Alla fine di novembre uno dei più antichi mulini ad acqua di Sicilia, ancora in attività, è stato distrutto da un incendio accidentale. Riaperto da qualche settimana, ha ancora bisogno dell'aiuto di tutti, per ricominciare a macinare cultura del territorio. E del grano. Otto grandi chef corrono in soccorso: la cena alla Locanda Gulfi. 

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La storia del molino di Chiaramonte

Chiaramonte Gulfi, Sicilia. Entroterra ragusano, e un territorio comunale che dai Monti Iblei arriva fino alla piana di Vittoria, dove si produce il celebre vino Cerasuolo. A carattere prevalentemente agricolo, nelle campagne che circondano il nucleo barocco, si coltivano mandorle, olive…Grani “antichi”. Come quelli recuperati dal Molino Soprano, in Contrada Cifali, dove dal 1822 (ma la storia può correre a ritroso fin al XVII secolo), il mulino di Francesco Distefano, ultimo discendente di una famiglia di mugnai, rinnova il suo rapporto con il territorio, e con la Sorgente Acque Cifali, tra i più antichi mulini ad acqua di tutta la Sicilia. Un tempo, alla metà dell’Ottocento, solo la provincia di Ragusa Ibla sembra ne contasse 800 di strutture simili, grazie a un efficiente sistema di serbatoi costruiti in pietra, le gebbie, e alle reti di irrigazione che solcavano la piana.

Ma il Mulino Soprano è sopravvissuto al tempo, sempre in attività, eccezion fatta per un periodo di sei anni, tra il 2002 e il 2008, necessario a restaurare la struttura, due macine di inizio Novecento in calcare duro delle cave di San Biagio mosse dall’acqua e da un impianto fotovoltaico, in perfetta armonia con l’ambiente. I grani sono coltivati biologicamente e selezionati in collaborazione con la stazione di granicoltura, perché i contadini dell’area Iblea ricominciassero a seminare varietà locali e quasi dimenticate. E poi c’è la sapienza molitoria, che persegue una tecnica antica, alla ricerca della digeribilità e della complessità aromatica. “Coltiviamo il grano, coltiviamo relazioni” recita il mantra della casa.

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L’incendio. 8 chef per la rinascita

Fino a qualche mese fa, alla fine di novembre, quando un incendio accidentale ha distrutto gran parte della struttura. Arrestando la produzione. Ma seminare cultura deve pur significare ricevere riconoscenza in cambio. E allora grazie alla mobilitazione di tanti amici ed estimatori del molino, da un paio di settimane l’attività è ripresa nei locali rimasti indenni, seppur con qualche accorgimento tecnico: non più carico del grano manuale, ma automatico, e un plansichter verticale che ottimizza gli spazi rimpiazzando la semolatrice. La macina, invece, è sempre la stessa, quella in pietra, simbolo del molino. La ripartenza però è lenta e necessita dell’aiuto di tutti, tanto che il prossimo 17 febbraio, ospiti della Locanda Gulfi, otto chef siciliani si mobilitano per contribuire alla raccolta fondi. Una cena a 16 mani per la rinascita del nuovo Molino Soprano che vedrà cucinare insieme Ciccio Sultano, Pino Cuttaia, Vincenzo Candiano, Giovanni Santoro, Carmelo Floridia, Peppe Cannistrà, Sandro Pace, Claudio Ruta, con il supporto della Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria.

La serata ha un costo di 60 euro a persona, e gli introiti serviranno all’acquisto di una seconda macina, per riavviare al meglio la produzione. Una buona occasione per contribuire alla ripresa di un’eccellenza locale, ma anche un’opportunità per condividere il viaggio che dal grano conduce alla grande ristorazione. In menu, neanche a dirlo, tante preparazioni che valorizzano le farine del Molino Soprano, con la Pasta taratatà di Ciccio Sultano e la Doppietta di melanzana in pasta croccante di Pino Cuttaia, il Sandwich della domenica di Giovanni Santoro, le Arancine scupicciate di Sandro Pace, e molto altro.

 

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Molino Soprano | Chiaramonte Gulfi (RG) | www.molinosoprano.com

Cena a 16 mani | Chiaramonte Gulfi (RG) | Locanda Gulfi, Contrada Patria | il 17 febbraio, alle 20.30 | per info tel. 0932 928081/ [email protected]| www.locandagulfi.it

 

a cura di Livia Montagnoli