Dal 26 settembre Palazzo Ducale ospita la rassegna che sviluppa le tematiche di Expo raccontando il rapporto di amore/odio della città con la acque che la circondano. Produzione, approvvigionamento, distribuzione e consumo all'epoca dei Dogi.

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Non c’è Venezia senza Laguna. Storia di un legame inscindibile

La Serenissima, come ci insegnano i libri di storia, è stata per secoli al centro di scambi culturali, traffici commerciali privilegiati con l’Oriente, conquiste, dominazioni e colpi di scena. In simbiosi con la Laguna che la circonda, la città di Venezia ha saputo prosperare sull’acqua e trasformare quest’elemento naturale in opportunità per costruire un impero, facendo di un ostacolo apparente una risorsa. Da settembre (dal 26 del mese al 14 febbraio) gli appartamenti del Doge in Palazzo Ducale ospitano la mostra Acqua e cibo a Veneziache ripercorre l’origine e l’evoluzione dei sistemi di sussistenza e approvvigionamento alimentare messi in atto dalla Repubblica veneziana per crescere e mantenersi. Il tema, che nel caso specifico si dedica ad approfondire il legame inscindibile della città con l’acqua, è in realtà un omaggio ad Expo, stimolato da questioni ancora attuali come la sostenibilità dei processi produttivi, la redistribuzione delle risorse alimentari, gli scambi multiculturali tra diverse identità culinarie.

La mostra di Palazzo Ducale. Produrre e mangiare a Venezia

Oltre un centinaio di opere provenienti da collezioni veneziane accompagneranno il visitatore in un viaggio virtuale in Laguna, con il supporto visivo di dipinti, incisioni, carte nautiche e videoproiezioni su riproduzioni tridimensionali, garantendo un approccio multidisciplinare oltre che interattivo. Cinque le sezioni da esplorare durante il percorso, a cominciare dalla ricostruzione delle opere idrauliche che hanno trasformato il territorio nel corso del tempo, influenzando lo sviluppo delle coltivazioni e della pesca, ma anche la distribuzione delle merci lungo le vie d’acqua e sulla terraferma. E infatti, procedendo nella narrazione, la mostra svela i protagonisti di un universo fatto di pescatori, frutarolie pistori, e la difficoltà di produrre cibo su terreni lambiti dalle acque salse (particolarmente ricche di cloruro di sodio).

La terza sezione è invece dedicata al mondo dorato dei palazzi affacciati sul Canal Grande, per scoprire le tavole imbandite dei banchetti; ma l’interazione del cibo con le dinamiche sociali è fotografata anche indagando tra parate e feste di piazza, giochi e ricorrenze religiose, con una serie di suggestivi dipinti di genere di pittori veneziani.

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Si prosegue con la sezione sulla architetture destinate alla raccolta e alla distribuzione: monasteri, ospedali, caserme e osterie, con la ricostruzione virtuale della Cantina Do Spade (ancora oggi in attività nel sestiere di San Polo) per vivere l’esperienza di un avventore nella Venezia del 1754. Si chiude con un paradosso: l’approvvigionamento dell’acqua (potabile!) in una città circondata dall’acqua. E le difficoltà che quest’operazione ha comportato nei secoli scorsi.

A cura di Donatella Calabi con il coordinamento scientifico di Gabriella Belli.

 

Acqua e cibo a Venezia | Palazzo Ducale, Venezia | dal 26 settembre al 14 febbraio 2016 | http://palazzoducale.visitmuve.it/

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