Agriturismo, settore in salute: aumentano strutture, presenze e servizi. Nel 2017 giro d'affari a 1,3 miliardi di euro

30 Set 2018, 14:00 | a cura di

L'Italia conta oltre 23 mila imprese e sono sempre di più quelle che scelgono prodotti Dop e Igp da offrire ai clienti. Secondo l'Istat, fanno meglio le aziende al femminile, mentre gli stranieri pernottano di più rispetto agli italiani. Stabile la ristorazione: si contano 441 mila posti a sedere. 

 

Sempre più al femminile, con una crescente ricerca dei prodotti a denominazione, un aumento dei servizi offerti e, soprattutto, del giro d'affari salito a 1,36 miliardi di euro. Il comparto agrituristico italiano gode oggi di buona salute, a giudicare dai dati diffusi dal rapporto Istat 2017. I parametri fondamentali rilevati in tutta Italia indicano che le aziende autorizzate sono 745 in più (+3,3%) rispetto a un anno prima, frutto dell'apertura di 2.121 imprese e di 1.376 chiusure. Nel complesso, l'Italia registra 23.406 aziende agrituristiche attive in 4.893 Comuni.

 

Trend positivo per arrivi, presenze e fatturato

I clienti degli agriturismi italiani sono stati 3,2 milioni nel 2017 con 12,7 milioni di presenze, ovvero le notti trascorse in azienda e una permanenza media di 3,9 notti. Gli stranieri sono 1,5 milioni mentre quelli italiani 1,7 milioni, ma se si considerano le presenze la situazione è invertita, segno del fatto che glistranieri frequentano gli agriturismi un po’ meno degli italiani ma si fermano per più giorni. A livello territoriale, la Toscana è la prima regione per presenze (3,9 milioni), di cui oltre due terzi straniere; in Toscana, la provincia di Siena è tra le più gettonate, con 0,3 milioni di arrivi e 1,1 milioni di presenze. Al Nord, l’Alto Adige conta 0,6 milioni di arrivi e 3,1 milioni di presenze, di cui 72% estere. Nel Mezzogiorno, la prima regione è la Puglia (0,1 milioni di arrivi e 0,5 milioni di presenze). Ma Toscana e Alto Adige rappresentano il motore del comparto nazionale. Nel complesso, è il Nord-Est (+7,4%) a trainare la crescita del volume d'affari, che sale di 85 milioni di euro a 1,36 miliardi (+6,7%). Buoni i risultati anche al sud, che cresce in percentuale del 7,8%. Curioso il dato sulla capacità di sopravvivere sul mercato. Secondo l'Istat, risulta maggiore per quelle aziende che svolgono contemporaneamente due o tre tipologie di attività, che danno l'opportunità di offrire pacchetti turistici integrati.

 

Crescono le imprese al femminile

Le attività gestite da donne sono 8.483 nel 2017 e, rispetto a quelle a conduzione maschile, registrano crescite del 4% contro il 2,9%. Il Mezzogiorno (+7,9%), grazie a Sicilia e Calabria, fa meglio, mentre nel Nord l'aumento è solo dello 0,8%. L'incidenza degli agriturismi in rosa è del 38,6% nel Nord ovest, del 24,1% nel Nord est, del 41,8% nel Centro, del 47,2% al Sud e del 35,2% nelle Isole. Primato per la Toscana (1.789), poi Umbria e Lombardia.

 

Sopravvive chi diversifica

Due terzi degli agriturismi italiani offrono più servizi. Se sono circa 7.600 quelli che svolgono una sola attività, gli altri diversificano. Un dato in linea con la capacità di sopravvivenza.Sono 8.225 quelle che svolgono sia alloggio sia ristorazione, 10.757 quelle che offrono oltre all’alloggio altre attività e 1.987 propongono tutte le 4 tipologie agrituristiche, vale a dire (alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività)

 

Più produttori di Dop e Igp

Colpisce positivamente il dato sulle produzioni Dop e Igp, dai salumi alla frutta, dai formaggi ai vini. Non essendo disponibile il dato 2017, si può notare che nel 2011 gli agriturismi con prodotti a denominazione erano 791 e che sono saliti, nel 2016, a 2.533, con una crescita di ben 1.742 unità, pari al 220%. Allo stesso modo, i Comuni interessati passano da 93 a 784 (+691 unità, pari a +743%) con una tendenza all'aumento nel Centro Italia.

 

La ristorazione

È una delle attività decisive per i bilanci delle imprese agrituristiche. Il trend 2017 dice che l'offerta è stabile (+0,7%), con oltre 11 mila agriristori autorizzati, pari a quasi metà di tutti gli agriturismi italiani. I posti a sedere sono 441.771. Prevalgono le regioni meridionali, dove è localizzato il 56,3% delle aziende ristoratrici. La crescita è registrata nel Centro Italia (+4,6%) meno nel Nord (+0,2%) mentre c'è un calo nel Mezzogiorno (-1,9%). L'offerta agrituristica si sta arricchendo delle attività di degustazione: 2 agriturismi su 10 sono autorizzati a fare degustazione di prodotti e la crescita in tutta Italia è quantificata in un 4,2% annuo. Un servizio più diffuso in Toscana, Piemonte, Veneto e Marche; mentre è assente in Emilia-Romagna.

 

a cura di Gianluca Atzeni

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