C'è tanta Venezia – con indirizzi non sempre condivisibili – ma anche il Jerry Thomas di Roma o l'Emporio Armani Caffè di Milano. Guida la classifica per nazioni l'Inghilterra e Londra sale sul gradino più alto del podio con dodici indirizzi imperdibili. Ma è l'Harry's New York Bar di Parigi a guidare l'elenco stilato dal noto portale americano, con il giudizio di cento esperti internazionali.
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Ancora classifiche, ancora validi motivi d’orgoglio per l’Italia. Stavolta è il Daily Meal a stilare un’enciclopedica lista dei migliori bar da non perdere in giro per il mondo (ad eccezione degli Stati Uniti) per apprezzare un buon drink, rilassarsi dopo una giornata di lavoro, godere dell’atmosfera rilassata di un ambiente di charme o scoprire le tradizioni più popolari insieme agli avventori locali. Sì, perché tra i 150 Best Bars Outside The United States troverete di tutto, icone del panorama notturno di note capitali internazionali, leggendari cocktail bar, locali di quartiere dall’atmosfera informale, pub secolari.

I CRITERI DI SELEZIONE

La lista copre 64 Paesi del mondo, assegnando il primato all’Inghilterra, che si aggiudica il gradino più alto del podio con sedici indirizzi imprescindibili, di cui dodici solo a Londra. D’altro canto le città coinvolte sono ben 91, e non solo metropoli di fama mondiale come Parigi o Pechino, ma anche cittadine di provincia e luoghi remoti dal fascino esotico (Virgin Islands e Maldive tra tutte). Il criterio di selezione (applicato da una squadra di cento esperti, tra critici, giornalisti e blogger, tutti grandi viaggiatori) punta a premiare i locali che sono riusciti a distinguersi – magari sfruttando l’abilità dei bartender che hanno saputo codificare nuovi cocktail entrati nella storia – ma anche le nuove tendenze della mixologia (come quella molecolare, per esempio) o la qualità e la varietà di alcolici e distillati in carta. Ma non solo di drink e bartender si deve parlare: tra i parametri fondamentali anche la piacevolezza e originalità dell’ambiente e la cucina, con menzione d’onore per i bar in grado di offrire un menu degno di nota.

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E L’ITALIA? VENEZIA NELLA TOP TEN

Senza sorprese, sul podio salgono tre nomi blasonati dell’eccellenza internazionale: l’Harry’s New York Bar di Parigi, il Dry Martini di Barcellona, The Grenadier di Londra. E gli italiani? In totale sono undici gli indirizzi segnalati, non senza qualche incongruenza ed esclusione eccellente, ma non a caso sono Venezia, Roma, Firenze e Milano a tracciare questo particolare circuito del bere di qualità visto attraverso occhi americani. Le città più amate dal turismo d’Oltreoceano.
E così Venezia, con la storia importante dell’Harry’s Bar, riesce ad accedere alla top ten, piazzandosi in settima posizione. Celebrato per l’invenzione del Bellini, l’icona veneziana si conferma un must, nonostante tra le righe incappi nella definizione “trappola per turisti”, per il servizio non sempre gentile e i prezzi in carta non proprio abbordabili (80 dollari per il noto Carpaccio!).
A seguire, in 14° posizione, ancora Venezia con il Caffè Florian, poi l’Harry’s Bar di Firenze (al 41), il Bacaro Jazz (rank 68, ancora Venezia), il Jerry Thomas di Roma all’86° posto con la sua miscelazione di qualità (forse meriterebbe di più?) e di nuovo la Capitale della Grande Bellezza con l’eleganza dell’Hassler Bar (al 102). Si continua in 104 con il veneziano Al Volto, poi The Drunken Ship – ritrovo preferito dagli stranieri a Roma – e a chiudere due indirizzi milanesi: il Principe Bar in 111° posizione e l’Emporio Armani Caffè (al 115).

Per la classifica completa clicca qui

La Top ten
1. Harry’s New York Bar, Parigi
2. Dry Martini, Barcellona
3. The Grenadier, Londra
4. Foxy’s, Great Harbour, Jost Van Dyke, British Virgin Islands
5. The Hemingway Bar, Parigi
6. The American Bar at The Stafford London
7. Harry’s Bar, Venezia
8 .Luna Rooftop Tapas Bar, San Miguel de Allende
9. Artesian, Londra
10. Le Bar Americain at Hotel de Paris, Montecarlo