Addio a Stefano Bonilli. I ricordi in rete

5 Ago 2014, 10:14 | a cura di Gambero Rosso
È stato per molti il “Direttore”: creatore del Gambero Rosso prima, di altri progetti on line, Papero Giallo e Gazzetta Gastronomica, dopo. Mentre altri erano ancora in lavorazione. La sua scomparsa improvvisa ha suscitato incredulità e una commossa partecipazione sui social network. Abbiamo raccolto alcune delle moltissime testimonianze apparse su Facebook.
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Sono state ore di grande commozione e dolore, per noi del Gambero Rosso e per i molti che negli anni lo hanno conosciuto, letto, incontrato. Stefano Bonilli se ne è andato, lasciando un segno indelebile sul mondo dell'enogastronomia. Le sue intuizioni, le sue idee, il suo sguardo in un certo senso visionario hanno aperto nuove prospettive e indicato una strada. Quella strada che chiunque si occupi di ciboin Italia non può ignorare. Tante le testimonianze in rete, su siti, testate online, blog e social network. Abbiamo riunito alcune delle parole che in molti hanno speso in ricordo di Stefano su Facebook.

Poi ti svegli e qui è già domani ma 10000 km diventano 10 cm, apri fb, cmq ormai non sappiamo più farne a meno
e leggi
pensi
poi capisci
nn ce credi
ma i peli te s'addrizzano
allora capisci che a volte anche se nn capisci tu il tuo io ha già capito
odiati-stimati-rispettati
ciao ste!!!
noi ti dobbiamo tanto nel bene e nel male
R.I.P. Diretto'!!
ricordi di battute cazzate coratelle e tanti tanti suggerimenti
Adriano Baldassarre

Ho saputo che è morto Stefano Bonilli, fondatore del Gambero Rosso e mio amico di lunga data. Più passano i minuti e più realizzo che si tratta di una tra le peggiori notizie che potessi ricevere.
Massimo Bernardi

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Mi piace pensare che ho condiviso con Te, l'ultimo dei Tuoi "millemila" aperitivi nel (Tuo) ristorante, proprio li al banco, cercando di evitare i ragazzi che iniziavano il servizio. Tra una chiacchiera e l'altra, ti informavi se Emma suonasse ancora la batteria, alla mia risposta positiva, subito arrivava un consiglio per un batterista che le sarebbe servito per imparare ancora meglio! poi si discuteva e scherzava su tutto e su tutti con la tua ironia tagliente, che mancherà a chi come me sapeva "riconoscerla"..... ci siamo visti, anche venerdì mattina, come al solito eri di ritorno dal tuo giro con la mazzetta dei quotidiani, ti sei informato su come stesse andando, abbiamo sorriso di nuovo. Ieri volevo chiamarti per discutere di un post apparso che secondo me poteva essere spunto per una discussione...... lo faremo, ne sono certo!
ciao Stefano.......
Simone Bonini

Tutti coloro che lo abitano, questo mondo, sono debitori alla sua vicenda professionale, seppur in diversa misura: pure quelli che per alterigia o contoterzismo asseriscono il contrario. Ciao Signor Stefano, ci si vedrà.
Stefano Caffarri

"Ci vuole giornata molto piovosa per affogare papero" (Charlie Chan)
Terra lievissima, Direttore, terra lievissima. A volte ho pensato fossi diventato solo un vecchio trombone, che si dà delle arie dando sfoggio di luoghi remoti. Ma forse era solo il gap generazionale. Lo stesso che mi ha fatto sognare ad occhi aperti, rapito, leggendo questa ed altre storie. E grazie.
Fabio Cagnetti

Perché quando parlavi, facevi dimenticare tutti i tuoi spigoli. Il tuo carisma, la tua cultura, i tuoi libri, la tua capacità di far arrivare dritto al cuore tutto ciò che sapevi... Uno degli ultimi ad aver parlato, ad aver vissuto, con i Grandi. Anche grazie a te, oggi amiamo Il Mondo dell'EnoGastronomia.
Scrivere su fb è come scrivere con un dito sulle nuvole.
Valerio Capriotti

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Il mio saluto a Stefano Bonilli non potevo che farlo tramite la lettera del mio grande maestro di sempre Daniele Cernilli. 
Ho iniziato a lavorare al Gambero Rosso con Stefano e Daniele e grazie a loro continuo a svolgere questa professione.
Giuseppe Carrus

Ci eravamo riappacificati solo alcuni mesi fa, dopo anni di freddezze reciproche. Lo avevo appena ritrovato come amico. Una disgrazia infinita.
Daniele Cernilli

Ecco, così, sorridente.
Io, tu, e la tua Elisia.
Sei andato via come desideravi, in un attimo, tu e questa dannata mania di anticipare i tempi, di essere sempre avanti agli altri, ma con me non te la caverai così facilmente, anche se al dopo non credevi vedrai che da qualche parte ti ribeccherò.
Comincia a trovare un posticino come piaceva a noi, i tuoi tortellini li porto io, ma tu non dimenticare il vino, quello buono.
Per ora grazie.
Grazie per la tua amicizia e per la meravigliosa ironia che hai regalato anche a me.
Ora è solo il momento del dolore.
Ciao, Stefano.
Maurizio
Con Cristina, Carolina e Giovanni.
Maurizio Cortese

Caro amico. Mi volevi bene e lo sapevo. Facevamo dei battibecchi simpatici sulla politica e su tutto lo scibile umano. A volte mi capitava di eccedere, ma tu via sms mi dicesti: "Noi siamo amici". Sei stato tu a invitarmi nel 2005 per la prima volta al tuo programma di Gambero Rosso Channel, "L'insalata era nell'orto", dove ti conobbi finalmente di persona ed ebbi modo di fare amicizia con persone alle quali sono legato, come Elisia Menduni, e Marco Todesco. Il mio rimpianto? Non averti "goduto" quanto avrei voluto, anche e soprattutto come maestro.
Tommaso Farina

Sono sconcertata e senza parole per la morte di Stefano Bonilli.
Lorenza Fumelli

Di Stefano ricordo più di tutto il mio primo giorno di lavoro. Ero il primo stagista della storia della redazione del Gambero Rosso, o perlomeno il primo fatto in casa, avendo appena finito il Master presso di loro. La Città del Gusto era poco più che un cantiere e gli uffici erano ancora a via Bargoni. Mi presentò tutti, uno per uno, quelli che lavoravano là. Mi disse venti parole al massimo: "Qui è consentito un po' tutto, vieni vestito come vuoi e non fare troppo caso ai modi degli altri. Perdersi d'animo è l'unica cosa vietata". Mi fermai a sorridere un momento, e quando mi girai già non c'era più. Sarebbe stato bello, una ventina d'anni più tardi, potergli dire quanto avesse ragione.
Federico Iavicoli

Solo quando una persona nn c'è più ti rendi conto che la reputavi "immortale" e Stefano per molti versi è immortale, molti di noi esistono, e tanto di quello che facciamo grazie a lui e la sua visione.... Io l'ho conosciuto ai tempi del Gambero a via Ripetta, poi quando stavo decidendo se dirigere 'gusto mi dette il coraggio e la visione, ricordo una domenica passeggiando sotto i portici di piazza Augusto Imperatore mi racconto la Città del gusto, l'anno successivo mi invitò con uno ristretto gruppo di "predestinati" da Ferran Adrià, a fare l'ultimo stage del Bulli. Tante chiacchiere, idee e spunti nel suo ufficio dei Roscioli e nel dopo Gambero ancora più belli e veri.... Trovo impensabile che Stefano nn ci sia più...ma tanto di quello che vedo in giro e leggo anche qui mi fa sorridere nel pensare che in fin dei conti Stefano Bonilli è ancora qui. Ciao direttore e grazie di cuore di tutto, quest'anno mi mancherà la bollicina della vigilia in chiusura nel tuo ufficio dai Roscioli.
Dario Laurenzi

Non ce la faccio a parlare, a pensare. Stefano ha segnato tutta la mia storia professionale. Era il luglio del 1988 quando ci siamo incontrati a via del Gambero a Roma, e lui: allora che hai deciso, vieni al Gambero? Ho capito che era il mio destinoe ad agosto ho varcato la soglia di via Tomacelli mentre lui parcheggiava la moto, siamo saliti su: due Olivetti, tre telefoni, Daniele, e l'avventura cominciava... Ciao Stefano, mio geniale direttore ....un vero pezzo di vita.
Laura Mantovano

Profonda tristezza
Paolo Marchi

L'ho conosciuto, male, più dai racconti altrui che di persona. Da mezza stagista meno che incompetente l'ho visto piombare in redazione con quella lettera, e degli occhi lucidi che non scorderò mai. Ma tante cose le avrei capite solo nel "suo" dopo.
Buon viaggio
Valentina Marino

La morte di un maestro, di un amico
Luciano Pignataro

Nel 2000, dopo l'era Veltroni e con la prima chiusura de l'Unità, avevo deciso di cambiare lavoro. Non ne potevo più di agenzie di stampa, di cronache dai Palazzi, di inseguimenti con la tv... Nel 2000, con Bonilli al Gambero Rosso, ho ritrovato il senso di un giornalismo militante, fatto di storie e di passioni da raccontare, da far conoscere. Come scrive Luciano Pignataro nel suo saluto a Stefano, era la politica che si intersecava con il privato, direi con il quotidiano. Poi, una serie di scelte e asperità, hanno diviso il percorso del Gambero Rosso e di Bonilli. Io sono ancora lì... cercando di interpretare il mio lavoro come quel primo giorno in cui ritrovai un giornalismo capace di raccontare le storie degli uomini. E sono storie di passione e di impegno che ormai la politica - quella dei Palazzi e delle prime pagine - guarda da lontano e con paura... Ciao Ste', grazie...
Stefano Polacchi

I commenti alla scomparsa di Bonilli sono già numerosi, com’è giusto che sia. Dai contributi più commossi e autentici fino all’inevitabile, imbarazzante giostra di esibizioni narcisistiche fuori luogo (”mi diceva che amava molto i miei testi”, “eravamo andati insieme da Pinco Pallo, gli avevo fatto scoprire io la sua cucina”).
Per parte mia, testimonio soltanto la mia gratitudine, e tengo per me i ricordi personali e professionali. Tutti, tranne uno, che cito invece per egoismo.
Poche settimane fa, a cena da amici, Stefano ha portato una bottiglia rarissima, un Krug 1973. Un regalo dei fratelli Krug, un regalo che ha condiviso con noi. Prima di salutarci abbiamo progettato una cena da Pinchiorri, a febbraio dell’anno prossimo, per festeggiare degnamente quello che sarebbe stato il suo settantesimo compleanno. In un’occasione simile, dicevamo, avremmo potuto chiedere a Giorgio e Annie uno sconto sul leggendario Mouton 1945 e aprire quindi il “vino definitivo”, come molti critici l’hanno definito: il vino definitivo che è del suo anno di nascita.
Non potremo berci insieme quella bottiglia, Stefano. Mi dispiace molto, per puro egoismo.
Fabio Rizzari

Addio a Stefano Bonilli
Mancherà la sua critica, la sua visione, la sua idea che portava a rotture a riflessioni nuove e ragionamenti diversi.
A me mancheranno anche i suoi racconti e gli spaccati di un'Italia gastronomica che non ho mai conosciuto.
E mi mancherà la cena mai fatta a casa sua sotto la luce di una lampada gemella degli anni 60.
Niko Romito

Senza parole e traumatizzato da questa notizia improvvisa...
Per me IL Direttore sempre e comunque, fino alla fine, nel bene e nel male...
Buon viaggio Stefano... Tutti noi ti dobbiamo tanto...
Loreno Sandano

Stupore e tristezza. Oggi è un brutto giorno. Addio Stefano
Anna Scafuri

È morto un maestro, un amico, un collega. Buon viaggio Stefano Bonilli
Antonio Scuteri

Le ho sempre dato del Lei e continuerò a farlo.
In qualche modo, più da lontano che da vicino, ha cambiato la mia vita.
Mi resta, con un po' di amarezza, il ricordo di saluti sfuggenti, promesse non mantenute e di poche, asciutte e decisive parole che forse sono state le più importanti della mia vita professionale.
Luciana Squadrilli

È morto Stefano Bonilli "il direttore" del Gambero Rosso. Con Lui scompare un pezzo di storia della cucina italiana. Addio DIRETTORE. Resta la tua conoscenza...
Salvatore Tassa

Ricordi, sì tanti. Sono uno di quelli, e ce ne sono tanti, che fa quello che fa grazie anche a lui. La prima esperienza vera su un programma televisivo è stata con lui. Io non ero pronto, ma ricordo con orgoglio professionale quell'anno e mezzo di Insalata era nell'orto. Che mi ha aiutato tantissimo, a studiare temi dell'enogastronomia che poi ho fatto miei. Ricordo che iniziavo la preparazione delle puntate quasi a secco di conoscenza, una volta che le puntate erano finite, mi potevo considerare un esperto. Era come studiare facendo. Lui era già disinteressato a quel medium già vecchio. Era già il tempo del blog e di nuove passioni telematiche.
Ricordo il Salone del Gusto del 2006, sembravamo la redazione di un telegiornale, in giro tutto il giorno a preparare servizi, con la diretta la sera. Quella fu la volta che lo vidi in tutta la sua pienezza di leader. Non sono sempre stato benevolo e non sempre ne ho parlato bene, era una persona a cui tutto sommato piaceva anche stare sulle palle, non necessitava di dover piacere per forza. Ci siamo mandati a quel paese più volte. Non siamo mai arrivati al tu, sempre il lei, ed era una cosa che apprezzavo. Il giusto distacco professionale. L'ho sognato più volte, si l'ho sognato, succede, in vari periodi in questi dieci anni. Perché era una persona che ammiravo e non sopportavo per lo stesso motivo. Perché, in lui come in nessun altro prima, vedevo la potenzialità delle mie qualità e allo stesso tempo la possibile sventura dei miei difetti più ancestrali. Sei stato molto importante Direttore. Buon viaggio
Marco Todesco

Il mio amico Stefano non c'è più
Mauro Uliassi

R.I.P. Direttore
Valentina Venturato

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