La centrale idroelettrica di Soverzene, anche conosciuta come centrale “Achille Gaggia”, è un impianto in caverna a 500 metri all’interno della montagna, che sfrutta le acque dei fiumi Piave, Boite e Maè, raccolte in diversi serbatoi, dei quali Pieve di Cadore è il più importante, con più di 50 Milioni di m3 di capacità utile.Con una potenza complessiva di 220 MW è la centrale più importante e grande del Bellunese e partecipa, insieme ad altre centrali, in caso di necessità, al riavviamento del sistema elettrico nazionale. Produce 720 GWh annui, pari al fabbisogno di oltre 300.000 famiglie.

La centrale è composta da 4 gruppi idroelettrici da 55 MW ciascuno. Il salto utile sfruttato è di 286 metri. All’ingresso della galleria sono presenti due mosaici raffiguranti tutti gli impianti del Triveneto e l’Asta del Piave-Boite-Maè-Vajont. La sala macchine è un bellissimo esempio di fusione tra arte e tecnologia. La volta è affrescata con raffigurazioni allegoriche che rappresentano il trionfo del lavoro e dell’intelletto sulla forza bruta delle acque. Dei finti finestroni con vetri opalini vengono illuminati ognuno con dodici lampade di tonalità simile a quella solare, così da dare l’impressione di una luce diurna dall’esterno, ottenendo alti livelli di illuminamento della sala macchine.

Nella parte esterna, un frontone arcuato lastricato di marmo ospita nelle sue dodici nicchie le uscite dei cavi a 220 kV: all’apparenza un tempio che sembra dedicato alle segrete divinità dei monti e delle acque. Un razionalismo funzionalista, in armonia con le condizioni del contesto, contraddistingue gli edifici e le sistemazioni esterne della centrale in caverna. La nascita della centrale ha portato allo sviluppo del centro abitato di Soverzene, posti di lavoro ed energia per il vicino distretto industriale.