Grande fermento di Oriente. Salgono i consumi, cresce il Made in Italy e l'Europa si appresta a siglare con il Giappone l'accordo che eliminerà i dazi sul vino. In questo contesto, prende il via il tour del Gambero Rosso. Ecco il primo provvisorio bilancio delle tre tappe iniziali:Tokyo, Seoul e Taipei.

 

Prima tappa: Tokyo

È decollato con il tre Bicchieri di Tokyo del 30 ottobre il tour asiatico del Gambero Rosso. Nella consueta cornice del Ritz Carlton oltre 100 produttori premiati con i Tre Bicchieri hanno presentato circa 400 etichette di vini italiani di vertice al pubblico nipponico, ormai sempre più attento alle perle del made in Italy enologico. Per sei ore, oltre 1200 operatori della capitale nipponica si sono avvicendati nel salone degli eventi del Ritz alla scoperta di nuove glorie enologiche e delle nuove annate delle etichette più classiche. “È, ormai, un appuntamento classico dell’autunno, questo” ci conferma Keisuke Kuroda, sommelier e patron di due eccellenti ristoranti italiani, i Kurodino di Ginza e Kagurazaka, “un’occasione importantissima per assaggiare novità e salutare i produttori con i quali già si lavora”. Lo scenario per il vino italiano qui in Giappone è roseo: negli ultimi anni siamo cresciuti moltissimo e occupiamo stabilmente il terzo posto dopo Francia (che ha oltre il 50% del mercato), ma molto vicini ad insidiare il secondo posto dei cileni con i nostri 1,43 miliardi di euro di fatturato e un incremento del 4% sull’annata precedente. “Se consideriamo la svalutazione dello yen di questi ultimi due anni”ci fanno notare all’Ice-Ita di Tokyo, la crescita reale è dell’8%”. Ma siamo all’inizio di una stagione ancora più significativa. “L’accordo Giappone-Ue con l’abbattimento delle tariffe doganali apre una stagione di scambi ancora più intensi tra i nostri due Paesi” ha dichiarato l’ambasciatore italiano Giorgio Starace nel suo intervento di apertura “Il vino sarà tra i prodotti che trarranno maggior beneficio dall’accordo: verrà a cadere la barriera del 15% che gravava su questo prodotto simbolo della cultura gastronomica italiana, e prevediamo un salto in avanti del nostro export”.

Ma l’Evento di Tokyo non è stato solo Tre Bicchieri. Nel corso della giornata il sottoscritto, insieme a Isao Miyajima, notissimo wine-expert e gourmet nonché responsabile della traduzione nipponica della guida Vini d’Italia, ha tenuto tre affollatissime masterclass, sul Custoza, sul Prosecco Doc e sui Premi Speciali della Guida 2019. “Gli appassionati Giapponesi hanno una straordinaria curiosità e grandissima passione per il vino italiano, e vogliono continui approfondimenti” ci ha detto Miyajima “La Guida è importante, ma questi eventi e le masterclass sono fondamentali”. “I mercati vanno presidiati, con presenza e promozioni” glifa eco Luca Torri, importatore e distributore di vino italiano in Giappone “e la ristorazione italiana in Giappone è forse la migliore fuori dall’Italia. Va seguita e curata”. Affollatissimo anche il banco d’assaggio del Lugana Doc che sotto l’egida del Consorzio di Tutela ha proposto in assaggio i vini di 21 aziende della denominazione.

Mangiare italiano a Tokyo

La qualità della ristorazione italiana a Tokyo si conferma tra le più alte al mondo per qualità delle materie prime e pulizia di sapori. Durante la cerimonia d’apertura, premiati i migliori indirizzi valutati nella nostra Top Italian Restaurants 2019. Il migliore wine bar di Tokyo Contadi Castaldi è Incanto, ristorante e wine bar con una carta dei vini profonda e ricercata, forte di una mescita spettacolare anche sulle etichette più importante. Tra le pizzerie spicca Napoli sta’ ca’, con Tre Spicchi, e la new entry: Pizza Bar on 38thdi Daniele Cason all’interno del Mandarin Oriental. Tra le cucine tradizionali spicca Icaro,che oltre ai Due Gamberi si aggiudica anche il premio Barilla per l’incredibile qualità delle paste realizzate. Infine le Tre Forchette, confermate quest’anno per Heinz Beck, guidato da Giuseppe Molaro, e il Ristorante Luca Fantin. Quest’ultimo, per la qualità della cura del dettaglio nel piatto e nella sala, le affumicature leggerissime, i sapori delicati e una sala magistrale nel servizio si porta a casa anche il Taste & Design Award.

World tour del Gambero Rosso in Asia

Seconda tappa: Seoul

Un tempo splendido ha accolto i produttori del Top Italian Roadshow - dodicesima edizione - giunti a Seoul l'1 novembre. Bagno di folla anche qui, con oltre 700 persone ad affollare i banchi di degustazione, dove le oltre 50 aziende presenti hanno offerto i loro prodotti in assaggio. “La scena coreana è positiva per il vino italiano”ci ha confermato Roberto Rizzo, Deputy Head of Mission dell’ambasciata italiana “ ma potremmo fare molto di più”. Il mercato, anche qui vede la Francia in testa con un terzo dell’import vinicolo, seguita a distanza ravvicinata dal solito Cile con il 20% del mercato e a poi da Usa e dall’Italia, che segue ad un’incollatura. Ma se nell’ultimo anno siamo cresciuti del 9%, gli americani hanno fatto segnare un +12%, mentre il Cile è in calo. “Si tratta di politiche di promozione“ ci racconta San Joo Choi giornalista e responsabile della didattica della Wine Academy di Seoul, collegata all’inglese Wset di cui fornisce le certificazioni “I produttori californiani sono molto presenti su questo mercato, lo visitano continuamente, e forniscono materiale didattico e vini per i corsi, che sfociano poi in diplomi specialistici e certificazioni. Tutto questo qui da noi ha grandissima importanza. E non c’è - finora – un programma specialistico di approfondimento sul vino italiano. Per gli appassionati coreani è una grave lacuna”. Verissimo, considerato il tutto esaurito alle Masterclass tenute in occasione dell’evento da Sabellico, Ruggeri e Choi ad un parterre di operatori. Tanto più che la ristorazione italiana e i wine bar dedicati al vino italiano sono in crescita rigogliosa nel paese.

Mangiare italiano a Seoul

Sono solo circa 500 gli italiani che abitano in Corea del Sud, ma la ristorazione italiana vanta numerosi esempi virtuosi nella capitale. A Seoul premiati con due spicchi Giulio Lee e la sua Spacca Napoli, tra le migliori pizze napoletane d’Asia; per la cucina tradizionale, si conferma Ciuri Ciuridi Enrico e Fiore Olivieri, il taglio regionale, in questo caso siciliano, si rivela sempre più vincente all’estero. Infine, Due Forchette a Boccalino, ristorante del Four Seasons di Seoul, che strappa anche il Surgiva Taste & Design Award per la sua sala luminosa, fatta di marmi bianchi importati, vetrate sulla skyline e una cucina di qualità ben interpretata dallo chef Ciro Petrone, già da diversi anni in Asia. Il migliore wine bar Contadi Castaldi è, invece, Casa del Vino, locale pioneristico, tra i primi in città a puntare sulla mescita e su etichette selezionate con grande conoscenza della materia tra Italia, Francia e resto del mondo.

World Tour 2018/2019 del Gambero Rosso, il Giappone

Terza tappa: Taipei

Il Top Italian Wines Roadshow ha, poi, fatto rotta su Taipei (5 novembre) per la sua quinta volta. Nei saloni dello Shangri-La Far Eastern Plaza Hotel oltre 700 invitati si sono avvicendati ai banchi di degustazione, dove hanno avuto la possibilità di interloquire con gli oltre sessanta produttori italiani presenti. Anche qui l’import vincolo parla francese. Quello del vino, nell’isola un tempo nota come Formosa è un mercato in veloce espansione. Negli ultimi sei anni ha fatto registrare un tasso di crescita costante di circa l’8% annuo, e si assesta su un fatturato di 867 milioni di dollari nel 2017, un +4% sull’anno precedente. “Stiamo recuperando terreno su competitor come Spagna, Stati Uniti, Australia e Cile, che fino a poco tempo fa ci precedevano per quantità di vino importato” ci racconta Donato Scioscioli, rappresentante del governo italiano nella RDC (l’Italia, come molti altri Paesi, non riconosce ufficialmente Taiwan e non ha ambasciata; ndr), e ci stiamo avviando a diventare la seconda realtà, anche per fatturato, dell’import enologico”. Ma la battaglia non è solo contro i francesi. Cileni, australiani e spagnoli, grazie ai prezzi contenuti, sono molto popolari. “Tuttavia, bisogna tener presenteche l'Italia è la nazione con il tasso di crescita più elevato degli ultimi anni, e quelli con l’offerta più versatile e affascinante” ci dice Alessio Carteri, che qualche anno fa ha intravisto le potenzialità di questo mercato, e ha dato vita con la moglie Charlotte Liu alla MR. 9 Import, specializzata in vini veneti ma non solo. “Qui si cresce del 10% e più l’anno, anche se la parte del leone la fanno i rossi. Valpolicella, Amarone e Recioto sono nel cuore dei taiwanesi, che però pian piano stanno scoprendo anche bianchi e spumanti, grazie ad una ristorazione italiana in grande crescita e di livello eccellente”.

Il pubblico taiwanese ha cultura e capacità di spesa, e soprattutto le giovani generazioni, figlie del boom economico, che spesso si sono formate all’estero, oggi inseguono uno stile di vita sofisticato ispirato all’occidente” ci dice Norbert Chu-chuan Yang, ministro degli Affari Esteri della Repubblica, che è intervenuto all’evento del Gambero Rosso. Taipei con i suoi tre milioni di abitanti (Taiwan ne conta 23 milioni) ha una scena gastronomica vivacissima e un numero incredibile di ristoranti di livello, dove la carta dei vini è d’obbligo. Affollatissime, come sempre le immancabili masterclass.

Mangiare italiano a Taipei

Nell’ultimo anno hanno chiuso migliaia di ristoranti nell’isola di Taiwan, ma la ristorazione italiana va in controtendenza e moltiplica le aperture. A Taipei ben 9 gli indirizzi premiati nella Top Italian Restaurants. Tra le pizzerie, valutati a Uno Spicchio, l’Antico Fornoe la new entry di Solo Pizza Napoletana. Per quanto la cucina tradizionale italiana, la più amata anche da queste parti, valutati con Un Gambero sia Di Vinoche La Mole, mentre Due Gamberi vanno alla Botega del Vine Piccola Enotecaa Zhubey City, dove abbiamo trovato ben 40 vini italiani di nicchia al bicchiere. Miglior Bar Contadi Castaldi in città è Beau Bar, locale ricercato e originale, con cocktail miscelati ad arte e vini di alto profilo. Infine, nella sezione fine dining, a Una Forchetta, fa il suo ingressoJ-Ping Caféa Taichung City e Bencottoall’interno del Mandarin Oriental di Taipei, che si aggiudica il Surgiva Taste & Design Award. Lo chef toscano Iacopo Frassi porta in tavola ricette ben rivisitate in un contesto molto elegante, cucine e cantina a vista, e un servizio a 5 stelle.

Ue e Giappone ad un passo dall'accordo commerciale. Dazi zero per i vini e protezione delle Ig

In linea con l'entusiasmo percepito durante le tre tappe asiatiche, l'accordo commerciale tra Ue e Giappone (Epa) è in dirittura d'arrivo, dopo il via libera, lo scorso 5 novembre, della Commissione “Commercio Internazionale” (Inta) del Parlamento Europeo. Si apre, quindi, l’ultima fase della procedura di approvazione, che dovrebbe concludersi con il voto in seduta plenaria previsto a dicembre.

Considerato cheil Giappone rappresenta il quinto mercato di destinazione per i vini europei, l'accordo è particolarmente sentito dal mondo vitivinicolo. La sua entrata in vigore, infatti, prevede l'abbattimento immediato dei dazi doganali (che oggi sono molto alti: 31% sugli sparkling, 15% sull’imbottigliato e19,3% sullo sfuso > 2 litri), con risparmi – secondo i calcoli dell'Unione Italiana Vino - per oltre 122 milioni di euro annui. Tra gli altri vantaggi, ci sono: l’autorizzazione a pratiche enologiche fino ad oggi non riconosciute dalla normativa giapponese; la salvaguardia delle indicazioni geografiche, con 100 vini a Dop/Igp europei che avranno lo stesso livello di protezione previsto dalla normativa europea; l’eliminazione di tutti i costi associati alla registrazione delle Ig italiane in Giappone.

Per il Ceev (Comité Européen des Entreprises Vins), la chiusura a dicembre dell'accordo è fondamentale. “In un contesto di estrema competizione mondiale” sono le parole del segretario generale Ceev Ignacio Sánchez Recarte “attendiamo con impazienza l'entrata in vigore dell'Epa per riguadagnare quote di mercato perdute”. Considerato, soprattutto, l'agguerritissima concorrenza del Cile che ha già firmato il suo accordo con il Giappone e che dal 2019 vedrà l'abbattimento totale dei dazi sul vino.

 

World Tour - www.gamberorosso.it/it/eventi-internazionali

Top Italian Restaurants - www.gamberorosso.it/restaurants

 

a cura di Marco Sabellico