Il design pubblico applicato al cibo dall'8 al 13 aprile a Milano durante il Salone del Mobile: progetti che invitano a coltivare, preparare e mangiare in strada, generando nuove forme di socialità urbana. L'obiettivo? Aumentare e migliore la fruibilità degli spazi metropolitani.

Dal tavolo che si indossa alla tavola srotolabile, sino al juice bar alimentato a pedali: ecco alcuni dei progetti che sono stati selezionati dal Public Design Festival. Giunto alla sesta edizione è organizzato da esterni, impresa culturale che dal 1995 progetta spazi pubblici, disegna servizi per piccole e grandi comunità, promuove e realizza eventi di aggregazione, sviluppa campagne di comunicazione necessaria e partecipata. L'obiettivo è aumentare e migliorare la fruibilità degli spazi pubblici attraverso un accesso al cibo da strada smart. La call internazionale ha chiesto a designer e addetti ai lavori di presentare idee che modernizzino il concetto di cibo da strada, ideando sia i luoghi ad esso dedicati, che le modalità di accesso da parte degli utenti. Sono arrivate quindi proposte di sedie adattabili ad ogni contesto, banchi per la vendita e la somministrazione modulabili e facilmente trasportabili, tavoli che si indossano con delle bretelle. Ma il tutto doveva essere pensato per sviluppare l'integrazione sociale. Si parla di spazi condivisi in cui, ad esempio, per indossare il tavolo bisogna essere in due. Oppure un juice bar alimentato a pedali in cui si è uno di fronte all'altro.
Il 28 febbraio si è chiusa la call internazionale per i progetti di design pubblico ispirati al tema della ristorazione da strada come strumento di valorizzazione degli spazi pubblici, socializzazione e aggregazione. Dall'8 al 13 aprile 2014 il Public Design Festival è in Piazza XXV Aprile a Milano. La piazza, recentemente strutturata, connette la Stazione di Porta Garibaldi al quartiere Brera, hotspot del Salone del Mobile con il circuito Brera Design District. E poi qui si affacciano Eataly e Princi, novità gastronomiche meneghine dell’ultimissima ora.
Ed ecco i progetti selezionati: 2πr, rivoluziona la classica pratica del mangiare con le gambe sotto un tavolo. Il tavolo infatti é prêt-à-porter: si indossa con comode bretelle regolabili e bisogna essere almeno in tre persone. Baker Biker è una strategia nello spazio pubblico che coinvolge mobilità, attivazione, interazione, consumo di cibo e design. Bartleby, una mezza seduta da giardino in cui innestare un asse di recupero, da appoggiare, eventualmente, anche ad un altra cosa. Contemporary Prophecies, uno street food stand che offre biscotti della fortuna fatti a mano contenenti informazioni scientifiche. Cult., una tavolata aperta e fruibile da tutti costituita da un rotolo di carta steso sulla città. Griglia per la cottura itinerante di spiedini multietnici, una griglia per la cottura itinerante di spiedini multietnici che sostiene una filiera produttiva corta e biologica. Juicy Cycling, un Fresh Juice Bar alimentato a pedali. Attraverso il riciclo di vecchie bici collegate ad una centrifuga, è possibile ottenere in soli pochi minuti un bicchiere di succo appena spremuto. KIT_chen, fornisce il kit componibile per l'allestimento dello spazio pubblico. Grazie alla sua struttura ad incastro è facile creare sedute e tavolini per la ristorazione da strada. La Cheminambule, un camino mobile per spazi urbani. Offre un'occasione di scambio e condivisione attraverso uno dei più longevi simboli di convivialità: il fuoco. Mezzo Mercato, un insieme di moduli che una volta combinati tra loro permettono di moltiplicare gli usi e le funzionalità delle tradizionali bancarelle mobili. Q-Cina, si ispira ai chioschi ambulanti e alle funzioni del cucinare all'aperto. Progettato per lo street food e per eventi urbani è costituito da una struttura a telaio e da un top di legno di okoumè. Street.chik, mira all'integrazione tra clienti e cuochi attraverso la condivisione degli assaggi tipici dello street food spagnolo, veneziano e giapponese. In quest'ultimo caso c'è stata anche la collaborazione di Tommaso Arrigoni e Eros Picco del ristorante Innocenti Evasioni.

www.publicdesignfestival.org