In cucina il tristellato Guy Martin, in arrivo dalla rinomata insegna parigina Le Grand Vefour. Il ristorante, già pronto ad accogliere i primi commensali, sarà dedicato esclusivamente ai passeggeri in transito per e da Stati Uniti e Asia, Classici della tradizione francese e veloci proposte gourmet.

Pubblicità

L’invasione degli chef in aeroporto

Viaggiatori gourmet che non sanno rinunciare alla buona tavola anche in aeroporto. Complice la crescente attenzione per l’universo gastronomico, la categoria di chi non si rassegna a mangiare un boccone in velocità (e spesso di scarsa qualità) tra un check in e un’attesa al nastro dei bagagli continua a farsi sempre più numerosa. Ecco perché l’aeroporto è salutato dalla ristorazione d’autore come un terreno dalle grandi potenzialità che presta il fianco a pop restaurant e sperimentazioni in cucina, in grado di raccogliere il consenso di un pubblico eterogeneo e internazionale.
Sono già noti i casi di grandi chef che hanno sposato la causa dell’alta ristorazione all’interno di grandi scali come Heathrow (dove troviamo Hesthon Blumenthal e Gordon Ramsay) o Newark, che entro il 2016 inaugurerà un vero e proprio polo gastronomico in grado di accogliere oltre 50 attività, grandi nomi (tra loro Alain Ducasse) e concept ambiziosi di cucina multietnica, dai ramen ai noodles, dai falafel ai tacos. Ma si contano anche diversi esperimenti a bordo – il più eclatante in termini di risonanza mediatica quello dello svizzero Andreas Caminada – e servizi speciali per i passeggeri come i “cestini da pic nic” forniti – ancora una volta nello scalo di Heathrow – ai passeggeri in transito per la capitale inglese per allietare un pasto ad alta quota altrimenti affidato a cibi precotti e non troppo invitanti.

Guy Martin al Charles de Gaulle. Tre stelle in aeroporto

Se l’Italia sembra ancora in ritardo nel recepire le potenzialità della tendenza che spopola anche – per esempio – nel continente asiatico (ma Malpensa è sulla buona strada per realizzare un terminal del gusto mentre a Fiumicino qualche stand più che decente c’è), ora anche a Parigi giocano la carta della ristorazione stellata. Si chiama I Love Paris, ha aperto all’interno dello scalo di Charles de Gaulle, e sin dal nome costituisce una dichiarazione di intenti facile da intuire: far apprezzare la migliore cucina francese ai viaggiatori in partenza per un lungo viaggio. La collocazione del nuovo ristorante gourmet, infatti, fa sì che solo i passeggeri in volo verso Stati Uniti e Asia possano godere della tavola di Guy Martin, tre stelle Michelin che esce dalla cucina parigina del rinomato Le Grand Vefour per incontrare il gusto di un pubblico ampio, conquistandolo con i classici della tradizione francese, come con una proposta più veloce di hamburger, tapas gourmet, o menu dedicati ai vegetariani. In uno spazio di design, a prezzi contenuti: il menu più economico costa appena 30 euro e assicura l’esperienza di una cucina stellata.

Proposte gourmet e strategie di marketing. Il modello francese

Una strategia dichiarata di marketing che nelle speranze della direzione dell’aeroporto parigino dovrebbe assicurare un traino all’intero indotto dello scalo internazionale, influenzando la scelta di passeggeri in transito per poche ore in Europa, portandoli così a fare scalo a Parigi e non a Londra o Dubai.
D’altronde a poca distanza da qui, all’interno dell’importante aeroporto turistico di Nizza, entro il 2017 atterrerà lo chef italo-argentino Mauro Colagreco – tra i più rinomati nomi dell’alta ristorazione internazionale – che aprirà nel Terminal 2 il ristorante L’Estivale, tra menu degustazione degni di un’insegna di primo livello e proposte più veloci per tutte le tasche, tra tapas, panini gourmet, gelati d’autore. E Parigi poteva star ferma a guardare?

Pubblicità