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“... La Mafia vuole condividere questa responsabilità, creando una propria disponibilità sociale. Così ci siamo evoluti e stiamo concentrando i nostri sforzi non solo sulla nostra rete in franchising, ma su tutte le persone che in qualche modo si riferiscono a noi”.

 

Mentre a Roma, in

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un luogo simbolo della lotta ai beni mafiosi come il Café de Paris di via Veneto, il 6 giugno verrà presentato TRAME, il Festival dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 20 al 24 giugno, in Spagna c’è chi ancora gioca pesantemente con Cosa Nostra. Quelle sopra riportate non sono frasi deliranti di un ergastolano in regime di 41bis, bensì le parole di Loli Requelme Mareca, la responsabile di Azione Sociale della catena spagnola di ristoranti di cucina italiana La Mafia Se Sienta A La Mesa (la mafia si siede a tavola).

 

Probabilmente si tratta di uno scherzo di pessimo gusto, ma il punto è un altro. Di scherzi del genere come paese ne abbiamo subiti parecchi a cominciare da applicazioni per smartphone (come la fu famosa What Country a base di pizza e mafia) e a serie tv, tanto per citarne un paio, che inneggiano o sminuiscono un dramma storico e sociale come quello della criminalità organizzata in Italia.

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Proprio per questo motivo siamo sensibili e raddrizziamo le orecchie quando veniano a sapere che in Spagna ci sono una trentina di ristoranti in franchising che propongono cucina italiana in un ambiente ricoperto da immagini di personaggi di fantasia come Don Vito Corleone, ma anche veri come Genco Russo e Calogero Vizzini. Uno scherzo di cattivo gusto dicevamo, che come italiani sentiamo molto soprattutto quando ci sono tristi ricorrenze come quella di pochi giorni fa sui 20 anni della strage di Capaci.

 

Gli ultimi dati su “l’economia mafiosa” indica una propensione per gli affari piuttosto che per la violenza e lo stragismo, infatti come ricordava in una sua intervista di poco tempo fa l’ex magistrato del pool antimafia di Palermo Giuseppe Ayala, oggi Cosa Nostra ha rinunciato alla violenza e all’attacco diretto allo Stato, prediligendo gli affari.

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Sicuramente non è questo il caso, ma se non fosse solo un gioco?

Indra Galbo

29/05/2012