Una grande ricerca e attenzione alle nuove tecnologie per ottenere un vino di qualità, cercando di attingere dal pozzo del sapere contadino e della tradizione del posto.

Vini ottenuti soprattutto lì dove la tecnologia si insidia in modo parsimonioso senza stravolgere e deturpare la natura. Il vino di questa azienda è prodotto lungo quel parallelo cha va dalla zona dell’Irpinia al Vulture lucano con qualità strettamente legate ad un’uva derivante da terre vulcaniche che donano al vino mineralità, acidità e sapidità, in tutto 895 vigne: terreno che ha garantito la sopravvivenza di viti alla fillossera, per questo oggi possiamo trovare viti secolari.

L’azienda si colloca a 500 metri di altitudine, si circonda di verde, giardini di rose (segnalatore biologico di malattie per le uve) e di spezie ed erbe aromatiche utilizzate nel ristorante presente all’interno. Il giardino che sovrasta il piano sottostante -dove troviamo il vino in affinamento- garantisce la giusta temperatura, qui le botti e le barrique vengono fatte riposare in una sorta di “cattedrale del vino” coccolate dalla musica di uno dei più grandi madrigalisti della storia, il principe Carlo Gesualdo da Venosa, generando un’atmosfera mistica e riconciliante. Microclima, terreno vulcanico, grande conoscenza del territorio e attenzione ai particolari caratterizzano i vini di questa azienda che oggi si sta facendo strada anche nel panorama internazionale.

a cura di Alessandro Ditommaso

Master Comunicazione multimediale dell’enogastronomia

Gambero Rosso, Città del gusto Napoli Suor Orsola Benincasa