Io posso entrare: l'Italia si adegua alle leggi europee in fatto di norme igienico-sanitarie e apre le porte degli esercizi pubblici – indistintamente – al migliore amico dell'uomo. Una rivoluzione? Non proprio, piuttosto un aggiornamento che fa ordine in un mare magnum di norme e che richiama ognuno alla propria responsabilità: quella degli esercenti e quella dei padroni.
Pubblicità

Nell’ultima giornata di Host, Fiera Internazionale dell’Ospitalità Alberghiera di Milano, la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha presentato gli aggiornamenti della normativa europea sulle norme igienico-sanitarie per i pubblici esercizi, norme che riguardano anche gli amici a quattro zampe e il loro diritto di accedere in bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere. Non proprio una rivoluzione, visto che il Regolamento della Polizia Veterinaria vigente dal 1954 a livello nazionale non ha mai vietato l’entrata ai cani nei pubblici esercizi, ma pur sempre un allinearsi alle normative pet friendly europee.

Ma andiamo con ordine. I cani dei non vedenti, secondo la Legge numero 37 del 14 Febbraio 1974, hanno il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico e non si può prevedere alcun divieto. Per quanto riguarda tutti gli altri cani, il D.P.R 320 del 1954, Regolamento della Polizia Veterinaria, ammette l’accesso nei locali pubblici e sui mezzi di trasporto, purché siano condotti a guinzaglio e muniti di museruola. L’unico divieto riguarda le zone di produzione, la cucina per esempio. Tuttavia sono state poi emesse diverse leggi regionali e ordinanze comunali che hanno autorizzato la discrezione dell’esercente, dal Comune di Varese dove gli amici a quattro zampe possono entrare solo nei negozi dove vengono espressamente accettati mediante un cartello, al Comune di Torino dove l’unico modo per tenere gli animali fuori dalla porta del ristorante o del negozio è chiedere l’autorizzazione al comune stesso motivandone la scelta.

La Fipe ha semplicemente fatto ordine su questo mare magnum di norme e messo nero su bianco quel che già era previsto; niente rivoluzioni dunque. Cosa cambierà concretamente?
Per il ristoratore: per colui che già faceva entrare i cani, assolutamente nulla. Per chi vietava l’entrata dicendo che era un obbligo di legge ora non potrà più farlo.
Per il proprietario del cane: Se si presenta con il cane munito di guinzaglio e museruola, è bene che sappia che non esiste una legge che ne vieta l’ingresso. Lì dove la legge non arriva deve però esserci il buon senso quindi, se tra i clienti c’è qualcuno che è allergico o ha paura dei cani, sarà meglio per i proprietari posizionarsi all’esterno, ove possibile, o lasciare l’amico a quattro zampe fuori.

Pubblicità

Abbiamo chiesto il parere di tre ristoratori.

Mauro Uliassi del ristorante Uliassi di Senigallia (Mc)
Favorevole o contrario ai cani nei ristoranti? Favorevole
Perché? Accetto tutti, cani, gatti, figlioli, mogli e mariti! Sono favorevole purché vi sia una presa di responsabilità da parte del proprietario, se uno arriva con un alano che comincia a girovagare per la sala sarà sua responsabilità tenerlo buono. Come tutte le cose, anche qui ci deve essere buon senso da parte di tutti.
Ti è mai successo di avere a che fare con un proprietario maleducato? Non proprio maleducato, più che altro con proprietari un po’ troppo accorti con il loro fido, tanto da farlo mangiare dal proprio piatto, infastidendo gli altri clienti. In questi casi estremi mi sento autorizzato ad intervenire invitando il cliente ad alzarsi. Trovo che si debba raggiungere il giusto compromesso senza voler essere troppo rigidi o eccessivamente morbidi.

Fabrizio Pagliardi dell’enoteca La Barrique di Roma
Favorevole o contrario ai cani nei ristoranti? Dipende.
Perché? Sono favorevole ai cani di piccola taglia e gestibili, li ho sempre fatti entrare, ma sono un po’ perplesso per quel che riguarda i cani di grossa taglia. La questione è semplice, se il cane arreca dei danni ad altri clienti mi sentirei responsabile. Quindi senza museruola evito di farli entrare.
Ti è mai successo di avere a che fare con un proprietario maleducato? Una sera ho dovuto lavorare con un cane che continuava a venire dietro al bancone e il padrone non voleva legarlo, un’altra volta ho trovato un ricordino organico in sala. Episodi poco piacevoli ma per fortuna rari.

Fernando Aldighieri de La Locanda delle Grazie di Curtatone (Mn)
Favorevole o contrario ai cani nei ristoranti? Favorevole per i cani di piccola taglia.
Perché? Quelli di grossa taglia possono dar fastidio agli altri commensali, proprio per via della loro grandezza quando si muovono possono toccare gli altri tavoli.
Ti è mai successo di avere a che fare con un proprietario maleducato? Per fortuna raramente. Una volta un signore è entrato con un cane enorme senza chiedere il permesso, il cane era talmente grande che con il muso toccava i tavoli dei clienti. Gliel’ho fatto notare ma il proprietario si è offeso e se n’è andato! Io l’avrei fatto accomodare in un tavolo un po’ defilato e vicino all’uscita ma lui non ha voluto sentire ragioni.

Pubblicità

In poche parole non è cambiato granché, ora tutti sanno che un ristoratore non può vietare l’ingresso agli animali accampando motivi igienico-sanitari. Ognuno è dunque responsabile delle proprie azioni, dal ristoratore che vieta l’entrata ai cani, al proprietario che entra con il proprio fedele amico a quattro zampe in un luogo dove la gente vuole mangiare in tranquillità. Questo significa anche che, ipoteticamente, ci si potrebbe trovare in un ristorante in cui tutti i clienti sono venuti in compagnia del proprio cane. In quel caso il ristoratore è autorizzato a limitare l’ingresso degli amici a quattro zampe? E nel caso in cui la presenza dei cani avesse un riscontro sul paesaggio olfattivo del locale? Ma soprattutto c’è una domanda che vi poniamo: siete così sicuri che il vostro cane sia felice di stare fermo, legato ad un guinzaglio e pure con la museruola, senza poter godere del lauto pasto?

A cura di Annalisa Zordan

foto d’apertura: www.pisatoday.it