Agricoltura e architettura insieme per cambiare il volto delle nostre città. Secondo una filosofia “green shared” promossa da Cia e Promoverde

15 Lug 2014, 10:23 | a cura di Livia Montagnoli
Orti urbani, garden roof e muri vegetali non sono solo un fenomeno di tendenza. Migliorano l’impatto ambientale dell’urbanistica delle nostre città, contengono gli effetti dell’inquinamento, garantiscono nuovi spazi per la socialità. Così il progetto presentato in occasione del Green Shared Day mira a riscoprire la sinergia fra operatori di diversi settori. Paesaggisti, architetti, agricoltori e nutrizionisti insieme.
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Cominciare a piccoli passi a cambiare il volto delle nostre città, migliorandone l’estetica, l’impatto ambientale e, non ultima, la qualità della vita. In un mondo in cui agricoltura e architettura si incontrano, promuovendo una sinergia che restituisca soluzioni urbanistiche innovative e sostenibili, questo è possibile. Ed è quanto di più auspicabile per le città del nostro Paese, come è emerso dalla collaborazione tra Cia e Promoverde in occasione del Green Shared Day.
Moltiplicare gli sforzi in questa direzione, in vista dell’Expo 2015, significa garantire agli spazi cittadini una nuova vita, incrementare le dinamiche di una socialità spesso penalizzata dalla dimensione urbana, ma anche tutelare il paesaggio dall’incuria e dal degrado. È infatti confermato che orti verticali, muri vegetali e garden roof sono in grado di contenere gli effetti dello smog e ridurre le polveri sottili. Oltre a limitare una cementificazione selvaggia tra le cause principali dei dissesti idrogeologici che troppo spesso colpiscono il nostro Paese con tragiche conseguenze. Così, l’impegno comune è quello di riorganizzare il territorio puntando sull’integrazione tra agricoltura, architettura, alimentazione e cultura, grazie ad esempio al vivaismo specializzato, che già da diversi anni lavora di comune accordo con l’architettura per progettare soluzioni urbanistiche a basso impatto ambientale. “Il verde” ha spiegato il presidente della Cia, Dino Scanavinoaumenta la vivibilità dentro le mura cittadine, svolgendo una triplice funzione. Da una parte contiene gli effetti dello smog, responsabile dell’11% dei casi di aggravamento di asma dei bambini e del 18% dei problemi acuti negli anziani affetti da problemi respiratori, dall’altro il verde pubblico può essere adibito alle coltivazioni a uso domestico con gli orti urbani. In questo modo non solo si dà un sostegno alle famiglie, ma si salvaguarda il paesaggio sottraendo all’incuria e al degrado terreni spesso lasciati incolti e abbandonati”.
Il progetto congiunto tra le due associazioni mira a mettere in comunicazione operatori di settori distinti (ma non distanti), come architetti, paesaggisti, agricoltori e nutrizionisti, secondo una filosofia “green shared”. E fa piacere rilevare le recenti forme di defiscalizzazione (fino al 65%) introdotte in Italia per chi decide di inserire piante sui tetti e sulle pareti delle abitazioni.

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