Taurasi. La Campania che non t’immagini. Il suo entroterra, quello dell'Irpinia, ricco di boschi e corsi d’acqua, colpisce e incanta alla prima visita per le sfumature di verde e per i tetti spioventi delle case. Qui d’inverno nevica e la gente è tenace, come nel ricordo degli avi Sanniti. Gente di terra, ma anche di vin

o. Da queste parti nessun prodotto intreccia così tanto Storia e presente. Nel I secolo a.C Tito Livio, nel suo “Ab urbe condita” parlava di una “Taurasia” dalle “vigne opime”. Dal 1993 c’è una denominazione, la DOCG Taurasi, da uve aglianico, l’oro rosso di queste zone.  Il caveau delle meraviglie è il Castello Normanno, centro nevralgico del paese e sede dell'Enoteca Regionale dei Vini d'Irpinia. Per un rosso di spessore ci vogliono piatti all'altezza. La tradizione gastronomica tiene il passo:  con i "mugnatielli", involtini di interiora di agnello,  preparati  al sugo o arrostiti, la trippa al sugo, la  verdura di campo accompagnata alla "pizza ionna" ( bionda), un disco di pane fatto con farina di granone.  E poi i cicatielli, lo gnocco "povero"senza patate. 

 

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