Si prefigge di valorizzare un territorio per molti aspetti ancora vergine il progetto di Anna Illuminati a Mauro Scaramucci, che nel piccolo borgo di Controguerra inaugurano un boutique hotel di grande ambizione. 5 suite, due orti e un ristorante gastronomico affidato alla guida di Francesco Germani. Ecco come sarà. 


Un boutique hotel a Controguerra

Come nasce un boutique hotel nelle campagne dell’entroterra teramano ancora così legate all’idea di un turismo tradizionale tutto locande, agri-ristori e trattorie? Dalla voglia di offrire uno spunto in più per scoprire una regione di confine (tra Abruzzo e Marche) ancora vergine, ma incredibilmente ricca di risorse. Siamo a Controguerra, nella provincia di Teramo che dopo qualche chilometro cede il passo al saliscendi del subappennino marchigiano. La fama del piccolo borgo che conta circa 3mila anime si lega al disciplinare della Doc vinicola Controguerra, e in particolare al nome della famiglia Illuminati, che da più di un secolo produce vini sul territorio. Resa celebre e moderna dal patron Dino (130 gli ettari di vigneti a regime sulle colline teramane), oggi il turnover familiare lascia spazio anche alla quinta generazione Illuminati, Lorenzo, Stefano e Anna.

E proprio ad Anna (insieme a suo marito Mauro Scaramucci) fa capo il progetto Idea18, moderno concetto d'ospitalità fondato sull'interpretazione di un boutique hotel calato in un contesto rurale da cui non potrà prescindere per l'approvvigionamento dei prodotti più tipici del territorio: “Vogliamo valorizzare il lavoro degli altri, aggiungendo il nostro contributo” si legge tra le righe di una mission aziendale ben definita. Chiaro che l'attitudine familiare e la possibilità di attingere a un paniere di prodotti enogastronomici tra i più ricchi a livello nazionale influenzerà in modo marcato i criteri di ospitalità su cui spingere l'acceleratore.

Hotel con cucina

Quindi non solo albergo, ma stanze e cucina: 5 suite di design - tra arredi decò e inserti contemporanei, con ampie vetrate affacciate sul paesaggio e personalizzazioni spiccate, dai palloncini in vetro di Murano al telescopio per guardare le stelle - e un ristorante gastronomico ambizioso, che lavorerà al servizio degli ospiti dell'hotel, ma soprattutto con l'obiettivo di attrarre una clientela diversa a Controguerra. Viaggiatori in cerca di un rifugio inaspettato per godere di un'esperienza gastronomica creativa e di territorio insieme, appassionati di vino, stranieri a caccia di valide alternative alle rotte turistiche più gettonate, che si fermano tra le colline del Chianti e i monasteri dell'Umbria.

Il ristorante aprirà ufficialmente le porte al pubblico il 18 giugno, a guidare la cucina una vecchia conoscenza del panorama meneghino, Francesco Germani, che per seguire personalmente il nuovo progetto ha lasciato l'impegno al Balthazar di St. Moritz (mentre resta saldo alla guida della Maniera di Carlo, a Milano, di cui è pure patron, dal 2009; Una Forchetta sulla guida Milano 2019 del Gambero Rosso). Classe 1978, Germani ha abituato chi lo conosce a una cucina particolarmente incline al mondo vegetale (del resto nel suo passato si segnala l'alunnato presso Pietro Leemann, oltre che al fianco di Enrico Bartolini): “La mia è una cucina fresca, leggera, tante marinature e cotture veloci, acida grazie al lavoro sulle verdure e le erbe spontanee. Qui però mi farò ispirare molto dai prodotti del territorio: è incredibile come in mezz'ora di macchina si passi dal ritirare le alici appena arrivate in porto alla pecora appena macellata in campagna. Il mare è a 10 chilometri, tutt'intorno abbiamo piccole realtà di grande interesse. E poi c'è l'ispirazione dei prodotti abruzzesi e marchigiani, dalle lenticchie di Santo Stefano di Sessanio alla carne bovina marchigiana”.

Il ristorante di Francesco Germani

In Abruzzo, prima d'ora, Francesco non aveva mai lavorato. Eppure ha sposato subito con entusiasmo il progetto di Anna e Mauro: “Hanno realizzato una struttura bellissima, puntano in alto e questo è molto stimolante”. Con sé Francesco ha portato quattro ragazzi, lui si dividerà tra Milano e Controguerra, “ma a luglio e agosto probabilmente sarò sempre qui”. Nei mesi scorsi ha avuto modo di intervenire sull'assetto delle cucine - “sono due, una per il ristorante, l'altra a uso esclusivo del piano interrato, che sarà utilizzato per eventi, degustazioni e inverno riusciremo a sfruttare molto” - intanto nei terreni di proprietà che circondano la struttura si stanno mettendo a coltura due orti: “Uno tradizionale, l'altro in collaborazione con l'Università di Bari per micrortaggi ed erbe spontanee e medicinali, che da sempre utilizzo molto in cucina”.

Ma arriveranno anche prodotti dal resto d'Italia e dall'estero, “materie prime pregiate di cui non voglio privarmi, dal caviale alle ostriche, perché è giusto lavorare su entrambi i fronti”. E infatti la proposta prevede tre menu degustazione, un percorso per il Territorio, uno per l'Orto, l'ultimo, a mano libera dello chef, ribattezzato Idea (dai 60 agli 80 euro), “dove spingerò di più sugli abbinamenti inediti”. Più avanti si lavorerà anche alla definizione di una carta breve, per chi non vuole intraprendere un percorso, e su un'offerta più agile per il pranzo. In più la brigata seguirà anche il servizio della colazione per gli ospiti.

In cantina, per ora, circa 200 referenze, le etichette di casa Illuminati, le proposte regionali e nazionali, gli champagne. E 35 coperti all'interno che nella bella stagione raddoppiano, con lo spazio sotto il portico esterno. Qualche suggestione particolare dopo le prime settimane di lavoro? “Sono affascinato dal culto locale dell'ovino, ho amato da subito le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio; mentre mi ha sorpreso l'utilizzo che fanno qui della gassosa, servirla con il vino è praticamente un'abitudine familiare! Noi lavoreremo con la Gassosa di Campli di Vittorio G, è un prodotto che mi affascina. Ma in generale ho trovato gente molto innamorata di quello che fa, così si lavora molto volentieri”.

 

Idea18 – Controguerra (TE) – Contrada San Fedele – dal 18 giugno – www.idea18.it

 

a cura di Livia Montagnoli