Quanto influenzano veramente le scelte a tavola degli italiani le campagne animaliste che precedono l'appuntamento con il pranzo di Pasqua? Secondo un'indagine Fipe anche nel 2015 si continuerà a preferire la tradizione: agnello e capretto in testa.
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Pranzo di Pasqua 2015. Meno italiani al ristorante

Come passeranno il pranzo di Pasqua gli italiani? Liberi dal vincolo della reunion familiare – lo suggerisce il detto, no? “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” – sembra che in pochi sceglieranno di trascorrere la giornata del 5 aprile al ristorante. Il Centro Studi Fipe registra infatti una flessione dell’11% anticipata dalle indagini condotte sui locali italiani; e non va meglio a Pasquetta, giorno deputato alla scampagnata fuori porta, che dovrebbe assistere a un calo di presenze del 15%. Somma di fattori – non solo le ristrettezze economiche, ma anche le condizioni meteo sfavorevoli e il calendario – che giustifica la scelta di organizzare un pranzo in casa, insieme a parenti o amici, mentre non sembrano diminuire le presenze straniere, accolte dal 92% di ristoranti in attività nel giorno di festa.

Cosa si mangerà. In testa capretto e agnello

Ma cosa cercano gli italiani a tavola in questa Pasqua di inizio primavera? Come ogni anno sono molte le campagne animaliste contro il sacrificio di agnelli e capretti, tra i simboli della tradizionale cucina pasquale; e invece i sondaggi rivelano una preferenza accordata proprio alle pietanze più classiche, non solo paste ripiene e risotti, pastiere napoletane e salami di cioccolato, ma soprattutto agnelli e capretti al forno, quando possibile in arrivo da produttori locali, privilegiando i piatti della gastronomia locale all’insegna della filiera corta.
Il 65,8% degli italiani dovrebbe infatti di orientarsi verso un menu pasquale classico, se consumato al ristorante meglio in versione “pacchetto completo”, con un menu a tema che non superi i 45 euro (proposto dal 59,4% dei ristoratori).
L’esigenza di tutti, comunque, resta quella di raggiungere un rapporto qualità/prezzo che accontenti entrambe la parti: solo un ristoratore su tre manterrà il menu studiato per lo scorso anno, mentre gli altri cercheranno di abbassare i costi per presentare un’offerta più competitiva, comunque di qualità. Il giorno di Pasquetta resteranno invece aperti 8 ristoranti su 10, nonostante la previsione di un calo significativo degli avventori: 2,8 milioni i clienti attesi per celebrare il Lunedì dell’Angelo, soprattutto turisti (italiani e stranieri). Ma solo un ristorante su quattro offrirà una proposta all inclusive, al prezzo medio di 37 euro.