È l'acronimo di Fabbrica Italiana Contadina, si svilupperà su una vasta superficie di più di 80 mila metri quadrati e sui tetti avrà il più grande impianto fotovoltaico d'Europa. La struttura sarà il punto di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare italiano.

Si tratta senza dubbio di uno di quei progetti così grandi e ambiziosi che è difficile vederli nel loro insieme. Ha mille sfaccettature e un'offerta estremamente variegata. Si chiamerà F.I.CO. e significa Fabbrica Italiana Contadina. L'apertura è prevista immediatamente dopo la fine dell'Expo 2015. Sorgerà a pochi passi da Bologna, in un'area enorme: 80 mila metri quadrati. Sul tetto ospiterà il più grande impianto fotovoltaico d'Europa, e tutti i locali saranno coibentati con tecniche e materiali all'avanguardia per garantire al meglio l'isolamento termico. All'interno si coltiverà, si esporrà, si comprerà e si mangerà. Un mix tra il concetto di orto urbano e filosofia Eataly, non a caso il gruppo fondato da Oscar Farinetti è tra gli attori dell'iniziativa, insieme a CAAB, una società a partecipazione pubblica controllata per l'80% dal Comune di Bologna, alle Coop e ad altri soggetti riuniti in una sgr creata appositamente. Il progetto F.I.CO. prevede un investimento stimato per circa 40 milioni di euro e sarà realizzato attraverso la riqualificazione edilizia e funzionale del già esistente Centro agroalimentare di Bologna (CAAB).

E mentre i lavori avanzano freneticamente, l'impianto fotovoltaico è già attivo. Questa è una delle principali caratteristiche di F.I.CO. Sia per le dimensioni che per la capacità produttiva. 43.750 pannelli fotovoltaici di ultima generazione sono stati istallati sui tetti e producono, in condizioni ottimali, 11.350.000 Kwh ed un picco energetico di 10.500 Kw. Con una superficie pari a 14 campi da calcio regolamentari, quello che sorge sui tetti dell'edificio è il più grande impianto d'Europa e servirà non solo a soddisfare il fabbisogno energetico dello stabile, ma anche ad alimentare i veicoli elettrici che saranno impiegati dal sistema distributivo. Il progetto nasce dalla considerazione che l'area del CAAB fosse sovradimensionata rispetto al reale utilizzo del mercato all'ingrosso cui era dedicata. Così, a settembre 2012 nacque l'elaborazione del primo concept con l'obiettivo di valorizzare l'area e ottimizzarne l'impiego. Dopo soli due mesi Andrea Segrè, presidente CAAB, incontra a Roma Oscar Farinetti. È da questo incontro che comincia a delinearsi la forma che assumerà il progetto F.I.CO., chiamato anche Eatalyworld.

Ed è così che 9.300 metri quadrati saranno dedicati alla vendita di prodotti alimentari; 10.600 alla ristorazione; 27 mila al cosiddetto Parco Agroalimentare che comprende un'area dedicata a produzione dimostrativa, mentre un'altra area, destinata ad accogliere un centro congressi ed eventi, sarà di duemila metri quadrati. Le previsioni conservative parlano di 5 milioni di visitatori\anno (di cui 3 milioni clienti), anche se Oscar Farinetti rilancia: “se ci garantiranno ottimi collegamenti, anche ferroviari, possiamo arrivare a 10 milioni”. Insomma, l’attrazione più visitata del paese.


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