Centosettanta opere di artisti italiani e internazionali, pitture, sculture e oggetti d'arte in mostra per celebrare l'identità vinicola italiana nell'anno dell'Expo. Dall'11 aprile al 16 agosto al Palazzo della Gran Guardia.
Pubblicità

Ci dev’essere un motivo se gli antichi Greci avevano ribattezzato la Penisola italiana Enotria. Terra del vino. Una vocazione secolare che non ha smesso di convogliare sforzi e abilità dell’uomo sulla viticoltura, diventata parte integrante dell’identità culturale italiana e legante delle comunità rurali. E Palazzo delle Gran Guardia, a Verona, diventerà per qualche mese il luogo deputato a celebrare il contributo delle cultura enologica allo sviluppo di un legame con la terra che è proprio della tradizione peninsulare.
Proprio Verona, dove ogni anno il comparto vinicolo si incontra per l’appuntamento con Vinitaly, quest’anno responsabile dell’allestimento del Padiglione del vino a Expo 2015. Collegata da un fil rouge che corre sull’asse Verona – Milano, la mostra Vino e Arte in scena dall’11 aprile al 16 agosto ha origine come iniziativa collaterale all’Esposizione Universale e promette di esporre il più alto numero di opere d’arte che hanno immortalato il rapporto dell’uomo con il vino, tanto nella sfera religiosa, quanto in quella sociale o mitologica.

Arte e vino dal Cinquecento al Novecento

Una carrellata di 170 opere di pittura, scultura, arti decorative selezionate dai curatori Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa, con la partecipazione di un nutrito comitato scientifico interdisciplinare, che ha visto anche l’intervento di esperti in materia vinicola, come il professor Attilio Scienza. Per ripercorrere uno spaccato di storia dell’arte dal Cinquecento al Novecento attraverso la prospettiva di artisti molto diversi tra loro, ma almeno una volta in carriera alle prese con il soggetto principe in mostra: il vino.
Che ne abbiano colto il senso mistico – tanto nell’accezione dionisiaca che in quella cristiana – o le ricadute sociali, l’aspetto allegorico o la dimensione conviviale, la variante paesaggistica o quella mitologica, sono tanti gli artisti coinvolti. Per citarne alcuni i veneti Tiziano e Lorenzo Lotto, Rubens con il suo celebre Bacco Ebro (in arrivo dagli Uffizi), Guido Reni e Annibale Carracci, Nicolas Poussin (con il Baccanale prestato dal Prado) e Giovan Battista Tiepolo, per arrivare alle nature morte dei protagonisti del Novecento italiano, Balla, Depero, Sironi, Guttuso (ma c’è anche Picasso).
L’esposizione si articolerà in cinque sezioni e comprenderà anche oggetti di arte decorativa, contenitori religiosi e profani, vetri di Murano, maioliche, porcellane e calici eucaristici.

Il wine shop e la visita alle cantine

A chiudere il percorso un wine shop sarà dedicato all’acquisto delle migliori etichette italiane, che si potranno degustare in abbinamento alle specialità della gastronomia locale. Mentre usciti dal Palazzo si potrà approfondire la cultura vinicola del territorio con una visita alle cantine nelle zone di produzione più famose, dalla Valpolicella, al Soave, al lago di Garda.

Pubblicità

Arte e Vino | Palazzo della Gran Guardia, Verona | dall’11 aprile al 16 agosto | ingresso 12 euro | www.mostraartevino.it