Nel 1967 nasceva a Cesena il primo embrione di Orogel, che oggi è leader di mercato italiano del comparto dei vegetali freschi surgelati. Intorno l'evoluzione delle abitudini di consumo, il perfezionamento di tecniche innovative, le leggi di tutela e la crescita di un mercato sempre più fiorente. 

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I surgelati. Le origini

Cinquant’anni fa, indietro nel tempo fino alle origini della storia aziendale di Orogel, il mercato dei surgelati in Italia era molto diverso da come lo conosciamo oggi, che il banco frigo dei supermercati è affollato di proposte e soluzioni per mettere insieme una cena dell’ultimo minuto. Le origini della surgelazione industriale si fanno risalire all’americano Clarence Birdseye, che 87 anni fa metteva in vendita le prime confezioni di cibo surgelato memore delle tecniche di conservazione degli Inuit, che aveva potuto scoprire da vicino durante un viaggio d’affari nel nord del Canada. Tornato a casa, Birdseye cominciò a perfezionare il sistema di congelamento veloce, fino alla fondazione, negli anni Venti, della General Seafood Corporation. Era il 1928: la messa a punto del primo sistema di surgelamento a contatto avrebbe rivoluzionato il mercato e le consuetudini alimentari dei decenni a venire. E possiamo immaginare la sorpresa dei clienti di alcuni negozi di Springfield, Massachussets, che nel 1930 per primi cominciarono a distribuire pesce, carne e verdura surgelati. In Europa, però, bisognerà attendere la fine della Seconda Guerra Mondiale perché il mercato cominci a spingere la nuova commodity: dalla fine degli anni Cinquanta anche le cucine italiane si riempiono di prodotti surgelati, di cui, soprattutto per l’evoluzione degli stili di vita, sarà sempre più difficile fare a meno. E a tal proposito, l’Italia regola il mercato (produzione, distribuzione e vendita) con il Dl 110/1992, in ricezione di una Direttiva Europea a garanzia igienico, sanitaria e qualitativa per il consumatore.

 

Orogel e le verdure fresche surgelate

Tra i pionieri dell’industria di settore, Orogel nasce il 1 giugno di 50 anni fa, nel 1967, dalla Cooperativa COPA di 11 produttori ortofrutticoli del Cesenate. Nel giro di un paio d’anni il gruppo si arricchisce di nuove presenze, fino alla fondazione del Consorzio Fruttadoro di Romagna nel 1969. L’obiettivo comune è quello di sviluppare la ricerca negli ambiti che all’epoca avrebbero premiato di più: la liofilizzazione e la surgelazione di vegetali, di cui Orogel sarà il primo attore sul mercato nazionale. La società, infatti, si costituisce solo nel 1978, ma già nel ’76 il nuovo stabilimento di surgelazione è operativo, e impiega una squadra di poche unità. Con Bruno Piraccini, amministratore delegato di allora e oggi ancora alla guida dell’azienda, si comincia a dialogare con i grossisti, per la distribuzione di grandi buste di surgelati. Poi, nei primi anni Ottanta, l’esordio nel segmento retail, con le buste destinate al consumo familiare. Da allora la storia aziendale si può leggere in funzione di un costante aggiornamento su procedure e tecniche innovative in grado di valorizzare la materia prima fresca controllata all’origine tramite analisi di laboratorio.

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L’investimento tecnologico. Le abitudini alimentari che cambiano

Sono gli anni del Cubello – lo spinacio surgelato a forma di cubo brevettato dall’azienda – del Minestrone Leggerezza e di Verdurì: ricette che incontrano gusti e costumi dell’Italia Novanta, quando le prime istanze salutiste cominciano a farsi strada. Mentre all’insegna della trasparenza si muove la linea Il Sole di Orogel, con la certificazione di qualità di SGS. Di certificazioni e nuovi prodotti commerciali ne seguiranno ancora per tutti gli anni Duemila. Nel frattempo il gruppo cresce, con l’acquisto di uno stabilimento a Policoro per la lavorazione di prodotti del Sud e un’altra acquisizione a Ficarolo, nella provincia di Ferrara, per la produzione di piselli e ortaggi locali.

 

Il mercato dei surgelati in Italia

E investimenti cospicui – 100 milioni di euro per il trienno 2016-2018, tra ammodernamento degli impianti e completamento del nuovo sito produttivo di Cesena – sono previsti per consolidare ulteriormente una leadership di mercato che si conferma nell’anno del cinquantesimo anniversario: nel 2016 gli italiani hanno acquistato alimenti surgelati per un giro d’affari di 4,5 miliardi di euro. A farne uso abitualmente è il 95,5% della popolazione. E Orogel detiene, nel settore dei vegetali freschi surgelati, una quota di mercato del 25%. Questo si traduce in un fatturato aggregato di 633 milioni di euro – 213 solo dal segmento surgelati – con quasi 133mila tonnellate di prodotto venduto. E così, dopo 50 anni, l’azienda riunisce 1517 soci che coltivano con sistemi di produzione integrata e biologica e dà impiego a 1845 dipendenti. Confermando quanto l’industria del surgelato sia uno dei comparti più fiorenti dell’agroalimentare italiano.

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IIAS. Per approfondire

E per chi volesse approfondire il tema sotto il profilo nutrizionale, sociale, legislativo, dal 1963 l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati tutela e valorizza l’immagine dei prodotti surgelati, divulgando notizie utili per chi acquista e linee guida per gli operatori del settore, promuovendo convegni e progetti di ricerca. Con tanto materiale disponibile online.

 

www.istitutosurgelati.it