Il vino della celebre regione vinicola californiana è il primo ad aver rivendicato una certificazione di origine nel panorama statunitense, per proteggere la produzione di Napa Valley da contraffazioni e usi impropri. Il riconoscimento arriva dopo 5 anni di trattative. 

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Proprio mentre l’Europa si preoccupa di come difendere le proprie denominazioni nel mondo – soprattutto lì dove queste non sono neppure contemplate – dalla California arriva la notizia che la Napa Valley diventa la prima denominazione statunitense certificata. Ricordiamo che gli Usa non riconoscono e concepiscono il sistema delle Do così come fa l’Italia o la Francia. Per cui la notizia che un terroir americano abbia spinto per ottenere una sua certificazione è già di per sé una svolta. Il marchio servirà, infatti, a proteggere i vini della regione vitivinicola più famosa degli Usa dalle contraffazioni e dagli usi impropri.

Ci son voluti più di cinque anni affinché l’U.S. Patent & Trademark Office rilasciasse la Certification Mark e tutto l’impegno della Napa Valley Vintners, l’associazione no profit che mette insieme oltre 525 produttori della Regione. Il complicato percorso è passato anche attraverso 50 accordi scritti tra cantine e attività legate al vino che usano la parola ‘Napa’ nei loro marchi commerciali per verificarne la compatibilità con gli standard della Napa Valley Ava (American Viticultural Area). Oltre ad ottenere questo marchio di certificazione, la NVV ha già guadagnato lo status di protezione in Australia, Brasile, Canada, Cina, Unione Europea, India, Israele, Nuova Zelanda, Norvegia, Taiwan, Thailandia e Turchia. Il resto lo farà il nuovo marchio. Uno spiraglio per la protezione delle denominazioni a livello globale (vedi alla voce Ttip) e per le produzioni europee che cercano, spesso invano, di tutelarsi oltre i confini del Vecchio Continente?

 

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A cura di Loredana Sottile