Dodicimila metri quadri in Galleria, aperti da colazione a cena. Uno spazio in pieno centro città dove fare la spesa, comprare libri e mangiare gourmet. Con i menu ideati da uno chef di primo piano (ancora top secret). È il progetto di Novacoop per valorizzare i suoi prodotti top di gamma. Già dal prossimo Natale.
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In principio è stato Farinetti, e ci ha costruito un impero. Poi, qualche settimana fa, Autogrill ha lanciato il progetto di Piazza Duomo che potrà contare sul nome di Niko Romito. Adesso tocca a Torino.
Più precisamente a 12mila metri quadri in pieno centro città, in quella Galleria San Federico che da secoli è ritrovo della Torino bene. È Novacoop a farsi carico di un progetto ambizioso che già il prossimo Natale regalerà ai torinesi un megastore a tema gastronomico, dove mangiare, fare acquisti, sfogliare libri o semplicemente curiosare tra gli scaffali per scovare nuove prelibatezze e prodotti d’eccellenza.
L’enorme spazio di proprietà Unipol, appena ristrutturato, ha richiesto un investimento da oltre un milione di euro e sembra pronto ad accogliere uno chef di rilievo che firmerà i menu (tutto secondo formula consolidata), ma il suo nome è ancora top secret.
E puntuale si accende la polemica: il consigliere Maurizio Marrone ha già annunciato una interrogazione per verificare il rispetto dei vincoli architettonici e culturali previsti per legge. Si teme infatti per la vocazione storica della Galleria, che nel tempo ha visto chiudere (come in tutti i centri storici delle grandi città) le realtà tradizionali che custodivano la cultura locale a vantaggio di attività con fini prettamente commerciali.
Ma Novacoop fa sapere che i prodotti venduti nel nuovo megastore (per il quale si ipotizza un nome che richiami il marchio Fiorfiore, top della gamma del brand) garantiranno la qualità e la selezione, pur mantenendo prezzi accessibili a tutti. E tra l’altro l’offerta di Novacoop andrebbe a sanare una situazione bloccata da mesi, riabilitando un tratto della Galleria già pronta per accogliere attività commerciali dopo il recente restauro giocato sulla ricchezza di marmi bianchi e neri. Collocati proprio dietro al cinema Lux, i locali stentano ad attirare negozi, e l’interesse di Coop potrebbe funzionare da richiamo.
L’idea è quella di ripercorrere le orme del sistema Eataly, che proprio a Torino ha cominciato la sua ascesa in Italia e nel mondo.