Ossobuchi e minestrone della tradizione per la trattoria storica di Brera, i panettoni di Gattullo dal 1961, le più longeve gelaterie della città. Anche molti indirizzi gastronomici tre le nuove Botteghe Storiche di Milano. Che fa rete, e impresa, sul valore commerciale e culturale delle insegne più antiche. 

Pubblicità

Attività storiche. Un patrimonio da tutelare

All’inizio del 2017 il bilancio non era affatto incoraggiante: 238 le insegne ultracinquantenni di Milano chiuse nel corso del 2016, tra le oltre 6500 attività – molte a gestione familiare – che preservano il patrimonio commerciale e culturale della città. Allora Comune, Camera di Commercio e Confcommercio si muovevano di comune accordo per sostenere la sopravvivenza dei negozi storici, con l’idea di coinvolgere i giovani under 35, incentivandoli a rilevare attività in esercizio da un quarto di secolo almeno, ma prossime al capolinea. E battezzando la nascita di un Club Imprese Storiche che fissasse a ribasso il limite minimo di ingresso: 25 candeline anziché le 50 previste per ottenere il bollino di storicità dalla burocrazia comunale. Oggi il Club riunisce micro, piccole e medie imprese con almeno 25 anni di attività, legate alla storia imprenditoriale di Milano, Lodi e Monza Brianza. Ma ben più ristretto è il numero di insegne che possono fregiarsi dell’attestato di Bottega Storica, un riconoscimento assegnato alle imprese di commercio, artigianato e servizi e ai pubblici esercizi con almeno mezzo secolo di storia pregressa, senza interruzione di continuità, che conservino almeno in parte i caratteri costruttivi, decorativi e di interesse storico, urbano e architettonico. Proprio negli ultimi giorni, gli sforzi di questi due circuiti di tutela delle eccellenze commerciali del territorio urbano confluiscono nel perfezionamento di strumenti che questa rete di attività storiche vogliono promuoverla e farla scoprire ai milanesi e a chi è in visita alla città. Il cibo, e le insegne che ne tramandano la tradizione locale, ovviamente, sono tra i beneficiari più in vista delle iniziative promosse rispettivamente dall’una e dall’altra rete di impresa.

La mappa interattiva del Club Imprese Storiche

Dal Club di Confcommercio, per esempio, arriva la mappa interattiva e bilingue che aiuta a localizzare le insegne storiche (in questo caso, ripetiamolo, quelle con 25 anni di onorata carriera alle spalle), suddivise in otto categorie merceologiche, tra cui Bar, Ristoranti, Food shop. Per ogni vetrina lo strumento fornisce recapiti e informazioni di servizio, oltre a una breve descrizione dell’attività, in italiano e inglese. Ora la mappa dovrà popolarsi pian piano: al momento annovera oltre 130 indirizzi tra i 1500 già iscritti al Club Imprese Storiche. In concomitanza, un paio di giorni fa, a Palazzo Reale, il sindaco Giuseppe Sala ha tenuto a battesimo 31 nuove botteghe storiche, in un territorio che a livello comunale e regionale guida la classifica italiana per longevità delle attività commerciali: 11mila a Milano e provincia le imprese ultracinquantenni (20mila in tutta la Lombardia), contro le circa 3mila di Roma, Napoli, Torino, o le 2mila di Bologna e Firenze (il primato per densità di imprese storiche sul totale, invece, spetta a sorpresa a Caltanissetta). Di queste oltre 500 portano il vessillo di Bottega storica.

 

Pubblicità

Le Botteghe Storiche di Milano. La tradizione gastronomica

Tanto che proprio la cerimonia di premiazione delle “nuove” botteghe meneghine è stata occasione per presentare il volume/vademecum inedito Le Botteghe Storiche, 100 indirizzi della tradizione a Milano, a cura di Alberto Oliva. Nonostante i settori prevalenti per antichità delle imprese siano industria, immobiliare e commercio – con quasi 800 referenze che affondano le radici prima del 1940 – anche il comparto enogastronomico ha tanto da dire sulla storia della città. Già in lista, per esempio, troviamo nomi celebri come la Pasticceria Moriondo fondata nel 1909 in via Marghera, Cova a via Monte Napoleone, in attività addirittura dal 1817, quand’era il Caffè Letterario all’angolo con piazza della Scala, ma pure la Pasticceria Marchesi in via Santa Maria della Porta dal 1824 (per le ultime due si segnalano però le acquisizioni di grandi gruppi imprenditoriali). E tra le insegne più note citiamo pure Peck e Savini in Galleria, dove, tra gli altri, resiste pure il caffè Zucca in Galleria, frequentato in passato da Verdi e Toscanini. Ultracinquantenni anche la Pescheria Spadari dal 1933 a due passi da piazza del Duomo, e la Gelateria Cardelli, dal 1964 in via Pergolesi. Mentre ha da poco tagliato il traguardo dei 50 anni la Pasticceria Martesana, fondata nel 1966 sui Navigli, ancora non insignita del riconoscimento, a differenza di un’attività ultracentenaria come la Macelleria Brigo, al suo posto in via Santa Croce dal 1892. E impossibile non citare Motta, impresa mitica della città, che dal 1928 conta un affascinante presidio in Galleria, il Bar Motta. Più travagliata la storia recente della Trattoria Bagutta, il ristoro/galleria d’arte chiuso per sfratto un anno fa e presumibilmente in vista della riapertura sotto l’insegna Bagutta 1927.

Elide Moretti, Al Matarel

Le novità

E invece, chi entra con l’ultima tornata? Al capitolo gelaterie segnaliamo due new entry di lungo corso: la Gelateria Toldo di via Sacchi, in attività dal 1934, e l’Antica Gelateria Sartori, aperta più di 70 anni fa, nel 1937, in Stazione Centrale (il chiosco di piazza Luigi di Savoia). Mentre tra le pasticcerie viene premiata Gattullo, in Porta Lodovica dal 1961; il titolare è ancora oggi Domenico Gattullo, origini pugliesi ma perfettamente a suo agio con la tradizione dolciaria della città, dove arrivò da bambino all’inizio degli anni Quaranta. Con lui, dietro al banco, c’è il figlio Giuseppe, erede di una tradizione familiare che non sembra destinata a tramontare. La specialità della casa resta il panettone. Dolci, caramelle, praline e chicchi di caffè sono protagonisti pure da Ronchetti, negozio di dolciumi che oggi conta tre punti vendita in città, ma la bottega storica di viale Coni Zugna l’ha fondata nel 1929. E per i bar entra in lista il Bar Bianco ai giardini Montanelli di Porta Venezia. Solo un ristorante (l’anno scorso il computo era più nutrito, dal ristorante Chatulle frequentato da Fausto Coppi al Rigolo di via Solferino, alla Premiata Trattoria Arlati in zona Bicocca) riesce a strappare il riconoscimento nel 2017: è la Trattoria al Matarel dal 1962, nume tutelare della tradizione meneghina in corso Garibaldi. Dopo la scomparsa di suo marito Marco Comini, storico oste della città, alla guida c’è Elide Moretti, 76 anni, che porta in tavola ossobuco e minestrone, stracotti, pasta fresca, e zuppa inglese, con l’aiuto della figlia e dei nipoti. Anche da queste parti la storia è ancora lunga.

 

Pubblicità

Informazioni ed elenchi Botteghe Storiche di Milano

Il sito e la mappa del Club Imprese Storiche 

 

a cura di Livia Montagnoli