviati alla blockchain che viene resa disponibile all'intera community. A che serve? “A incrementare la fiducia del consumatore. Finalmente abbiamo lo strumento per dimostrare che quel che diciamo lo facciamo davvero”.

 

a cura di Annalisa Zordan

 

Approfondiremo il tema delle startup innovative e le nuove tecnologie applicate al food nel numero di luglio del mensile del Gambero Rosso