La mensa inaugurerà tra qualche ora, primo traguardo di un progetto ambizioso che riunirà intorno alla piazza a cielo aperto progettata dallo studio milanese nove ristoranti del territorio straziato dal sisma di agosto 2016. A Pasqua il villaggio sarà completato, grazie ai fondi della campagna Un aiuto subito e alla collaborazione delle aziende del legno friulane. Ecco come si riparte. 

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Solidarietà per Amatrice

30 giorni di cantiere e un impegno concreto per rendere giustizia ai proventi raccolti dal Corriere della Sera con il Tg La7 con la campagna Un aiuto subito, facendo appello alla solidarietà dell’Italia e del mondo (per un ammontare complessivo di oltre 7 milioni di euro). Quando si dice che il piccolo contributo di ognuno può fare la differenza, spesso lo scetticismo prende il sopravvento. L’ottimo – e tempestivo – intervento per costruire una mensa a disposizione degli sfollati di Amatrice arriva a testimoniare il contrario. E se il merito spetta principalmente al buon cuore di molti, è la partecipazione dell’architetto Stefano Boeri con la sua squadra (a titolo gratuito) ad aver garantito la risoluzione in tempi brevi di un intervento ipotizzato sin dalle prime settimane del dopo terremoto, perché l’urgenza di donare alla comunità un nuovo spazio di aggregazione e speranza è stata subito chiara per tutti, e dal prossimo 23 dicembre alla conta delle macerie e dei cantieri per la ricostruzione si sostituirà un motivo in più per credere nel futuro di un paese drammaticamente stravolto dal sisma, come tanti altri centri abitati del Centro Italia.

Amate Amatrice. Con la bioedilizia friulana

Al cantiere, che è solo il primo step di un progetto più ambizioso che porterà a ridisegnare una nuova Piazza per Amatrice, ha contribuito in forze pure la Filiera del legno friulana, che l’esperienza maturata in occasione di situazioni analoghe l’hanno messa al servizio di una progettazione che fa affidamento proprio sulla solidità di moduli prefabbricati in legno. Al termine dei lavori la Piazza si proporrà come polo della ristorazione locale – pure per onorare la tradizione gastronomica della cittadina, che al suo piatto principe doveva gran parte della fama prima dello scorso agosto – e darà occupazione a oltre 130 persone, con l’obiettivo di rilanciare l’economia del territorio. Nel frattempo, però, mancano poche ore all’inaugurazione del primo edificio progettato dall’architetto Boeri, struttura inaugurale del futuro villaggio del cibo significativamente ribattezzato Amate Amatrice: la mensa ospiterà i servizi di ristorazione e una grande sala polivalente con una grande parete vetrata rivolta verso i monti Sibillini.

La mensa per i bambini. Il primo step

L’appuntamento con la cerimonia inaugurale è in programma per venerdì prossimo alle 14.30, quando nella nascente piazza di Amatrice si ritroveranno il sindaco Sergio Pirozzi, il direttore del Corriere Luciano Fontana, il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, il capo dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, Stefano Boeri, il direttore di Corporate Shared Value di Tim (che ha agevolato la raccolta fondi) Marcella Logli e Matteo Marsiglio, in rappresentanza della Filiera del legno coordinata da Innova Fvg. Dopo la consegna dei primi moduli abitativi per garantire la continuità all’operato delle imprese agricole del territorio, proprio le aziende del legno friulane hanno portato in dote al progetto le più avanzate tecnologie in materia di sicurezza delle infrastrutture: flessibilità, facilità di spostamento (temporaneo ma duraturo è stato il motto che ha guidato la progettazione in bioedilizia, come ha raccontato Boeri al Corriere), economia delle risorse. Oltre alla possibilità di completare gran parte delle strutture in fabbrica, prima di assemblarle sul posto, con grandi benefici in termini di tempo.

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Il villaggio gastronomico. La rinascita dei ristoranti locali

Come sarà, dunque, il nuovo polo da 9000 metri quadri di Amate Amatrice? “Una piazza per gustare i prodotti locali, ma pure per incontrarsi e stare insieme in uno spazio polifunzionale”. A cominciare dal refettorio di circa 500 metri quadri (per 150 coperti intorno all’area bar) pensato per far mangiare insieme i bambini delle scuole, ma pure per ospitare eventi e show cooking solidali: un regalo di Natale impreziosito dall’arrivo ad Amatrice dell’installazione luminosa Radura (realizzata da Boeri per il Salone del Mobile di Milano), cui seguirà l’impegno dei prossimi mesi. Di quello che succederà – e come si svilupperà – si sa ancora poco, ma probabilmente saranno 9 i ristoranti a corollario della mensa, pronti per Pasqua, tutti disposti intorno alla corte centrale a cielo aperto, illuminata dalla Radura. Ognuno disporrà di metrature diverse – tra gli 85 e i 500 metri quadri di superficie – dotato di cucine modulari e facilitazioni logistiche, oltre che di uno spazio esterno allestito con tavoli e sedie. Ma saranno i singoli assegnatari a personalizzare gli interni secondo il proprio gusto e le esigenze del progetto gastronomico. E il rendering dello studio Boeri rivela i primi nomi coinvolti, che molti ricorderanno con un pizzico di nostalgia: Ma-trù, Serafini (del ristorante storico La Lanterna), La Conca, Mari e Monti, Pica. La normalità si ricostruisce a piccoli passi, senza clamori. E non c’è niente di più autentico della condivisione di una tavola apparecchiata a ricordarcelo.  

 

a cura di Livia Montagnoli