Nato per rispondere al sistema italiano attuale (assai lacunoso) di spedizione di pacchi. Diventato un servizio di delivery tutto dedicato al food. Al food di qualità però. È Moovenda, start up lanciata pochi mesi fa da un team di ragazzi, che oggi conta già più di mille utenti iscritti.

Noi l'abbiamo provata per voi. A parte qualche incertezza sull'orario di arrivo (capita anche che il lunch box arrivi in anticipo rispetto all'orario dichiarato), il servizio sembra funzionare. E se funziona in una città caotica e trafficata come Roma è molto probabile possa funzionare, anche meglio, in altre città. La cosa che li differenzia da altri servizi simili è il livello qualitativo dei partner. Qualche esempio? Otaleg, una delle gelaterie migliori di Roma, Fonzie The Burger's House, paninoteca d'eccellenza che punta su carne Kosher, Grezzo, pasticceria, cioccolateria e gelateria crudista vegana. E ancora il Mondo di Laura (biscottificio kosher/parve) o il Forno Celiachiamo Tiburtina (forno senza glutine). Ma vediamo nel dettaglio di che si tratta con il socio cofondatore Filippo Chiricozzi.

Come e quando è nata l'idea?

Tutto è iniziato nel corso di StartUp Weekend di Roma, ovvero un evento organizzato ciclicamente nelle più grandi città italiane, che dà la possibilità a più persone di proporre o partecipare a differenti progetti di start-up. È un importante momento di confronto tra molteplici idee e differenti prospettive, a prescindere da una possibile realizzazione concreta. L'idea di Moovenda è stata presentata durante questa manifestazione ed essendosi piazzata al primo posto è stata selezionata per la fase successiva. Sempre in questa occasione, io e Simone Ridolfi, che già ci conoscevamo, abbiamo incontrato Simone Terranova, il quale ha esperienze in ambito gestionale e nel web. Da questo momento in poi le cose sono andate avanti in maniera fisiologica.

Avete ricevuto finanziamenti?

A oggi abbiamo ricevuto un investimento di 60.000 € da parte del fondo di investimento LVenture Group (30.000 in contanti e 30.000 in servizi) e siamo stati accelerati da uno dei più importanti acceleratori d'impresa italiani: LUISS Enlabs.

Che cos'è Moovenda?

Un servizio di spedizioni intelligenti basato su una community.

Entrando un po' più nel dettaglio.

È più semplice di quel che sembra: grazie a una rete di Moovers, sparsi su tutto il territorio (ora solo a Roma e a Milano), proponiamo il servizio delivery a quei ristoranti o locali che non ce l'hanno. Così garantiamo al cliente finale un servizio in più, consentendogli di scegliere cosa, quando e dove mangiare. Inizialmente volevamo applicare questo servizio in tutti i campi ma ben presto, anche grazie ai primi clienti, come Said (Antica Fabbrica del Cioccolato a Roma), ci siamo resi conto che il settore della ristorazione aveva un maggior bisogno. Lo stesso gestore di Said ci ha subito detto che la maggior parte dei ristoranti non hanno un servizio di consegne a domicilio. Eppure lo vorrebbero.

Andiamo con ordine. Chi sono i Moover?

Sono persone moto munite e disponibili, dietro compenso, a recapitare il pranzo o la cena in un dato luogo. Prima di diventare Moover, però, devono superare un colloquio. Solo una volta superato, mettiamo a disposizione un'app specifica e li abilitiamo a consegnare e a comunicare direttamente con il cliente finale e con il ristoratore.

Quanto si guadagna?

Per ogni spedizione è prevista una remunerazione che consiste nell'intero costo di consegna (3,5 euro). Attraverso il sistema di pagamenti Stripe, i guadagni vengono pagati in automatico.

Per chi volesse proporsi come Moover: cosa bisogna fare?

Basta scaricarsi la app apposita e aspettare una mail che comunica la data e l'orario del colloquio. Una volta risultati idonei è sufficiente comunicare, di volta in volta, la propria disponibilità. I guadagni, ovviamente, vanno in base al numero di consegne, quindi in base al livello di disponibilità data. Per ogni consegna, infatti, ciascun Moover ha un portafoglio virtuale dove sono visibili il numero di corse effettuate e l'ammontare del guadagno. In poche parole, chiunque abbia un motorino, può rendersi disponibile come Moover. E può decidere liberamente quando e come rendersi disponibile, nonché decidere il raggio d'azione entro cui manifestare la propria disponibilità. Se poi, in seguito ai vari feedback, verrà considerato inadeguato, sarà nostra cura estrometterlo dal sistema.

Come funziona la app scaricata dai Moover?

Per ogni spedizione, prima che questa venga accettata, la nostra struttura rende palese e trasparente sia il complessivo guadagno che il Moover andrà a maturare, sia tutti i parametri utili per la scelta, come la distanza o altri dettagli. A quel punto il Moover può rendere palese la propria candidatura per una data spedizione: dopo l'avvenuta accettazione, questa si concretizza e la procedura parte ufficialmente. Da questo momento ha mezz'ora a disposizione per raggiungere il locale o il ristorante e un'altra mezz'ora per raggiungere l'utente finale. Il tempo necessario lo abbiamo calcolato sulla base delle distanze e del traffico romano. E anche, ovviamente, sulla base del mezzo di trasporto: i Moover si muovono principalmente in scooter, scooter che noi dotiamo di poliboxer termico, nel quale il prodotto perde o acquista massimo un grado. Ottimo sia per i pasti caldi che per i gelati.

Che tipo di contratto fate ai Moover?

Risulta come lavoro autonomo. Si tratta, per loro, di accettare i termini e le condizioni. Ovviamente, ora la cosa la espongo in maniera molto semplice, ma vi assicuro che abbiamo lavorato molto con i nostri legali per trovare una soluzione contrattuale che non fosse penalizzante per i Moover.

Come funziona esattamente il servizio?

Una volta confermato l'ordine da parte dell'utente, questo arriva a tutti i Moover (prossimamente, attraverso geolocalizzazione, lo invieremo solo a quelli più vicini al locale in questione). Nel momento in cui il Moover (più vicino e disponibile) accetta, arriva all'utente la conferma dell'ordine e dell'ora di consegna.

Gli utenti che cosa devono fare?

Collegarsi al nostro sito e semplicemente scegliere cosa mangiare (anche più proposte in diversi locali). Il costo è lo stesso che pagherebbero nel locale, l'unica cifra che devono aggiungere sono i 3,5 euro di spese di consegna (le quali vanno tutte al Moover). Al termine dello scambio gli utenti possono, reciprocamente, lasciare dei feedback così da rendere ancora migliore l'esperienza di chi verrà dopo di loro.

Esiste un'app anche per gli utenti?

Non ancora.

Quanti sono gli utenti iscritti?

Nonostante siamo partiti appena tre mesi fa, arriviamo a più di mille iscritti e quasi tremila raggiunti dalla nostra newsletter.

Quanti Moover collaborano con voi?

A Roma danno la loro disponibilità più di duecento ragazzi, di cui almeno un quarto risultano sempre disponibili. A Milano per ora ne contiamo settanta.

Quanti locali avete coinvolto, a Roma e a Milano?

A Roma siamo a circa venticinque locali, mentre a Milano ancora dobbiamo partire (nel sito ne abbiamo solo due). Una cosa è certa: stiamo cercando di selezionare partner eccellenti.

Fate una selezione dei locali?

Assolutamente sì. Ad alcuni abbiamo detto di no per esempio.

Finora gli utenti sono soddisfatti?

Parrebbe di sì, anche perché a ogni consegna richiediamo un feedback e finora il 90% di questi è positivo.

Perché un ristoratore dovrebbe appoggiarsi a voi?

Offriamo un servizio e aumentiamo i clienti. Poi non ci sono i costi dell'eventuale personale in più e dei mezzi di trasporto, o anche della sola piattaforma web.

Quanto costa il servizio ai ristoratori?

Non c'è nessun costo d'ingresso ma solo una percentuale, variabile a seconda delle transazioni, legata dunque al volume di vendita.

Una volta effettuato l'ordine, il Moover si mette in moto verso il locale. Ma cosa succede all'interno del locale?

All'interno del ristorante mettiamo a disposizione una stampante che stampa direttamente la comanda. Una volta emessa la comanda, ovvero quando l'utente conferma l'ordine, il ristoratore sa che ha mezz'ora di tempo per preparare il panino o il gelato ordinato. Tra l'altro se il Moover è in anticipo o in ritardo, può comunicarlo direttamente al ristoratore.

Progetti futuri?

Aprire a Torino, Firenze e Bologna.

All'estero?

Spagna, Francia e Romania.

Romania. Perché?

È un mercato in crescita e il settore delivery è molto più sviluppato di quello italiano. I competitors stanno arrivando, ma ancora non sono consolidati.

In quanti collaborate attualmente?

Il team di Moovenda è composto da: Simone Ridolfi, CEO e cofondatore, Simone Terranova, CTO e cofondatore, il sottoscritto Filippo Chiricozzi, CMO e cofondatore. E ancora Laura Volpe, grafica e web developer, Daniele Pezzato, full stack developer, Eleonora Traditi, Social Media & Content Manager.

 

market.moovenda.com

a cura di Annalisa Zordan

 

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