Le anticipazioni dei premiati dalla Guida Vini d'Italia 2019 del Gambero Rosso ci portano in Friuli Venezia Giulia.

 

Anche quest’anno in questa regione ben 26 vini hanno superato la soglia dell’eccellenza e si sono aggiudicati i Tre Bicchieri. Sono tutti vini bianchi ottenuti sia da vitigni autoctoni sia internazionali a conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, della vocazione del Friuli Venezia Giulia per questa tipologia.

È luogo comune pensare che i vini bianchi siano pronti già in primavera, non abbiano grandi potenzialità d’invecchiamento e quindi vengano generalmente consumati in annata, ma da una rapida consultazione dell’elenco dei premiati si evince che meno della metà sono frutto della vendemmia 2017. È un dato significativo, che evidenzia la sensibilità dei produttori che, consci delle potenzialità del territorio per la produzione di vitigni a bacca bianca, rinunciano a immediati guadagni a favore di un ulteriore affinamento in bottiglia.

In questo contesto spiccano il Sauvignon Ris. ’13 di Russiz Superiore, lo Chardonnay Grafin del la Tour ’14 di Villa Russiz e lo Chardonnay Gmajne ’15 di Primosic. Sono tre dei dodici Tre Bicchieri attribuiti a vini del Collio goriziano che si presenta anche con il Collio Bianco Ris. ’16 di Angoris, il Fosarin ’16 di Ronco dei Tassi, il Broy ’17 di Collavini ed il Solarco ’17 di Livon. Completano la lista il mitico Friulano ’17 di Schiopetto, il Pinot Grigio Mongris Ris. ’16 di Marco Felluga, il Sauvignon di Tiare e i due fantastici Pinot Bianco di Doro Princic e Toros.

Quest’anno il Pinot Bianco è proprio il vino che ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti. A quelli del Collio si aggiungono due conferme: il Pinot Bianco Myò ’17 di Zorzettig e il Pinot Bianco ’17 di Torre Rosazza e, come new entry, il Pinot Bianco ’16 di Masut da Rive della denominazione Friuli Isonzo, dove brillano sempre le stelle di Vie di Romans con il Sauvignon Piere ’16 e della Tenuta Luisa con il Desiderium i Ferretti ’16. La Tunella si vede premiato il BiancoSesto ’16, mix di vitigni autoctoni. Volpe Pasini si riconferma con il Sauvignon Zuc di Volpe ’17, La Viarte con il Friulano Liende ’17 e Livio Felluga con il Rosazzo Bianco Terre Alte ’16. Jermann con un sontuoso Capo Martino ’16 l’ha spuntata addirittura sul Vintage Tunina. Nelle Grave ecco Le Monde con lo Chardonnay ’17. Onore anche ai bianchi macerati, che trovano la massima espressione nell’Ograde di Skerk ’16, nella Malvasia ’15 de Il Carpino e nel Nekaj di Podversic.

 

Capo Martino  ’16  -  Jermann  

Collio Bianco Broy  ’17 -  Eugenio Collavini  

Collio Bianco Fosarin  ’16 -  Ronco dei Tassi      

Collio Bianco Giulio Locatelli Ris. ’16  - Tenuta di  Angoris  

Collio Bianco Solarco ‘17 - Livon  

Collio Chardonnay Gmajne ’15  -  Primosic     

Collio Chardonnay Gräfin de La Tour  ‘14 - Villa Russiz   

Collio Friulano ’17 - Schiopetto   

Collio Pinot Bianco ’17 - Doro Princic    

Collio Pinot Bianco ’17 - Franco Toros     

Collio Pinot Grigio Mongris Ris. ’16 - Marco Felluga    

Collio Sauvignon Tiare ’17  -  Roberto Snidarcig     

Collio Sauvignon Ris.  ‘13 - Russiz Superiore    

Desiderium I Ferretti  ‘16 - Tenuta Luisa     

FCO BiancoSesto ‘16  - La Tunella  

FCO Friulano Liende  ‘17 - La Viarte     

FCO Pinot Bianco ‘17 - Torre Rosazza     

FCO Pinot Bianco Myò  ‘17 - Zorzettig     

FCO Sauvignon Zuc di Volpe  '17 - Volpe Pasini  

Friuli Chardonnay  ‘17 - Le Monde     

Friuli Isonzo Pinot Bianco '16 - Masùt da Rive 

Friuli Isonzo Sauvignon Piere ‘16 - Vie di Romans   

Malvasia ‘15 - Il Carpino    

Nekaj  ’14  -  Damijan Podversic

Ograde ‘16  - Skerk   

Rosazzo Terre Alte ’16  – Livio  Felluga