Sul Gambero Rosso si parla nuove tendenze, tra cui la pizza gourmet e i cosiddetti vins de garage.

L’anno del disastro della Costa Concordia, del taglio del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor's, delle dimissioni di Mario Monti. 

2012

L'anno inizia con una vera tragedia per l’Italia: la Costa Concordia urta uno scoglio davanti al Giglio causando 17 vittime e 15 dispersi. Viene fermato il comandante Schettino, che pare essere fuggito dalla nave mentre andava a picco. Ma l’anno non comincia bene neanche per il resto dell’Europa: proseguono le notizie negative sul fronte economico con Standard & Poor's che declassa il rating di Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Austria. Sempre in Francia, il secondo turno delle elezioni presidenziali viene vinto da François Hollande, del Partito Socialista, che batte col 51,62% dei voti Nicolas Sarkozy, fermo al 48,38%.

Qualche notizia positiva arriva dopo i primi mesi bui del 2012: Barack Obama si schiera a favore del matrimonio fra persone dello stesso sesso, diventando il primo Presidente degli Stati Uniti d'America a dirsi favorevole a questo tipo di unione. A luglio gli scienziati del CERN, a seguito degli esperimenti condotti nell'acceleratore LHC, danno l'annuncio ufficiale dell'osservazione di una particella con caratteristiche compatibili a quelle del bosone di Higgs.

Diventa definitiva la condanna a 9 anni e 4 mesi all’agente Spaccarotella per l'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, fermo in autogrill, mentre si riapre un altro processo, quello della strage di via D'Amelio, con altri 4 arresti. La Cassazione conferma le condanne contro i 17 dirigenti della Polizia per il blitz alla scuola Diaz di Genova. Cessano le trasmissioni televisive analogiche del ripetitore di Monte Pellegrino a Palermo: con questa operazione viene completato il passaggio al digitale terrestre in Italia. Aumentano le donne uccise, inizia a circolare il termine “femminicidio”. In Emilia una scossa di terremoto provoca 25 morti e gravissimi danni. La Procura di Palermo notifica a 12 persone l'avviso di chiusura delle indagini sulla trattativa Stato-mafia. Viene liberata in Mali, Rosella Urru volontaria rapita a ottobre 2011. Il Gip di Taranto sequestra gli impianti Ilva: l’accusa è pesante, disastro ambientale. La Cassazione conferma la condanna del direttore del Giornale Sallusti per diffamazione aggravata, ma a Natale Napolitano commuta la pena. Un sequestro lampo del tesoriere Berlusconi tiene alta l’attenzione, ma è giallo su chi sia la mente dell’operazione. Si consuma definitivamente la vicenda della separazione Berlusconi-Lario: a Veronica andranno 100 mila euro al giorno.  L’anno si chiude con le dimissioni del Presidente del Consiglio, Mario Monti,e lo scioglimento delle camere da parte del Presidente Giorgio Napolitano: finisce così la XVI legislatura della Repubblica Italiana.

 

La pizza diventa gourmet

Il percorso è sempre lo stesso: prima c'è la tradizione, l'esperienza, poi la rivoluzione. La pizza diventa la nuova frontiera di sperimentazioni gastronomiche, moderna, creativa, rivoluzionaria - Se ne parla nel mensile di settembre - Pizza da veri foodies, reinterpretata in chiave moderna e “molecolare” da grandi chef, pizzaioli e pasticceri. “Sapete che nel testo di Antonio Mattozzi, Pizzerie e Pizzaiuoli tra Sette e Ottocento – domanda ironico Franco Pepe dell'Antica Pizzeria Pepe – nella lista delle categorie lavorative i pizzaioli erano ultimi, persino dopo gli acquaioli?” A vederli oggi, “scienziati” dell'impasto a raccontare dei loro capolavori sul palco di Identità Golose, quella lista dovrebbe essere riscritta. Eppure per Franco non si è trattato di nulla di più che raccogliere  con consapevolezza la grande eredità lasciata da suo nonno, da suo padre: l'arte della pizza. Un'arte che si apprende con il tempo, con l'esperienza, ma che una volta matura si deve confrontare con la tecnologia e l'evoluzione. Cosi nell'Antica Pizzeria Pepe di Caiazzo non si smette mai di sperimentare. A cominciare dalle farine, che Franco si diverte a provare ogni giorno ottenendo consistenze diverse, più o meno adatte alle sue pizze. Senza mai perdere di vista l'unico obiettivo che secondo Pepe, dovrebbe avere un pizzaiolo: realizzare una pizza di qualità. Digeribile, buona, ma soprattutto onesta. Lui, il suo impasto. lo realizza ancora a mano, nelle madie di legno, perché solo la sensibilità delle sue dita può guidarlo fino al raggiungimento del famoso punto di pasta. E proprio come uno chef premuroso è in prima linea, dietro al forno per controllare la buona riuscita delle sue pizze fino all'ultima.

 

Le nuove tendenze nel mondo vino

La nascita dei brand, il concetto di classificazione, le gerarchie e il commercio, nascono - o rinascono nell'era moderna - proprio intorno alla capitale dell'Aquitania, nelle belle proprietà che la circondano. Con i primi marchi, gli Chateaux per intenderci, che non solo si affermano, ma riescono nell'impresa di cambiare, con la loro stessa invenzione e comparsa, il volto e il modo di intendere il mercato, creando letteralmente nuovi consumatori e ridisegnando le politiche dei prezzi. Dal vino sfuso alla bottiglia, dal generico Rosso di Bordeaux, il Claret, alle tante declinazioni impartite da realtà con nome e cognome. Che all'inizio, e per lungo tempo, si presentano sulla scena con una sola etichetta, continuando a vendere il resto della produzione in botticelle. L'evoluzione del quadro e la sua crescente complessità hanno cambiato le cose, fino alla nascita dei second vins (che esplodono negli anni Ottanta) e oggi in certi casi anche dei terzi e dei quarti vini. Non ovunque e non tutti, però, si sono piegati a questo trend, rimanendo fedeli alla loro unica creatura. Una tendenza che delinea uno spartiacque geografico piuttosto netto: molto forte a Pomerol, dove in tanti hanno continuato con la cosiddetta single label; meno nel Médoc, dove i vini “di ricaduta” si sono moltiplicati. Con un salto in avanti di più di dieci anni, all'inizio dei Novanta, ecco un altro fenomeno bordolese che ha fatto scuola: la nascita dei cosiddetti vins de garage. Per certi versi codificati da Jean-Luc Thunevin, proprietario di Chàteau de Valandraud a Saint-Émilion, e per altri percorsi dall'opera pionieristica del mitico Chàteau Le Pin, fondato alla fine degli anni Settanta da Marcel e Gérard Thienpont, proprietari del vicino Vieux Chateau Certan, a Pomerol.

Il paradigma si riassume in numeri confidenziali, abbinati a un'impostazione sostanzialmente radicale e moderna. Il risultato in un manipolo di bottiglie rarissime, immesse sul mercato a cifre da capogiro, adorate da una certa critica e ovviamente dagli appassionati e dai collezionisti.