Ricomincia a pieno ritmo la girandola di aperture che ripensa la geografia gastronomica della città. Con i cocktail di Patrick Pistolesi e la cucina italiana di Luciano Monosilio, la pizza romana di Stefano Callegari e la trattoria popolare di Adriano Baldassarre. E poi giovani chef che si mettono in proprio, tiramisù d'autore, bistrot con vista e un Amaro Bar in centro città. 

 

Le prime novità di settembre

È cominciato con la rincorsa il mese che segna il rientro in città e più di ogni altro imposta i buoni propositi per la nuova stagione della ristorazione capitolina. Sono molti i progetti concretizzati pronti e via, cresciuti dietro le quinte e caldeggiati da rumors e aspettative incalzanti o meglio ancora deflagrati all'improvviso, a dimostrazione che Roma sa ancora essere una città attraente per chi vuole investire nel settore. Nella prima categoria segnaliamo l'apertura di Drink Kong, il maxiprogetto che porta dietro a un bancone che promette scintille Patrick Pistolesi, nel grande spazio inaugurato qualche giorno fa al rione Monti, di cui prima dell'estate visitavamo il cantiere. Ugualmente atteso, il debutto in tandem di Stefano Callegari e Flavio De Maio, amici di lunga data e ora anche soci nella nuova gestione del Charro Cafè al Monte dei Cocci (Testaccio), destinato a diventare pizzeria romana e ritrovo per tutte le ore della giornata (fino a tarda notte), in omaggio al passato del frequentato locale tex-mex, che si rifletterà in qualche omaggio della casa alla cucina messicana. Con qualche settimana di ritardo sulle previsioni, entro l'inizio di ottobre il Charro aprirà nella nuova veste. Chi invece ha debuttato secondo piani è Andrea Viola: il giovane chef del San Giorgio di Maccarese, dopo un passaggio poco fortunato da Eit, ha ripreso a camminare con le sue gambe, ritrovando la sua cucina, i prodotti del territorio, lo spirito che aveva portato tanti estimatori della giovane cucina moderna sul litorale laziale. In piena estate ci raccontava il progetto, all'inizio di settembre il San Giorgio a Roma ha aperto battenti in viale del Vignola, al quartiere Flaminio. Tra le sorprese di fine estate, anche Luciano Monosilio ci ha messo lo zampino: l'ex chef di Pipero ci ha messo qualche mese per riorganizzarsi, e proprio oggi il suo Luciano Cucina Italiana apre ufficialmente al pubblico,dopo qualche settimana di rodaggio. La formula è quella annunciata dall'insegna, con focus sulla produzione di pasta (all'interno scoprirete un micropastificio in miniatura, attrezzato di tutto punto, che in futuro garantirà anche la produzione di pasta secca per la vendita al dettaglio) e la pizza di Elio Santosuosso (ex Gatta Mangiona ed Exquisitaly), che ha aderito al progetto con entusiasmo. Lo spazio? Un bel locale con dehors in piazza del Teatro di Pompeo, proprio dietro a Campo de' Fiori. La cucina italiana da trattoria - “quella vera e popolare” sottolinea Adriano Baldassarre – sarà protagonista anche da Avvolgibile, progetto pop che lo chef del Tordomatto si appresta a inaugurare entro la metà di ottobre, a Circonvallazione Appia, negli spazi di un ex autoricambi che manterrà l'atmosfera degli anni Settanta.

 

Il Marchese. Osteria, mercato, liquori. Con Amaro Bar

Di nuovo nel centro della città, in un grande spazio con dehors su via di Ripetta, alla fine di settembre farà il suo debutto Il Marchese, formula all day long che strizza l'occhio alla richiesta di una ristorazione capace di accompagnare ogni momento della giornata, con una proposta che varia secondo spazi e abitudini di consumo. Dunque “Osteria, mercato e liquori”, per riassumere con le coordinate fornite dai suoi ideatori, Davide Solari e Lorenzo Renzi; e apertura 7 su 7, dalle 11.30 all'1 di notte. Ma cosa sarà Il Marchese? Ristorante, innanzitutto, di cucina romana, con proposta veloce per il pranzo o cena più rilassata, con la cucina di Daniele Roppo (scuola Arcangelo Dandini) e un menu che spazia dalla carbonara della casa al pollo con i peperoni. Elevato il tasso di spettacolarizzazione del cibo (con tanto di sfoglina che tira la pasta in vetrina), con allestimenti scenografici che giocano sul dualismo tra l'Osteria popolare di Gasperino il carbonaro e la nobiltà quasi caricaturale del Marchese (l'ispirazione arriva dal film Il Marchese del Grillo). Nel primo set troverà spazio il mercato per la spesa al dettaglio durante la giornata, o una pausa golosa al tavolo sociale, per una focaccia farcita, un fritto della casa o una scarpetta con sughi della tradizione. La vera novità, però, si scopre all'Amaro Bar: 500 etichette per una drink list unica nel suo genere dedicata agli amari (italiani e internazionali, con una selezione di vintage dal 1950 al 1970), proposti in miscelazione o lisci, per aperitivo o dopopasto.

Il tiramisù croccante di Loretta Fanella

Sempre in pieno centro storico, poco prima dell'estate ha aperto in sordina , formula tutta dedicata al più celebre dolce al cucchiaio italiano, che da qualche tempo a questa parte ispira format di grande tendenza e facile appeal. Il guizzo in più del punto vendita di via di Tor Millina, però, è stato quello di aver coinvolto Loretta Fanella, stimata pastry-chef che rientra in città con una reinterpretazione del tiramisù destinata a diventare core business dell'insegna. La novità sorprende chi affonda il cucchiaio nel bicchiere monoporzione, incontrando una cialda croccante di cioccolato ripiena di caffè, pistacchio, fragola, nocciola o frutto della passione. A ognuno il suo gusto preferito, gli ingredienti sono sempre selezionati con cura. E l'idea della Fanella è già stata brevettata. Dall'altra parte del Tevere, invece, il giardino di Borgo Ripa ha appena chiuso la stagione estiva.

Mangiare in villa

Nella stessa struttura, si protrarrà invece anche durante l’inverno l'attività del ristorante inaugurato alla fine di luglio al quarto piano della Residenza Doria Pamphili, con bella e insolita vista sul fiume e sul Giardino degli Aranci. Una nuova terrazza da scoprire. La cucina dell'Ego Bistrot è affidata ad Andrea Quaranta, a lungo in squadra con Andrea Fusco al Giuda Ballerino (prima del trasloco al Bernini Bristol), che lavora in una piccola cucina a vista sulla sala da 20 coperti (ma altrettanti almeno sono quelli all’esterno). Il menu spazia tra i prodotti del territorio interpretati con mano creativa; due i percorsi degustazione, dalla tradizione romana e secondo estro dello chef. Aperitivo e cocktail bar affidati a Daniele Cecchi.

Le novità sulla mappa della gastronomia capitolina, però, non finiscono qui. Presto scopriremo cosa bolle in pentola.

 

Drink Kong – Roma – piazza San Martino ai Monti, 8 (angolo via Giovanni Lanza) - www.facebook.com/drinkkong/

San Giorgio a Roma – Roma – viale del Vignola, 20 – www.ilsangiorgioaroma.it

Luciano Cucina Italiana – Roma – piazza del Teatro di Pompeo, 18 – www.lucianocucinaitaliana.com

Il Marchese – Roma – via di Ripetta, 162 – 06 90218872

Sù – Roma – via di Tor Millina, 34/a – www.sutiramisu.it

Ego Bistrot – Roma – Residenza Doria Pamphili - Vicolo del Canale, 14 - www.egobistrot.it