Italia, Spagna e Francia guidano la ripresa. Stabili gli Stati Uniti, bene Cile e Argentina. L'Australia perde terreno mentre lo guadagna la Nuova Zelanda. Prime stime dell'Organizzazione internazionale della vite e del vino dopo la vendemmia 2018.

 

Se l'annata 2017 verrà ricordata, a livello mondiale, come una delle più scarse dell'ultimo ventennio, il 2018 si avvia a essere ricordato come tra i migliori e abbondanti. Il rimbalzo positivo, come già accaduto nel 2004 e nel 2013, arriva dopo raccolti difficili, che hanno determinato un taglio drastico dei volumi di uve raccolte, soprattutto nei tre principali Paesi produttori: Italia, Spagna e Francia. Quest'anno, secondo quanto emerge dalle prime stime contenute nella congiuntura vitivinicola mondiale dell'Oiv, l'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, i livelli saranno tra i più alti raggiunti a partire dal 2000. Con 282 milioni di ettolitri (esclusi succhi d'uva e mosti), l'Oiv stima oltre 30 milioni di ettolitri in più rispetto allo scorso anno. Ovvero, un incremento del 12,3 per cento.

Italia, Francia e Spagna al top

Determinante, come sempre nello scenario globale, l'apporto del Vecchio continente. La produzione di vino dovrebbe raggiungere quota 168,4 milioni di ettolitri, con un incremento significativo pari a 27,2 milioni di ettolitri. L'aumento percentuale dell'insieme dei Paesi Ue è del 19% sul 2017. Ben 135,2 milioni di ettolitri arrivano da tre Paesi. In primis, dall'Italia, che si conferma alla guida di questa speciale classifica dei produttori mondiali di vino, con 48,5 milioni di ettolitri e un +14%: si tratta del terzo livello più alto dell'ultimo quinquennio. Dalla Francia, che recupera il 27% sull'anno precedente, facendo registrare il più alto recupero in valori assoluti, con ben 9,8 milioni di ettolitri in più a quota 46,4 mln/hl. Dalla Spagna, che balza in avanti del 26% con 8,4 milioni di ettolitri in più fino a 40,9 mln/hl, il livello più alto del quinquennio per gli iberici.

L'altra Europa

È anche per il contributo degli altri territori viticoli che l'Europa riesce a riprendersi in questo 2018 e trascinare la produzione mondiale di vino. Per la Germania, quarto produttore in Ue, l'Oiv stima 9,8 mln/hl, a livelli che non si vedevano da almeno dieci anni. Bene anche la Romania che, dopo quattro anni stabili, supera i 5 milioni di ettolitri e anche il dato, pur alto, del 2013. Ungheria e Austria incrementano rispettivamente del 32% e del 20% le quantità di vino prodotte, con 3,4 mln/hl e 3 mln/hl. Male, invece, due produttori storici, come Portogallo e Grecia. Per il primo, l'Oiv stima una produzione pari a 5,3 milioni di ettolitri, a causa di condizioni meteo ideali per gli attacchi di peronospora e oidio, che hanno condizionato la raccolta di quest'anno. Il -22% portoghese segna il livello più basso degli ultimi sei anni. Per quanto riguarda, la Grecia, si prevede un calo del 15% con un vinificato pari a 2,2 milioni di ettolitri.

Le Americhe

Anche i livelli di produzione stimati per i territori fuori Europa risultano in crescita e superiori alla media degli ultimi cinque anni. Il -2% degli Stati Uniti segna per il terzo anno consecutivo un livello di produzione molto alto che, con 23,4 milioni di ettolitri, fa di questo Paese il quarto produttore mondiale di vino. Sempre in America, ma nell'emisfero Sud, le stime sono particolarmente positive sia per il Cile sia per l'Argentina. In particolare, per il Cile, la produzione 2018, secondo l'Oiv, registra un balzo in avanti del 36% raggiungendo i 12,9 milioni di ettolitri rispetto all'anno precedente. L'Argentina si riprende dopo due campagne molto complicate e, con 14,5 milioni di ettolitri, fa segnare un +23%. Infine, il Brasile, che viene da un 2017 molto positivo, perde il 17% della produzione ma si mantiene su livelli accettabili, intorno ai 3 milioni di ettolitri di vino.

Africa e Australia

La siccità è la responsabile del cattivo raccolto in Sud Africa. Considerati i livelli del 2017, questo importante produttore mondiale perde il 12% delle quantità, scendendo a 9,5 milioni di ettolitri, secondo le stime della congiuntura Oiv, che sottolineano come si tratti del livello più basso registrato dal 2012. In Oceania il bilancio è in chiaroscuro. L'Australia, che aveva registrato due raccolti molto abbondanti sia nel 2016, con oltre 13 milioni di ettolitri, sia nel 2017, con 13,7 mln/hl, vede una stima al ribasso per 9 punti percentuali. Tuttavia, come sottolineano dall'Oiv, i livelli produttivi restano elevati, intorno ai 12,5 milioni di ettolitri. Infine, la Nuova Zelanda, i cui vini stanno registrando performance molto positive soprattutto nei mercati nordamericani, porta a casa un 2018 con una produzione vinificata al terzo posto tra le serie storiche: tre milioni di ettolitri di vino, grazie a un incremento del 6% rispetto allo scorso anno.

 

a cura di Gianluca Atzeni

foto di Gianluca Atzeni