Chi è lo chef più impegnato a migliorare la società? Arriva il premio del Basque Culinary Center

3 Feb 2016, 09:07 | a cura di

Una giuria di grandi nomi della gastronomia mondiale, 100mila euro da devolvere in progetti con finalità sociale e un premio che vale la stima della comunità gastronomica. Ecco cos'è e come si conquista il nuovo Basque Culinary World Prize. 


Un premio all'impegno... Per migliorare il mondo

Mentre tutti continuano a interrogarsi sul carico di stress che affligge gli chef - almeno quando subentra quell'ansia da prestazione alimentata ossessivamente da classifiche, guide, riflettori mediatici tutti puntati sulle personalità più influenti della gastronomia internazionale - dalla Spagna arriva notizia di un nuovo riconoscimento ideato dagli chef per gli chef. E stavolta, messe da parte rivalità e sfide all'ultimo piatto, si cerca di individuare le figure più meritevoli di salire alla ribalta per l'impegno costante nel sociale, gli chef che migliorano la società attraverso la gastronomia.

Così recita il comunicato del Basque Culinary Center, centro d'eccellenza di San Sebastian impegnato sul fronte della ricerca gastronomica, che promuove per la prima volta il Basque Culinary World Prize, con il sostegno del governo dei Paesi Baschi. Perché se è vero che la figura dello chef oggi ha acquisito una popolarità impensabile fino a un decennio fa, è altrettanto fondata l'idea che proprio questo rinnovato ruolo nella società contemporanea può farne un motore di sviluppo importante per stimolare innovazione, cooperazione, creatività. E così la cucina esce dalle quattro mura per portare un messaggio di forza e speranza, stimolando il rinnovamento della società.

La giuria di superchef

La giuria internazionale – che annovera chef del calibro di Gaston Acurio, Ferran Adrià, Alex Atala, Dan Barber, Heston Blumenthal, Massimo Bottura, Michel Bras, Yukio Hattori, Enrique Olvera e Renè Redzepi, guidati dal presidente Joan Roca, tutti membri del Consiglio del BBC – si concentrerà su prerogative che confermino la capacità di influire positivamente sulla realtà, che si tratti di innovazione gastronomica, responsabilità sociale, progetti culturali o impegno sul versante ambientale. Ma sarà tenuto in considerazione anche lo sviluppo di strategie economiche in grado di rinnovare l'industria alimentare. Al vincitore, uno chef di qualsiasi nazionalità che soddisfi le aspettative di cui sopra, sarà consegnato un premio in denaro di 100mila euro, da utilizzare per finanziare un progetto che confermi il suo impegno nel sociale. Così che la forza di rinnovamento di cui è capace la cucina sia confermata una volta di più.

E alla decisione della giuria contribuirà anche il parere di alcuni esperti individuati tra le personalità di spicco del panorama culturale internazionale, come il nostro Massimo Montanari, celebre storico dell'alimentazione italiana (e non solo).

Chi vincerà? La parola agli chef

Ma per conoscere il primo vincitore del premio bisognerà aspettare fino all'estate prossima (l'11 luglio), poi a settembre si svolgerà la cerimonia ufficiale. Mentre la giuria ha già chiari i criteri da perseguire per restringere la rosa dei nomi. Uno chef che sia “tenace, controcorrente e coraggioso” per dirla con le parole di Joan Roca, e che si nutra del dialogo con la sua comunità. E, aggiunge Massimo Bottura, “lo chef del futuro non può far a meno di impegnarsi sul fronte sociale, spinto da cultura, consapevolezza e coscienza”. L'iter è già cominciato: le candidature (vincolate alla presentazione di un professionista della ristorazione) si chiuderanno il 30 aprile, la prima scrematura sarà curata da un comitato tecnico, poi i nomi dei venti finalisti saranno sottoposti alla giuria. E allora conosceremo il verdetto.

 

a cura di Livia Montagnoli

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