Il maestro del cioccolato, docente del corso Professione Pasticcere, risponde alle nostre domande

Nel suo omonimo Gran Caffè a Frattamaggiore Giuseppe Ratto mette insieme la maestria col cioccolato e le golose rivisitazioni della tradizione, quella del padre, suo primo maestro, dal quale non ha solo appreso un mestiere ma la disciplina e la serietà che porta anche in aula ai nostri allievi pasticceri, con i quali ha condiviso la sua ultima creazione: un cioccolatino con crumble alla nocciola, un cuore di amarena e sfoglia di cioccolato fondente al 70%, dedicato alla sua cara amica Carmen.

Ecco cosa gli abbiamo chiesto:

Qual è il primo ricordo legato alla pasticceria?

Il mio primo e grande ricordo è il cioccolato … avevo 18 anni quando ho iniziato seguendo l’esempio di mio padre.

Il piatto più buono mai mangiato?

Un piatto a base di pesce spada e zucchine che mangiai in Sicilia durante un viaggio di piacere, poi ti direi il bignè del maestro Marigliano e…la mia mousse ai sette veli.

 

 

Quanto conta la formazione per chi vuole approcciarsi a questo mestiere?

È tanto importante per crescere e confrontarsi e occorre non fermarsi mai, deve essere costante.

Come si gestisce una pasticceria di successo?

Occorre tanta pazienza perché i risultati non si vedono subito, ma dopo anni e anni di sacrifici e poi bisogna crederci tanto in quello che si sta facendo, senza dimenticare di avere sempre una buona materia prima di alta qualità, usare sempre prodotti naturali e mai chimici.

Che cosa consigliare a chi vuole intraprendere questa professione?

Questo lavoro bisogna amarlo perché richiede sacrifici per cui consiglio di avere tanta passione, amore e tantissima umiltà. Bisogna dimenticarsi del divertimento perché noi lavoriamo quando per gli altri è festa e bisogna farlo con gioia come quando si ascolta una musica: corpo, mente e cuore sullo stesso binario.

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