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Forte e gentile, così lo definiva, tra gli altri, Primo Levi ed è proprio la sua forza ad aver dato il via ad una vasta campagna finalizzata alla riscoperta dell’identità attraverso la gentile produzione culturale. Protagonisti due borghi medievali colmi di storia come Castelbasso e Civite

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lla del Tronto. In questi luoghi, nel 1861, fu sbaragliato l’ultimo grande fronte di resistenza borbonica e le roccaforti ne mantengono ancora intatti i segni.

 

Ma quello a cui assisteremo questa estate è un esperimento di sinergia tra cibo per l’anima e per il corpo. Troppo retorico?

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Sono già alcuni anni che all’interno delle fortezze si organizzano mostre ed eventi, come il cinema all’aperto o esposizioni di artisti contemporanei e non. Quest’anno ci sarà qualcosa in più, vale a dire la variegata offerta enogastronomica abruzzese a cornice delle mostre.

 

La Fondazione Malvina Menegaz e l’Associazione Culturale Naca Arte hanno previsto un percorso a 360 gradi che accompagni i visitatori alla scoperta di un territorio che sta mostrando come sfruttare le proprie radici per rilanciarsi nell’epoca moderna.

“Abbiamo pensato ad una vetrina d’arte contemporanea di alto livello che funga da volano per la promozione enogastronomica locale – ha dichiarato Gino Natoni, presidente di Naca Arte – il nostro obbiettivo è quello di offrire un’alternativa alla vacanza costiera, senza “rubare” i turisti al mare, ma incentivandoli a visitare l’entroterra”.

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Come? In primo luogo le mostre saranno aperte in un orario poco consueto, dalle 19 alle 24, proprio perché dopo una giornata di mare, si vuole offrire un momento di relax tra arte e cultura. Inoltre sia la Fondazione Menegaz che l’Associazione Naca si sono attrezzate per portare nelle fortezze i prodotti tipici da far degustare ai visitatori sia attraverso un allestimento da finger food che tramite dei veri e propri show cooking all’interno delle aree espositive.

 

Terza e ultima offerta, due nomi d’eccellenza come curatori delle mostre: Laura Cherubini, con una personale dedicata a Carla Accardi sottotitolata “Smarrire i fili della voce” e Eugenio Viola con “RADICI. Memoria identità e cambiamento nell’arte di oggi”.

 

Saverio De Luca

01/06/2012