Che l'olio extra vergine di oliva sia una delle indiscusse eccellenze dei Belpaese è cosa nota. Ma se ai detti popolari si aggiungono i numeri delle realtà coinvolte allora il discorso assume maggiore veridicità. E non basta prenderne atto: evidenze alla mano, questo è un settore che va incentivato.

L'olio extra vergine d'oliva è un patrimonio culturale prima che alimentare del nostro Paese. Sin dai tempi antichi ad esso veniva attribuito un alto valore, non solo economico. Addirittura Aristotele se ne preoccupa inserendo nella Costituzione degli Ateniesi una postilla che preservasse l'albero d'olivo. E la pena prevista per chi avesse infranto la regola era aspra. Eccola: “se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal tribunale e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena della morte”. Questo dà la misura di quanto, sin dall'antichità, fosse considerato prezioso il succo ottenuto dalla frantumazione e spremitura dell'oliva. E gli impieghi non erano solo alimentari. Oggi l'extra vergine è uno dei prodotti più ricercati all'estero e benché l'Italia non sia tra i primi produttori mondiali per quantità, si attesta ai vertici per qualità e diversità varietale. Di ventuno regioni, più di 14 possono vantare produzioni eccellenti, e sono state proprio queste 14 le tappe del percorso appena concluso da Girolio d'Italia. Ma l'edizione 2013 non si è limitata ad offrire seminari e degustazioni al nutrito pubblico intervenuto. Giunta quest'anno alla ventesima edizione, ha fornito, in termini numerici, una fotografia estremamente nitida dell'Italia olivetata. E se 15 sono state le Città dell'Olio toccate dalle tappe, ben 50 sono state quelle coinvolte a vario titolo nella manifestazione. Altrettanti gli enti istituzionali che hanno aderito al progetto con contributi e patrocini. Non ultimo il Presidente della Repubblica con la sua Medaglia di rappresentanza, oltre al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Expo 2015 e la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. I 500 espositori e produttori che hanno partecipato nelle piazze delle mete coinvolte alla diffusione della cultura dell'olio, hanno accolto la visita di più di 50 mila interessati, appassionati e curiosi. Inoltre, ad aprire le porte, sono stati più di 40 frantoi, in cui è stato possibile vedere con i propri occhi come effettivamente avvengano i processi produttivi. A questi si sono aggiunti circa 50 tra corsi d'assaggio, seminari e laboratori. E poi i bambini. Le giovani leve delle scuole, 2000 per l'esattezza, sono state coinvolte nelle cerimonie di passaggio di consegne dalla tappa precedente a quella successiva. A dimostrare che l'olio non è una cosa antica e che ben si sposa con le nuove tecnologie, ecco i numeri degli accessi al portale web dedicato. Gli organizzatori parlano di quasi 4,5 milioni di visite. “Girolio d'Italia 2013 e il successo che si è materializzato attorno a questa manifestazione” ha commentato Enrico Lupi, Presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio, “sono il frutto di un importante lavoro di condivisione di strategie e obiettivi tra tutte le Città dell'Olio coinvolte. In particolare la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva e dei territori di produzione ha rappresentato un importante momento di aggregazione per molte realtà olivicole italiane. Piena soddisfazione dunque per i risultati raggiunti da questo progetto che ogni anno cresce nei numeri e in interesse. L'anno prossimo non dovremo aspettare i tempi della frangitura per entrare di nuovo in clima Girolio: la grande festa dell'extravergine nel 2014 inizierà già da marzo, quando si apriranno le celebrazioni del ventennale dell'Associazione e andrà avanti fino a dicembre”.
Intanto, noi del Gambero, dal canto nostro, abbiamo appena iniziato le degustazioni per la Guida Olii d'Italia 2014 che sarà presentata in primavera. Presto, qui sul sito, le anticipazioni sui primissimi panel regionali.

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