Ancora Barilla a New York. Apre il terzo ristorante nella Grande Mela

23 Ott 2015, 15:15 | a cura di Livia Montagnoli

Con Giovanni Rana, Eataly e Parmacotto sempre più Italia nella metropoli statunitense. Barilla è una presenza fissa da tempo, ora inaugura il terzo locale a Manhattan. 

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Gli italiani a New York, una presenza costante da più di un secolo. Portare la cucina del bel Paese negli Stati Uniti è un trend in voga dai primi del Novecento, ma è solo negli ultimi decenni che grandi brand del settore food&wine hanno invaso la Grande Mela.

L'ultima in ordine di tempo è Barilla, con la sua terza apertura a Manhattan. A cavalcare quest'onda sono anche colossi quali Eataly, Parmacotto e Giovanni Rana, l'uno specializzato nella vendita di prodotti gastronomici di alto livello regna sulla 5th Avenue, l'altro celebre produttore di salumi ha aperto un ristorante nell'Upper West Side, il terzo leader nel mercato della pasta fresca si trova al Chelsea Market, nel Meatpacking District.

I ristoranti Barilla a New York

Offrire nuovi prodotti che apportino benessere  e gioia alle persone che riversano particolare attenzione al mangiar bene: questa la filosofia di Barilla, impegnata a promuovere abitudini alimentari sane. È questo il concept che ha dato vita ai tre ristoranti Barilla a New York.

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Il primo  aperto alla fine del 2013, Radio City, si trova in Avenue of the Americas, all'incrocio fra la Sesta e la Cinquantaduesima, mentre la seconda Accademia Barilla è a Bryant Park, il cuore verde di Midtown.  Il terzo ristorante, ancora sulla Sesta Avenue, è invece all'altezza di Herald Square. Il locale offrirà ai clienti anche uno shop online, per  rintracciare ingredienti utilizzati dagli chef dei ristoranti.

Tutti e tre i locali propongono un ambiente informale e un’offerta varia. Non solo pizza e pasta. Accanto a piatti strettamente legati alla tradizione italiana, come i fusilli alla puttanesca, le farfalle al pesto genovese o le tagliatelle con ragù alla bolognese, Barilla cede alle “distorsioni” della cucina italoamericana, come gli spaghetti con polpette, i tortelli all’Alfredo e gli spaghetti primavera. Presenza imprescindibile è la pizza, con sette ricette diverse, dalla tradizionale Margherita alla Nobile, con prosciutto di Parma e gorgonzola.

Gli altri grandi brand italiani a New York

Da sottolineare come Barilla non sia l'unica multinazionale italiana del food impegnata a competere a Manhattan. Tanti anni fa c'era il singolo italiano che tentava la fortuna a Little Italy aprendo una trattoria, oggi ci sono le grandi corporation che pianificano sbarchi a livello industriale. C'è la “Salumeria Rosi Parmacotto – Il Ristorante” di New York, al 283 Amsterdam Ave, nata dal successo della precedente apertura a Manhattan, quattro anni prima. L’idea di unire la ristorazione alla vendita di specialità gastronomiche sembra aver dato i suoi frutti. Il mercato statunitense in cui si inserisce con ben due attività rappresenta circa il 6% del fatturato totale del gruppo, segnale evidente del successo del brand all’estero e riconferma della fama dei prodotti italiani in America.

Non ha bisogno di troppe presentazioni Eataly, situato nella 5th Avenue di fronte al Flatiron Building, in un palazzo d’epoca, con un roof-garden al 15° piano. È  caratterizzato da ristoranti tematici dove poter gustare specialità a base di pesce, verdure, carne e pizza italiana. La filosofia che contraddistingue la sede di New York è la stessa dell’intera catena: la gente può comprare, mangiare ma anche frequentare i corsi nell’area didattica creata ad hoc. In attesa del secondo mega punto vendita a Downtown.

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Mentre il ristorante “Giovanni Rana pastificio & cucina” si trova al Chelsea Market, nel Meatpacking District. Il menu è legato prevalentemente alla pasta fresca: regnano lasagne, tortellini e tonnarelli, ma non mancano le proposte di salumi e formaggi, piatti rivisitati che convivono insieme ai grandi classici della tradizione italiana.

 

a cura di Flavia Schiano e Francesca Fiore

(articolo di prova del Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico del Gambero Rosso)

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