Dishcovery traduce il menù in tutte le lingue, lo digitalizza (così è consultabile direttamente da smartphone) e lo racconta pure. Sta proprio qui la novità di questa startup tutta italiana.

 

Dietro al progetto Giuliano Vita e Marco Simonini. Il primo, ispirato dai film di Bruce Lee, a soli 17 anni è partito alla volta della Cina per studiare in un liceo di Chongqing, e poi lavorare a Shanghai nella distribuzione HORECA portando nei ristoranti e hotel di tutta la Cina gli ingredienti più rappresentativi della cucina italiana. Marco, invece, dopo anni di lavoro in Italia nel settore alimentare si è trasferito in Cina in veste di rappresentante dell'aceto balsamico di Modena. Due storie destinate a incrociarsi a più di 7mila chilometri dall'Italia, ma entrambe mosse dalla volontà di far conoscere i prodotti italiani agli stranieri.

Dishcovery

È con questo spirito che nasce Dishcovery, a prima vista un servizio che traduce i menu in diverse lingue (e dunque non certo una novità: già nel 2014 vi abbiamo parlato di Smart Hamster), ma che non si limita affatto a questo. “Noi non traduciamo semplicemente il menù – spiegano -lo raccontiamo. La traduzione, infatti, non basta, il menu deve essere raccontato. Per usare un linguaggio più tecnico noi “tras-creiamo” i piatti declinandoli nella diverse culture”. L'esempio che viene più spontaneo riguarda ovviamente la Cina: “Immaginate un cinese che vede la parola mozzarella come ingrediente tradotto in cinese, anche con la traduzione, non avrebbe idea di cosa sia realmente questa specialità tutta italiana. E così per molti altri prodotti”. Un dato (allarmante) emerso anche in un'analisi di Business Strategies-Wine Monitor sulla percezione e il posizionamento del Made in Italy sui motori di ricerca e sui social in Cina, che abbiamo esaminato nel dettaglio in uno speciale del Tre Bicchieri del 19 luglio. In poche parole i cinesi sanno ben poco del cibo italiano, e dell'Italia in generale: tra le keyword più curiose digitate su Baidu ci sono “Quale Paese è l'Italia?”, “L'Italia è l'Europa?” o “Come si mangia la pasta?”. Ma torniamo all'idea di Giuliano e Marco.

Il logo di Dishcovery

Gli obiettivi di Dishcovery

Con Dishcovery il cliente del ristorante può “navigare” all’interno del menu scoprendo i dettagli dei singoli piatti e dei singoli ingredienti”. C'è di più. “Siamo gli unici a offrire una traduzione dei testi con certificazione ISO 9001(le traduzioni vengono fatte da agenzie esterne certificate, ndr). E tra qualche mese aggiungeremo delle funzioni di pagamento che permetteranno ai turisti di pagare direttamente dallo smartphone, pagando con i sistemi di pagamento più diffusi nei singoli paesi. Per esempio Wechat e Alipay per i cinesi, Yendex per i russi”. Quindi oltre ad affrontare le barriere linguistiche e soprattutto culturali, l'obiettivo è anche quello di semplificare le cose. A cominciare dalla web app lanciata da poco: “La web app non necessita di essere scaricata, è praticamente un sito che si comporta come un'app. Dopodiché per il cliente è molto semplice: deve scansionare il QRcode che trova nel menu e il sistema riconosce in automatico la lingua del dispositivo dell'utente”.

Come funziona

La web app traduce il menu e consente di vedere per ciascun piatto ogni singolo ingrediente, e ogni singolo ingrediente ha la sua spiegazione dettagliata, utile per affrontare qualsivoglia gap culturale. “Dal lato ristoratori, invece, ognuno ha la propria piattaforma online dove può fare tutto autonomamente, altrimenti lo facciamo noi. Se poi vuole modificare qualche descrizione degli ingredienti, lo può fare, così come può proporre l'abbinamento del vino ai singoli piatti. Un modo per informare i clienti e per fare up selling”. Una volta inserite tutte le informazioni, non rimane altro che stampare il QRcode e apporlo nel menu cartaceo.La risposta dei ristoratori? “Molto positiva. A dicembre dello scorso anno abbiamo dato ad alcuni ristoranti, tra Venezia e Milano, la versione beta, dopo i tre mesi di prova il 40% di loro si è convertito in cliente pagante”. Attualmente, a soli 6 mesi dal lancio ufficiale, Dishocovery è presente in un centinaio di locali a Milano, Venezia, Roma. E già dal prossimo anno mirano al mercato estero, principalmente a Parigi e Barcellona.

 

www.dishcovery.menu

 

a cura di Annalisa Zordan