Ricambio generazionale e nuova sensibilità ambientale: ecco i protagonisti della nuova avventura spumantistica italiana che trova linfe giovani e innovative sia in territori storicamente vocati che in aree nuove per la rifermentazione in bottiglia.


La sfida del metodo classico in Italia

Il metodo classico in Italia rappresenta una sfida. Una sfida difficile e articolata. Sarà per questo che moltissimi giovani si lasciano contagiare dall’avventura spumantistica. Da una parte, devono convivere con l’ossessione quotidiana per lo Champagne, con improbabili emulazioni, paragoni impropri, cifre stilistiche che nulla hanno a che fare con il contesto sul quale si opera. Dall’altra, devono confrontarsi con il fenomeno Prosecco, con una produzione annua che galoppa a colpi di 100milioni di bottiglie in più l’anno e che tira la volata a una guerra sul prezzo più che sul contenuto, in Italia come all’estero. Aggiungeteci i tempi produttivi particolarmente lenti della presa di spuma in bottiglia, le sue mille insidie produttive, i costi di avviamento. Insomma, un vino rosato s’inventa in una notte di settembre, il metodo classico è una cosa estremamente seria: chiede pazienza, investimenti e una cospicua dose di progettualità. E un po’ di follia se poi con quelle bottiglie ci devi anche campare.

 

Bolle d'Italia: Franciacorta, Trento, Oltrepò

Abbiamo scelto tre zone d’elezione che negli ultimi anni ci hanno fatto gioire di più in sede di assaggi, le più premiate anche nella guida Vini d’Italia: Franciacorta, Trento, Oltrepò. Presto tratteremo a fondo anche l’Alta Langa.

Quelle che proponiamo qui, sono aziende di dimensione piccole o medio piccole, poco conosciute a livello nazionale, ma in netta crescita qualitativa: con identità e stili sempre più definiti. Abbiamo prestato una particolare attenzione al ricambio generazionale, lento – siamo pur sempre in Italia – ma che porta sulla scena tanti giovani produttori, innalzando la qualità media e rafforzando l’identità delle denominazioni. Si tratta di agricoltori che mettono anche in discussione le pratiche in vigna, grazie a una sensibilità ambientale che i loro genitori non avevano. Un meccanismo virtuoso che è già una leva di cambiamento e stimolo anche per le cantine più strutturate nelle aree che abbiamo preso in considerazione.

 

La nuova fase del metodo classico

Il metodo classico italiano sta vivendo una fase nuova, una fase di transizione, con tanti nuovi produttori di qualità nelle denominazioni storiche: nuove formule, nuove idee (oltre i classici uvaggi, dosaggi e mesi sui lieviti) per proporre cuvée capaci di raccontare molto di più: il luogo d’origine ma anche la filosofia di chi ci mette la faccia. È un processo complesso, ma anno dopo anno questa consapevolezza sta emergendo.

Se Franciacorta e Trento sono univocamente additate come le migliori zone d’Italia, per l’Oltrepò Pavese siamo ben contenti d’interpretare il ruolo di visionari. Vediamo cose belle e buone che forse altri non vedono. L’Oltrepò è terra di pinot nero succosi e potenti, supportati da ph bassi e acidità vibranti, non a caso grandi produttori di altre zone sono sempre venuti (e lo fanno ancora oggi) a rifornirsi qui di uve e vini. Il dato del pinot nero in Oltrepò – 3.000 ettari – ci porterebbe fuori strada, perché è ancora molto legato alla vinificazione in bianco frizzante. Mentre i numeri del metodo classico stentano a decollare, eppure le basi ci sono tutte.

 

Le nostre scelte

Noi vi presentiamo 4 produttori che, lottando contro le modalità di lavoro delle enormi cooperative della zona, portato a casa con fatica risultati notevoli.

Poi, 4 storie dalla Franciacorta che sta virando con decisione verso dosaggi molto contenuti o assenti (prossimo passo: malolattica non svolta?), puntando sempre più sul pinot nero (fenomeno che ritroviamo anche nel Trentodoc) e rivedendo la cifra stilistica del satèn. Infine, con un piglio sicuramente più deciso rispetto alle altre zone spumantistiche italiane, è in atto una diffusa riconversione in biologico. L’obiettivo dichiarato del Consorzio è arrivare al 70% di ettari certificati in poco tempo. E le vendite all’estero stanno finalmente dando ottimi risultati: il Giappone è oggi primo paese importatore, cresciuto di quasi il 20% solo nel 2015.

Chiudiamo con il Trentodoc, marchio sempre più riconosciuto a livello nazionale, con altri 4 piccoli produttori di altissimo profilo. La qualità media della denominazione è probabilmente la più alta dell’intero panorama nazionale; le cuvée che abbiamo scelto non saranno proprio reperibili ovunque, ma spiccano per pulizia gustativa, tensione, finezza, fascino.

 

Oltrepò Pavese. In fermento

Totale produzione metodo classico annua in Oltrepò: 2 milioni

 

Brut Farfalla | Ballabio

Andate oltre l’etichetta e il nome candido della cuvée: dentro questa bottiglia c’è un’ottima materia prima e una felicissima mano. L’azienda ha da poco compiuto 100 anni - fondata a Casteggio da Angelo Ballabio nel 1905 – ma è negli ultimi anni che Filippo Nevelli l’ha ripresa per rilanciarla in bello stile, puntando sulla storica vocazione spumantistica, grazie a un'attrezzatissima cantina con un centro all’avanguardia con vasche per microvinificazioni e notevole capacità di stoccaggio. Gli ettari vitati sono 60, la produzione conta ora circa 100mila bottiglie, ci sono ampi margini. Nell’opera si è avvalso di consulenti che conoscono come pochi la zona, da Francesco Cervetti a Carlo Casavecchia. Nell’ultimo anno i dosaggi sono stati visti al ribasso e il Farfalla ne ha guadagnato in souplesse: ha cremosità, slancio, ricchezza data dalla lunga permanenza sui lieviti che non ne ha minimamente scalfito il nerbo; il finale di gran classe, dal frutto rosso goloso, completa un quadro di prim’ordine. Tre Bicchieri per la prima volta nell’edizione guida 2016. Ricorda nello stile i vecchi millesimi dell’eccellente Testarossa di La Versa, che ha fatto la storia della denominazione. L’Oltrepò ha trovato un nuovo protagonista. E ce n’era un disperato bisogno.

prezzo 16 euro | produzione 100.000 bottiglie

Brut Farfalla | Ballabio | Casteggio (PV) | www.ballabio.net

 

Pinot Nero Brut 64 | Calatroni

Una boccata d’aria fresca in Oltrepò Pavese. Christian e Stefano Calatroni, poco più di 60 anni in due, hanno dato nuovo slancio ai terreni acquistati da Luigi Calatroni nel 1964, anno che segna la fine della mezzadria in Italia. I Calatroni brothers fanno parte dell’associazione Oltrepò in fermento, gruppo di condivisione prezioso che coinvolge tra i tanti anche altri validissimi giovani: Matteo Berté, Marco Bertelegni (enologo da Monsupello), Alessio Brandolini e Achille Bergami. Se l’Oltrepò ha un futuro, è seduto a un tavolo attorno a questi ragazzi. I vini dell’azienda stanno acquisendo una loro personalità, e un livello qualitativo di sicuro interesse e in crescita costante. La cosa non stupisce, vista la collocazione dei vigneti e la conformazione dei terreni: il pinot nero è coltivato sulle colline di Montecalvo Versiggia, con vigne che affondano su terreni ricchi di calcare. Davvero sorprendente il Brut 64, che per la prima volta ha strappato i Tre Bicchieri grazie ad ampiezza, complessità, frutta rossa propria da pinot nero, erbe aromatiche, bolla fine e finale in crescendo. Uno stile nitido, cremoso e vibrante, già diventato un modello di riferimento sul territorio.

prezzo 18 euro | produzione 80.000 bottiglie

Pinot Nero Brut 64 | Calatroni| Montecalvo Versiggia (PV) | www.calatronivini.it|

 

OP Pinot Nero Brut Cl. M.V. 2010 | Ca’ Tessitori

Da seguire con attenzione l’evolversi della produzione di questa cantina, guidata da Luigi Giorgi con i figli Giovanni e Francesco. Vasche di cemento protagoniste, anche se qualche tonneau ha fatto la sua comparsa dopo l’abbandono delle barrique; vigneti in collina, a Montecalvo Versiggia e Finigeto; vini di carattere che “sentono” annate e terreni. Ora, con il ritorno alla disponibilità di una struttura idonea, chiamata La Sala, la svolta verso il metodo classico avrà ancora più slancio. Il Brut M.V. (le iniziali stanno proprio per Montecalvo Versiggia) mostra una ricchezza e un'opulenza che però non pregiudicano la freschezza: l'impatto è forte, già dal colore dorato intenso, le note di brioche, poi il vino si apre, rivela il frutto, le erbe aromatiche, il nerbo, e finisce lungo su toni di canditi e frutta secca. Uno stile particolare, vinoso e potente,ma molto intrigante.

prezzo 16 euro | produzione 120.000 bottiglie

OP Pinot Nero Brut Cl. M.V. 2010 | Ca’ Tessitori | Broni (PV) | www.catessitori.it|

 

OP Pinot Nero 2010 | Ca’ del Ge’

Stefania, Sara e Carlo Padroggi conducono l’azienda di famiglia (40 ettari vitati con ottime esposizioni sulle colline di Montalto Pavese, soprattutto con terreni bianchi culla ideale per la coltivazione del riesling e del pinot nero) in continuità con l’eredità lasciata dal padre Enzo. Caratteristica comune ad aziende oltrepadane l’ampia proposta di etichette, caratterizzate dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Raggiungendo in certi casi vere e proprie eccellenze, come nel caso del Brut '10: bello sin dal colore intenso, è ricco e maturo, con profumi che vanno dai ricordi di piccoli frutti rossi alle erbe aromatiche, cremoso in bocca, pieno e allo stesso tempo teso e nervoso, con un finale di esemplare progressione e pulizia.Vi preghiamo di scrivere se trovate un miglior metodo classico a questo prezzo: 7 euro in cantina!!

prezzo 13 euro | produzione 180.000 bottiglie

OP Pinot Nero 2010 | Ca’ del Ge’ | Montalto Pavese (PV) | www.cadelge.it|

 

Franciacorta. Volti nuovi

Franciacorta, commercializzazione annua: 16.5 milioni

 

 

Franciacorta Satèn | 1701

Ecco un’azienda in rampa di lancio con le idee molto chiare. Il merito è di nuovo di due giovani: Federico e Silvia Stefini, che nel 2010 hanno rilevato i vigneti della cantina Conti Bettoni Cazzago. Hanno puntato da subito sul regime di coltivazione biologico, sono ora in attesa della certificazione Demeter; le cuvée non sono mai dosate, lo stile è improntato alla massima pulizia, immediato, con buona verve acida e ottima bevibilità. Sono Franciacorta che piaceranno tanto a chi apprezza il Nature di Enrico Gatti, per dire. Lavorano 10 ettari di vigne (8 di chardonnay e 2 di pinot nero) per una produzione totale di 50.000 bottiglie. In attesa del millesimato 2011 (uscirà tra pochi mesi), vi segnaliamo un elegante Satèn (il dosaggio zero non sarebbe previsto da disciplinare…) dai profumi ricchi e complessi, e dal palato agile e slanciato. Toni di pane tosato e pepe bianco anticipano una carbonica sottile e cremosa, il palato è succoso, intrigante nel profilo fumé, di ottima fragranza e dinamica nel finale di anice e mandorla. Godibilissimo anche il Franciacorta Brut, accattivante il Rosé.

prezzo 23 euro | produzione 50.000 bottiglie

Franciacorta Satèn | 1701 | Cazzago San Martino (BS) | www.1701franciacorta.it |

 

Franciacorta Dosaggio Zero 2009 | Colline della Stella

Senza dubbio una delle realtà emergenti più interessanti degli ultimi anni. Andrea Arici e Giovanni Arcari producono una curata gamma di Franciacorta dalle vigne di proprietà tutti senza l’utilizzo di alcuna liqueur d’éxpedition, per preservare l’integrità delle sfumature di ogni terroir. Siamo a Gussago, nell’estremo est del territorio franciacoratino, con vigne terrazzate tra 150 e i 350 metri di quota su terreni bianchie e sassosi; la produzione complessiva si aggira sulle 50mila bottiglie. Golosissimo e dalla beva spontanea il Dosaggio Zero (90% chardonnay, 10% pinot nero): è nitido, sapido, appagante. Offre una fragranza fruttata di grande freschezza, ritmo ben modulato, il finale è pimpante e molto continuo, con ritorni agrumati rigeneranti. Da stappare solo quando la frittura di triglie è arrivata in tavola. Dalla vendemmia 2013 sarà possibile il primo dosaggio zero senza zuccheri esogeni, il progetto Solo Uva prende sempre più corpo in Franciacorta. Per restare aggiornati monitorate il blog Terra Uomo Cielo: terrauomocielo.net

prezzo 28 euro | produzione 50.000 bottiglie

Franciacorta Dosaggio Zero 2009 | Colline della Stella | Gussago (BS) | www.collinedellastella.com

 

Franciacorta Brut Doppio Erre Di | Derbusco Cives

Un gruppo di cinque “cittadini di Erbusco”, nel 2004, decise di dar vita ad una nuova azienda agricola, che oggi, sulle colline moreniche del comprensorio comunale, può contare su 12 ettari di vigneto. In poco più di 10 anni, le etichette hanno dimostrato una crescita qualitativa costante che ha permesso all'azienda di ritagliarsi una bella fetta di reputazione nello scenario franciacortino. Alfiere della gamma è il Doppio Erre Dì, chardonnay in purezza, che si arricchisce di un bouquet fresco di agrumi e di un palato cremoso e fitto, iodato e sfumato sulla liquirizia, a seguito di una lunga permanenza sui lieviti e di sboccature che anticipano di poco l'ingresso sul mercato. Uno stile raffinato, originale, giocato più sulle morbidezze che sui tratti duri, ma di buona integrità e profondità.

prezzo 28 euro | produzione 60.000 bottiglie

Franciacorta Brut Doppio Erre Di | Derbusco Cives | Erbusco (BS) | www.derbuscocives.com

 

Franciacorta Zero Cuvée Pas Dosé | La Boscaiola

La storia di questa piccola cantina è legata alla vita avventurosa di Nelson Cenci, ufficiale degli alpini durante la campagna di Russia con la Tridentina. Al suo ritorno si dedicò in pieno alla medicina, raccontando le sue vicende nella naja alpina e sulla guerra attraverso numerose pubblicazioni. Per il suo ritiro, negli anni '60, acquistò una cascina del XVI secolo ai piedi del Mote Orfano, a sud del Lago d'Iseo, di origine morenica. Negli ultimi anni, con il passaggio di testimone alle figlie Giuliana e Maria Grazia. Abbiamo notato uno scatto in avanti, con cuvée sempre meglio definite e incisive. Vi segnaliamo uno Zero dal bel carattere agrumato, sapido, fresco e di bella tensione, con una pressione carbonica soffice e un finale nitido, vitale, di grande pulizia e notevole articolazione aromatica.

prezzo 25 euro

La Boscaiola | Franciacorta Zero Cuvée Pas Dosé | Cologne (BS) | www.laboscaiola.com

 

Trentodoc. Poker di montagna

Trento, commercializzazione annua: 9 milioni

 

 

Trento Brut Dosaggio Zero 2008 | Opera

Quando, dopo la degustazione della batteria dei Trento, abbiamo scoperto le etichette dei vini assaggiati, siamo stati felici di aver dato punteggi così alti al Dosaggio Zero '08 di questa piccola realtà emergente; bersaglio più grande, conquistato di slancio nell'edizione 2016, in virtù di un affascinante nerbo aromatico, di una struttura costruita sul porfido, slanciata da vitalità acida. Tra La Vis e la Valle di Fiemme, Alfio Garzetti, con la consulenza enologica di Paolo Tiefenthaler, sbocca ogni anno qualche decina di migliaia di bottiglie, tutti spumanti, che danno riscontri sempre più convincenti. Da evidenziare la correttissima politica dei prezzi.

prezzo 43 euro | produzione 60.000 bottiglie

Trento Brut Dosaggio Zero 2008 | Opera | Giovo (TN) |

 

Trento Extra Brut Paladino 2010 | Revì

Il giovane Giacomo Malfer ha assunto un ruolo determinante nella gestione di questa piccola, curatissima maison, che ha base ad Aldeno e che elabora le sue cuvée con uve dai vigneti di proprietà. Quattro etichette: un Brut da chardonnay e pinot nero; stesso uvaggio anche per il Dosaggio Zero e per il Rosè. E poi il Paladino, bandiera aziendale, tirato in poche migliaia di bottiglie, chardonnay biologico in purezza dal carattere montano, dal naso sfaccettato che dai frutti bianchi, soprattutto mela, porta alle rocce delle vicine montagne. La bocca è setosa, compatta e intensa, grintosa e con un carattere da fuoriclasse. Solo 3mila bottiglie prodotte. È a pieno diritto nella nostra shortlist, vi consigliamo di seguirlo con una certa attenzione.

prezzo 47 euro | produzione 20.000 bottiglie

Trento Extra Brut Paladino 2010 | Revì | Aldeno (TN) | www.revispumanti.com

 

Trento Brut Nature Riserva 2010 | Bellaveder

Tranquillo Lucchetta, per la sua azienda, non ha scelto un nome a caso; la veduta che si coglie sporgendosi dal terrazzo dei vigneti si apre su un panorama suggestivo: il conoide di Faedo, un ambiente incontaminato e intatto, in cui le strutture della cantina sono interrate e scavate sotto i filari delle viti. Nei campi e in azienda si lavora in biologico, con un'attenzione costante per la sostenibilità ambientale. Tra la gamma, che prevede anche le altre espressioni classiche trentine – segnaliamo un ottimo Lagrein Mansum '12 – spicca il Brut Nature Riserva '10, uno spumante promettente quanto elegante, fragrante di frutta esotica, con toni di glicine ed erbe di montagna, fresco e scorrevole. Ha un sorso agile, lineare, con un bel crescendo finale su toni mentolati.

prezzo 23 euro | produzione 70.000 bottiglie

Trento Brut Nature Riserva 2010 | Bellaveder | Faedo (TN) | www.bellaveder.it

 

Trento Madame Martis Riserva 2005 | Maso Martis

Le pendici del Calisio, sempre baciate dal sole, sono lo scenario in cui sono incastonate le vigne di Roberta e Antonio Stelzer. La produzione, che annovera la certificazione biologica, si aggira intorno alle 60 mila bottiglie, di cui 45 mila dedicate al metodo classico. Sono solo 1.000 quelle di Madame Martis, che nella versione 2005, rivela stoffa da vero fuoriclasse. È una cuvée di pinot nero, in maggioranza, e chardonnay, a cui viene aggiunto un piccolo saldo di pinot meunier per garantire maggiore struttura. Offre un bouquet complesso, poliedrico, in cui al miele seguono piccoli frutti rossi croccanti; bocca sontuosa ma non seduta grazie a sapidità e acidità calibrate che allungano su un finale secco e piacevolmente fumè. Un Trento completo e di solidissimo carattere. Veramente una perla.

prezzo 65 euro | produzione 65.000 bottiglie

Trento Madame Martis Riserva 2005 | Maso Martis | Trento | www.masomartis.it

 

a cura di Lorenzo Ruggeri

 

Articolo uscito sul numero di Marzo 2016 del Gambero Rosso. Per abbonarti clicca qui