Le facce (francesi e spagnole) della Grenache

7 Nov 2016, 16:30 | a cura di

È un vitigno coltivato in tutto il mondo che trova la sua massima espressione nei territori dal clima mediterraneo. In Italia viene chiamato con tanti nomi diversi, dal più noto cannonau in Sardegna, fino a tai rosso (così in Veneto), passando per gamay del Trasimeno e bordò, rispettivamente in Umbria e Marche. Ma il suo nome nel mondo è grenache.

Prenotati a Tutte le facce della Grenache. Viaggio tra Francia e Spagna attraverso uno dei grandi vitigni del mediterraneo lunedì 14 novembre dalle 13.00 alle 14.00

 

Grenache è un termine francese equiparabile al nostro vernaccia, ovvero non una precisa denominazione, ma una derivazione dal latino vernaculum: così sono sempre stati chiamati i vini tipici di un determinato luogo, i vini – un tempo - della quotidianità contadina, i vini “domestici” facenti parte di una precisa tradizione vitivinicola.

Grenache: origini e acclimatamento

Fino a qualche anno fa tutti erano concordi sul fatto che l’uva grenache fosse originaria della Spagna, ma ora – dopo il ritrovamento di alcuni resti di vinaccioli in diverse zone della Sardegna risalenti a circa 3200 anni fa – si ha la certezza che questo vitigno sia un vero autoctono dell’isola e da qui pare si sia diffuso in tutto il bacino mediterraneo. Col passare dei secoli è obbligatorio però fare riferimento a quello che viene definito “acclimatamento ideale” per cui oramai le diverse varietà di uva hanno sviluppato caratteristiche simili, ma non identiche a seconda delle zone in cui hanno trovato da vivere e possono essere considerate autoctone sia che si parli di Sardegna, sia che si parli di Francia o Spagna.

Passando dalle uve ai vini si potrebbero marcare ancor di più certe differenze, ma ciò non dovrà stupire se si pensa che il vino considerato eccellente è quello che più riesce a rispecchiare il terroirdi appartenenza: non è solo il vitigno, quindi, a offrire il suo contributo, ma anche il territorio (suoli, sottosuoli, clima, microclima, esposizioni) e la mano dell’uomo, intesa come sapere che si tramanda di generazione in generazione sia per il lavoro viticolo sia per le tecniche enologiche in cantina. Durante Gourmet Expoforum, la manifestazione b2b torinese (dal 13 al 15 novembre) voleremo aldilà delle Alpi, andando alla scoperta della grenache in Francia e Spagna, all’interno delle Denominazioni di Origine più importanti dove il vitigno a bacca rossa è indiscusso protagonista.

I vini in degustazione a Gourmet Expoforum

In Francia ci sono diverse Denominazioni dove la grenache è protagonista, tra cui Languedoc-Roussillon, Chateauneuf du Pape e Banyuls. In alcuni casi l’uva è vinificata in purezza, in altri in assemblaggio con syrah, carignan, mourvedre, cinsault e altre varietà meno conosciute. I nostri assaggi ci portano a scoprire lo Chateau Mont Redon, una bellissima e storica realtà con sede in Provenza, proprietaria di ben 100 ettari vitati alcuni dei quali coltivati nel Rodano Sud, all’interno della celebre AOC Chateauneuf du Pape.

Dal Rodano ci spostiamo nel Roussillon, precisamente a Tresserre, vicino a Perpignan, dove troviamo il Domaine de Demoiselles, che può vantare vecchie vigne che arrivano anche ai settant’anni d’età.

Proseguendo il percorso arriviamo a Banyuls, piccola denominazione che guarda il mare, al confine con la Spagna, rinomata e conosciuta per i grandi vini da meditazione ottenuti dall’appassimento delle uve grenache. Il Domaine de la Casa Blanca è una storica realtà datata 1870, possiede 8 ettari meravigliosi coltivati ad alberello, per una produzione che si attesta intorno alle 20mila bottiglie.

Se si oltrepassa il confine è la Denominazione Priorat una delle più importanti per la varietà grenache, qui chiamata garnacha. È qui che troviamo Terroir al Limit, un’azienda a conduzione biodinamica nata nel 2001 per preservare e valorizzare il patrimonio vitato di una delle più belle aree spagnole per il vino di qualità. Ma c’è spazio anche per un percorso più interno. Il nostro viaggio termina a Carinena, denominazione del distretto Aragonese, poco distante da Saragozza. Sotto il nome Grandes Vinos si sono riunite le cooperative del luogo dando vita a un progetto volto a valorizzare vitigni autoctoni, viticoltura sostenibile ed esaltazione delle tipicità del territorio. Qui la garnacha la troviamo sia vinificata in purezza, sia in assemblaggio con altre uve, a confermare l’estrema dinamicità di una varietà tra le più affascinanti al mondo.

L'elenco dei vini in degustazione

Chateauneuf du Pape 

Roussillon 

Banyuls

Priorat 

Carinena 

 

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