Una mostra tutta dedicata al cibo, o meglio, alle fotografie che lo ritraggono: al Foam Museum di Amsterdam il 21 dicembre comincia una delle più ampie esibizioni sulla storia della food photography. Tutti i dettagli. 

 

La mostra

Piacere per gli occhi. È questa la traduzione di Feast for the Eyes – The Story of Food in Photography (“La storia del cibo nella fotografia”), la mostra - in scena a partire dal 21 dicembre - al Foam Museum, museo di fotografia di Amsterdam, che si propone di raccontare la storia della fotografia del cibo, intesa non solo come arte visiva, ma anche come fotografia giornalistica e commerciale. Un viaggio alla ricerca delle figure e dei movimenti più rilevanti della food photography nel mondo, che fa luce su uno degli aspetti da sempre più accattivanti e golosi del mondo gastronomico: l'estetica. Una componente che ha iniziato a catturare l'attenzione di chef e appassionati a cominciare dagli anni '70, con l'avvento della Nouvelle Cuisine, ma che in realtà è da sempre strettamente legata a doppio filo con l'universo del cibo.

Cibo e fotografia

Tanti i fotografi, artisti, pittori che nel tempo si sono lasciati travolgere dalla bellezza dei piatti, da quella più simmetrica e minimalista all'opulenza e l'abbondanza delle tavole imbandite; dal fascino schietto, diretto e asciutto dei prodotti più succulenti alla malinconica bellezza dei cesti di frutta, ritratti in nature morte e resi protagonisti assoluti di molti quadri. Su questo parallelismo binario che accompagna cibo ed estetica si basa la mostra olandese, che mette in scena opere di fotografi diversi per stili ed epoche, dalla colazione dello statunitense StephenShorealla natura morta della canadese LauraLetinsky, dall'inglese RogerFentoncon i suoi scatti dell'Ottocento alle immagini più iconiche dei primi libri di cucina.

La food photography prima dei social network

Un'indagine alla scoperta di uno dei temi più immortalati di sempre, ben prima dell'avvento dei social network e della tendenza contemporanea di fissare ogni pranzo, colazione, aperitivo o merenda degna di nota. Una moda che in breve tempo si è radicata nell'atto stesso di mangiare, tanto da diventarne un elemento imprescindibile, parte dell'esperienza gastronomica a tutti gli effetti. Ma la cucina, la tavola con tutti i suoi significati allegorici, porta con sé un valore ben più profondo e remoto, caricandosi di simboli culturali e sociali: nei secoli, ha rappresentato stili di vita, raccontato epoche, spaccati di vita, nazioni e popoli, guerre e carestie, fame e benessere, ceti sociali, condizioni economiche e ambienti familiari, focolari domestici, convivialità, gioia e speranza.

Le aree tematiche della mostra

Uno dopo l'altro, la mostra scandaglia i tanti significati più o meno nascosti delle immagini scattate nel corso del tempo, dedicando un'attenzione particolare a tre temi chiave. Primo fra tutti, la Natura Morta, uno dei generi più popolari, dapprima in pittura e poi in fotografia, una categoria che si è evoluta nel tempo e che continua a essere una di quelle più in voga fra gli artisti. E poi Attorno alla Tavola, incentrato sul rituale che accompagna l'atto di mangiare, un ambito strettamente correlato al concetto di identità culturale, che sarà analizzato e approfondito proprio in questa sezione. Infine, Giocare con il Cibo, un connubio di spirito, divertimento e ironia, come sempre in relazione al cibo. Foto a parte, nel museo saranno presenti diversi libri e manuali per spiegare storia, aneddoti e significati che si celano dietro ogni scatto.

Fra gli artisti selezionati, Nobuyoshi Araki, Guy Bourdin, Imogen Cunningham, William Eggleston, Roe Ethridge, Marion Faller e Hollis Frampton, Rotimi Fani Kayode, Roger Fenton, Peter Fischli e David Weiss, Nan Goldin, Lorenzo Vitturi, Tim Walker, Andy Warhol e molti altri ancora. In mostra per aiutarci a comprendere l'intero universo che ruota attorno alle foto di piatti e prodotti.

Feast for the Eyes – The Story of Food Photography – Amsterdam – Foam Museum – dal 21 dicembre 2018 al 6 marzo 2019 - www.foam.org/museum/programme/feast-for-the-eyes

a cura di Michela Becchi