Non sembra destinata a rallentare la moda delle food hall, che nelle grandi città americane inaugurano senza soluzione di continuità. E scende in campo anche l'editore Time Out, che forte del successo a Lisbona pianifica cinque aperture oltreoceano. A cominciare da Miami e New York.

 

L'editoria che fa impresa

Un mercato che è insieme gastronomico e culturale. È l'idea da cui prende le mosse l'operazione sviluppata negli ultimi anni dall'editore Time Out. Un progetto che vede direttamente coinvolto nel settore della ristorazione un attore insolito, mettendo le competenze maturate nel mondo della comunicazione al servizio di un'impresa coerente con la filosofia del gruppo. Formula che Time Out ha concretizzato già nel 2014 a Lisbona, quando ha preso in carico la ristrutturazione dello storico Mercado da Ribeira, riservando al Time Out Market un ampio spazio articolato in food hall urbana (circa 40 botteghe selezionate dall'editore, ristoranti, enoteche, bar e librerie, aperti fino a sera), accanto al mercato tradizionale, quello dei produttori, operativo solo per mezza giornata. Proprio la primavera scorsa, l'iniziativa ha ottenuto il riconoscimento come progetto gastronomico più innovativo in Europa. E infatti l'esempio di Time Out non è caduto nel vuoto: il prossimo anno (primavera 2019), il colosso editoriale Vice si confronterà per la prima volta con la stessa sfida, giocandosi il brand Muchies per avvalorare l'ingresso nell'imprenditoria della ristorazione. Dove? All'interno del centro commerciale American Dreams che sta nascendo in New Jersey, che ospiterà anche la food hall firmata Munchies. Ma sarà soprattutto l'aggressivo piano di espansione del format Time Out Market a tenere banco nei prossimi mesi: il successo di Lisbona ha incentivato il gruppo a replicare il mercato altrove, con la bussola puntata sull'America, dove entro il 2019 anche Miami, New York, Boston, Chicago e Montreal avranno il proprio Time Out Market di riferimento. Il ciclo ravvicinato di aperture sfrutta il boom delle food hall che tiene “sotto scacco” gli Stati Uniti da qualche anno a questa parte.

Da Lisbona a New York

Specie a New York, dove sempre nella primavera 2019 il mercato di Time Out debutterà al Dumbo Waterfront, chiudendo un anno che ha visto susseguirsi una dopo l'altra le inaugurazioni di nuovi food market in una città già munifica di spazi gastronomici corali. Due piani più terrazza sul tetto con vista sull'East River e i grattacieli di Manhattan per un'offerta che metterà insieme una ventina di insegne già conosciute in città, alle prese con una proposta street food di qualità. Con oltre 500 posti a sedere per consumare sul posto, tre bar e uno spazio riservato a mostre e spettacoli. Per selezionare le realtà coinvolte, l'editore ha scelto di scommettere sulle insegne rappresentative della città, della sua storia gastronomica e della scena ristorativa contemporanea. E le prime conferme sono già arrivate. Tra loro anche Juliana's, l'insegna che ha raccolto l'eredità della mitica Patsy Grimaldi, una vera leggenda della pizza a New York: all'inizio degli anni Novanta Patsy, che oggi ha superato gli 85 anni, ha fondato a Brooklyn la catena Grimaldi's. Il suo legame con la pizza, però, comincia negli anni Quaranta, quando nella pizzeria italiano di Harlem di suo zio Pasquale Lancieri comincia a imparare i primi rudimenti ancora bambina. Dopo la vendita del marchio, nel 2012 Patsy è tornata alla guida di una pizzeria sua, Juliana's, nel locale di Old Fulton street che aveva visto nascere Grimaldi's. Al Time Out Market la pizza di Juliana's affiancherà la cucina messicana di Alta Calidad, quella mediorientale di Miss Ada,  il menu giapponese di Bessou, i plateau di ostriche del Mermaid Oyster Bar, i piatti italiani del Felice Pasta Bar (che già conta diverse sedi in città). Ma ci sarà spazio anche per la tradizione americana, con i pancake della Clinton Street Baking Co, la proposta kosher di Reserve Cut, l'insolito menu del gastropub Jacob's Pickles, che dei cetriolini fa l'ingrediente principe della casa. Si conferma così l'intenzione di rappresentare in un unico spazio numerose cucine del mondo, indagando al contempo nelle radici culturali e gastronomiche di New York. All'appello, per ora, manca la lista degli chef che sicuramente saranno coinvolti nel progetto.

Mentre già scalda i motori la food hall del gruppo che esordirà all'inizio del 2019 a Miami, con 17 differenti proposte e una cucina per spettacoli gastronomici nell'area di Miami Beach.  Anche nella città ad alta dominante latina, l'idea è quella di riunire specialità da tutto il mondo, dal sandwich coreano ripieno di pollo fritto alle crocchette di medianoche della cucina cubana. E ancora specialità peruviane, hamburger, tacos, un Charcuterie Bar e un format dedicato alla brace.