L’invaso artificiale di Cecita, detto anche Mucone, rappresenta uno dei primi insediamenti industriali del territorio (1950) e, grazie agli impianti dell’asta Mucone ha rappresentato un importante volano per lo sviluppo economico del comprensorio.

Il lago è stato realizzato sbarrando con una diga il fiume Mucone, affluente destro del Crati, che nasce alle pendici del monte Serra Stella, situato tra Monte Curcio e Monte Scuro, per poi scendere repentino verso la valle del Crati. La diga è stata costruita nella vallata del Cecìta nei pressi dell’omonimo torrente, affluente destro del Mucone, da cui prendono il nome, oltre alla valle stessa, anche la diga e il lago.

ll bacino che ha una capacità di circa 108.222.000 m³ e una superficie di 12,60 km² serve ad alimentare gli impianti idroelettrici “Mucone 1º salto” di Acri e “Mucone 2º salto” di Luzzi, in grado di produrre 350 GWh annui di energia rinnovabile, pari al fabbisogno di 145’000 famiglie e a 180’000 ton di co2 evitata. La centrale di Acri deriva le acque direttamente dal lago Cecìta mentre quella di Luzzi è alimentata dalle acque di scarico dell’impianto Mucone 1º salto, da quelle del bacino intermedio, captato con presa sussidiaria, nonché dai deflussi dei torrenti S. Martino, Cericò e S. Mauro, affluenti di sinistra del fiume Mucone.

Il lago, pur non facente parte del Parco Nazionale della Sila, ne lambisce i confini in alcuni tratti del versante destro, Le acque del lago oltre a contribuire alla produzione di energia elettrica per il Paese, soddisfano anche gran parte delle esigenze irrigue della valle del Crati e della Piana di Sibari contribuendo alla valorizzazione delle colture agricole di pregio esistenti nell’area (clementine, primizie ortofrutticole etc.). Le acque del lago sono anche rinomate per i diversi tipi di pesci presenti, mentre nella zona è anche notevole la presenza degli uccelli sia stazionari che migratori; La zona del cecita, come l’intera sila Greca, è rinomata anche per alcune peculiarità enogastronomiche cha spaziono dalla famosa “patata Silvana IGP” ai preziosi porcini nonché a quote più basse a vitigni di pregio come il Magliocco/Gaglioppo che sfruttando le caratteristiche del sottosuolo danno origine ad etichette rinomate in tutta italia.