Alla scoperta dei vini dell’Oltrepò Pavese: in degustazione quattro annate del Buttafuoco Bricco Riva Bianca di Picchioni. Dal 2009 al 1998.

L’Oltrepò Pavese è un triangolo di Lombardia compreso tra Liguria, Emilia e Piemonte. Zona di castelli e di vini - la provincia di Pavia - e terra di Buttafuoco, piccola Doc spigolosa, ostile alle facili definizioni, figlia di vigneti scoscesi e di vinificazione congiunta di uve dalle caratteristiche e dai tempi di maturazione diversi. Croatina, barbera e ughetta di Canneto (vespolina), che nel caso del Bricco Riva Bianca di Andrea Picchioni sono coltivate in un singolo vigneto, come da tradizione. Quella di Picchioni, una decina di ettari vitati in val Solinga su crinali impervi, vigneti recuperati e conversione al biologico, è una delle più interessanti realtà del comprensorio e produce due interessanti Buttafuoco (l’altro è il Luogo della Cerasa): vini da lungo invecchiamento, che si esprimono al massimo del loro carattere dopo parecchi anni.
Ecco il racconto della nostra verticale di quattro annate: ’09 (non ancora in commercio), ’04, ’03 e ’98

Buttafuoco Bricco Riva Bianca ’09
Ancora giovane, ha un naso in cui emerge subito la nota balsamica tipica della Solinga, poi frutti di bosco a bacca nera e spezie. Sorprende la levigatezza del tannino rispetto alle edizioni precedenti quando si trovavano in questo stadio giovanile. Ha un architrave di acidità e materia che promette lunga e fruttuosa maturazione per il futuro.

Buttafuoco Bricco Riva Bianca ’04
Lo stato dell’arte del Buttafuoco: in Solinga è stata una bella vendemmia a differenza che nel resto della zona, e si sente. Naso ampio, accattivante, balsamico con sentori di menta e rosmarino, poi una cascata di frutti, dal ribes alla prugna alla marasca, le spezie a corredo; è nitido, preciso, senza sbavature, con bocca armonica, piena, complessa. Lungo nel finale giocato su toni di liquirizia. Bellissimo anche il colore rubino vivo, ha ancora molti anni davanti a sé.

Buttafuoco Bricco Riva Bianca ’03
L’annata è stata torrida, ma il clima ventilato della Valle Solinga, con buone escursioni termiche, ha aiutato a mantenere freschezza. Il naso è un po’ statico, il frutto e i sentori balsamici sono presenti ma non in maniera così esplosiva come nel ’04; in bocca è pieno, accattivante, rotondo, non dà segni di stanchezza grazie a una bella acidità. È al suo meglio anche se probabilmente avrà vita meno lunga rispetto al ’04.

Buttafuoco Bricco Riva Bianca ’98
Sorprende innanzitutto la tenuta del colore, un rubino brillante solo lievemente virato verso note più aranciate; il naso è naturalmente più evoluto, la componente balsamica di eucalipto è sempre presente, il frutto di bosco tende alla confettura e una nota di goudron è lì a ricordare i quindici anni trascorsi dalla vendemmia. Bello e armonico il tannino, ancora sostenuto il nerbo, ha spalla, è un anziano e austero signore dal bel portamento e dal passo saldo ancorché non lunghissimo.

a cura di Francesco Beghi


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