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Istituzioni più forti per tutelare i prodotti tipici italiani e marcarne il
valore aggiunto e Consorzi più moderni, in grado di competere sui mercati globali. È la direzione
di marcia emersa dal convegno su “Innovazione e sviluppo dell’agroalimentare di qualità: una

sfida per i Consorzi di Tutela”, che si è tenuto oggi a Napoli alla presenza del Ministro delle
Politiche Agricole Saverio Romano, su iniziativa del Consorzio di Tutela della Mozzarella di
Bufala Campana Dop.

Sono 84 i Consorzi di Tutela di prodotti italiani di qualità, con un valore di produzione di circa
10 miliardi l’anno (dati Aicig – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche).
E l’Italia conquista un doppio primato, essendo il Paese europeo che ha creato il modello dei
Consorzi di Tutela e che detiene il maggior numero di denominazioni ed indicazioni
d’origine protette (Dop e Igp), con quasi il 25% degli oltre 1.000 prodotti agroalimentari
registrati in Europa.

Nel vasto panorama italiano dei marchi Dop e Igp, occhio di riguardo merita il comparto dei
formaggi, che rappresenta ben il 56% (3 miliardi di euro) del valore delle produzioni certificate,
dato che sale a oltre 5 miliardi di euro per il fatturato al consumo; di questi, 824 milioni
rappresentano il valore dell’export. Le aziende del comparto lattiero caseario coinvolte nelle
produzioni certificate sono 50 mila, di cui 3 mila consorziate (dati Rapporto Qualivita 2010).

Le principali sfide per il futuro riguardano la necessità di contenere l’imitazione dei prodotti e dei
brand (il cosiddetto italian sounding di molte marche che sembrano italiane ma italiane non
sono) e la valorizzazione del patrimonio commerciale nascosto che molte produzioni certificate
possiedono.

Al convegno sono intervenuti il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala
Campana Dop, Luigi Chianese, il Presidente Commissione Agricoltura della Camera dei
Deputati, Paolo Russo, e l’assessore all’Agricoltura Regione Campania, Vito Amendolara.
Alla tavola rotonda, moderata dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza, hanno inoltre partecipato
Leo Bertozzi direttore del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano; Riccardo Deserti,
dirigente del ministero delle Politiche agricole; Pier Maria Saccani, segretario generale
dell’Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche (Aicig); Marcello Martinez, docente
della Facoltà di Economia della Seconda Università di Napoli; Antonio Lucisano, direttore del
Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

“Abbiamo voluto creare un momento di confronto tra istituzioni, associazioni e aziende –
dichiara Luigi Chianese, presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop

– Oggi i Consorzi di Tutela hanno la giusta maturità ed esperienza per affrontare le sfide del
futuro. Saper coniugare la tradizione con l’innovazione e lo sviluppo deve essere l’obiettivo di
Viale Carlo III 180 – 81020 – San Nicola La Strada (CE) -IT
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Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana

tutti. Per riuscirci sarà necessario un forte senso di unità e le sinergie che saremo in grado di
creare con le istituzioni. L’eccellenza dei nostri prodotti merita lo sforzo di tutti”.

“Esiste nel comparto delle produzioni di qualità una elevata frammentarietà che va superata
nell’interesse di tutti – sottolinea Antonio Lucisano, direttore del Consorzio di Tutela
Mozzarella di Bufala Campana Dop – La mozzarella di Bufala Campana Dop, uno dei prodotti
simbolo del Made in Italy, presenta margini di sviluppo straordinari, che fino ad oggi sono stati
sfruttati solo in minima parte. È indispensabile mettere il consumatore in condizione di
comprendere davvero la differenza tra il prodotto Dop e i tanti prodotti similari. Il ruolo del
Consorzio – conclude – è fondamentale a questo fine, perché è il soggetto che può garantire la
giusta programmazione della produzione e la migliore remunerazione del prodotto e della
materia prima da cui esso trae origine. Una materia prima utilizzata fino ad oggi in modo del
tutto insoddisfacente, considerato che ben il 25% del prezioso latte di bufala DOP prodotto
durante l’anno non viene trasformato, come dovrebbe, in formaggio DOP.”

Al termine dei lavori del convegno è stata firmata l’intesa tra il Consorzio di Tutela della
Mozzarella di Bufala Campana Dop e il Consorzio dell’Asiago, che sancisce l’avvio di una
comune attività di vigilanza sui rispettivi prodotti, un esempio di sinergia che consentirà di
raddoppiare i controlli attuali, a garanzia della genuinità e sicurezza di queste produzioni di
eccellenza.

Per ulteriori informazioni:

Klaus Davi & Co.

Tel. 02.860.542
Luca Cipriano – [email protected] – cell. 3476311765
Carlo Panzella – [email protected] – cell. 3284875247

Il Consorzio di Tutela – Costituito nel 1981, ha reso possibile l’ottenimento e la registrazione della denominazione
di origine, necessaria alla tutela del prodotto. È il solo organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali per la tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione della DOP Mozzarella di Bufala
Campana.
DOP – È l’unica mozzarella in commercio ad aver ottenuto il riconoscimento europeo della DOP. Il disciplinare di
produzione – approvato sia dal Ministero Italiano dell’Agricoltura sia dall’Unione Europea -prevede l’utilizzo di
solo latte intero di bufala -oltre al caglio e sale – proveniente da allevamenti presenti nella tradizionale zona di
origine (centro-Sud Italia: Campania – province di Caserta e Salerno, parte della provincia di Napoli e Benevento -;
Lazio – comuni delle province di Latina, Frosinone e Roma -; Puglia -piccola parte della provincia di Foggia; Molise
il Comune di Venafro-). Nel 2010 sono state prodotte circa 36.000 tonnellate di Mozzarella di Bufala Campana, di
cui il 20% esportato. Le province di Caserta e Salerno rappresentano circa il 90% della produzione certificata
nell’intera area DOP. I numeri della DOP (dati 2010): Caseifici certificati 127, Produzione DOP ca. 36.000 t.,
fatturato alla produzione ca. 300 milioni di euro, fatturato al consumo ca. 500 milioni di euro, addetti compreso
indotto 20.000 unità.

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