Agricoltura e servizi sociali. La storia della Cooperativa Co.r.ag.gio

9 Apr 2014, 09:24 | a cura di
Recuperare terre e professionalità, rivalutare la vocazione agricola di alcune aree, intervenire contro lo stato di degrado e facilitare l'accesso al lavoro. Sono alcune delle tematiche delle associazioni che trovano nell'agricoltura la risposta alla crisi. Ce le spiega Giacomo Lepri della Coooperativa Co.r.ag.gio. Che opera nell'area dell'Agro Romano.

Le questioni connesse a un nuovo approccio al lavoro e a nuove forme di fruizione delle terre è tutt'altro che semplice. Basti sapere che sono moltissime le strutture impegnate in attività agricole con, sullo sfondo, obiettivi di equità, sostenibilità, impegno nei confronti della società, valorizzazione delle risorse naturali e umane in una prospettiva di responsabilità. Si tratta di realtà associative che propongono nuovi modelli sociali, mirati a una diversa qualità della vita, alla creazione di nuove realtà lavorative, oltre che al recupero di terre e professionalità a rischio di estinzione. Il tutto strettamente connesso con i coordinamenti di lotta per l'accesso alle terre pubbliche che si confrontano con politiche urbanistiche non sempre virtuose, che operano per rivalutare la vocazione agricola di alcune aree a dispetto dell'uso generico come aree verdi o, peggio, dell'abbandono completo, con il rischio di essere assorbite da un'espansione edilizia incontrollata. Il patrimonio storico, culturale, oltre che ambientale, paesaggistico ed economico delle aree agricole è un elemento da non trascurare. Così come il ritorno alla terra, che rappresenta una delle risposte per fronteggiare la crisi attuale.
In questa prospettiva si inserisce l'attività della Cooperativa Co.r.ag.gio, che nasce da un'iniziativa politica, di riconquista delle terre pubbliche abbandonate nell'area dell'Agro Romano e sviluppa un'attività agricola dalla progettazione di aree verdi, alla manutenzione fino all'attività divulgativa, didattica e ristorativa. Al momento in forma itinerante, perché non c'è una sede agricola operativa propria, almeno non ancora, fino a che non ci saranno i prossimi bandi per le aree pubbliche di proprietà del Comune, a breve pare.
La terra come alternativa e risorsa da cui ripartire. Ma con consapevolezza. “L’Agricoltura ha sempre giocato e giocherà sempre un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo. L’importante è non perdere di vista la sua problematicità. Il rischio è quello di sfociare nella sua mitizzazione, figlia di un naturalismo e di un ecologismo spinti spesso ai limiti dell’ideologia. Il mio timore, in sostanza, è che si finisca per esporre il settore agricolo a facili strumentalizzazioni e semplificazioni che potrebbero trasformarlo in una moda passeggera, di cui ci si stancherà di parlare tra qualche anno”. Un messaggio forte e chiaro quello di Giacomo Lepri – antropologo di formazione, ma anche chef da sempre innamorato della terra - appassionato presidente dellaCooperativa Co.r.ag.gio. (Cooperativa Romana Agricoltura Giovani) nata nel 2011 e composta oggi da 16 soci. Il gruppo - l’età media è di 35 anni - raccoglie figure professionali diverse ma tutte, in vario modo, collegate all’agricoltura: agronomi, cuochi, braccianti, manovali specializzati, architetti, educatori.

Come nasce la cooperativa?
Dalla volontà di alcuni giovani disoccupati di valorizzare al massimo le proprie esperienze e competenze, tutte legate al settore agricolo e orticolo. Non avendo grandi mezzi a disposizione la nostra attenzione si è focalizzata innanzitutto sulla richiesta di accesso alle terre pubbliche incolte, per avviare un’opera di valorizzazione e riqualificazione degli spazi verdi da trasformare in veri e propri centri agricoli multifunzionali, vivibili e fruibili sotto ogni aspetto – lavorativo, didattico, formativo, commerciale, ambientale, estetico. L’Agricoltura Urbana Multifunzionale può essere davvero un fattore saliente per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. La nostra realtà di riferimento è l’Agro Romano che - in pochi sanno - è tra i comuni agricoli più grandi d’Europa.

La prima spinta è stata di fatto di natura politica
Si, proprioin quest’ottica, insieme ad altre realtà associative locali, ci siamo riuniti nel 2011 nel Coordinamento Romano per l’Accesso alla Terra in ordine alla Vertenza per la Salvaguardia dell’Agro Romano, al fine di favorire l’insediamento di attività agricole da parte di giovani agricoltori. Il nostro modus operandi è sempre stato fondato su pochi, ma imprescindibili principi: credibilità,dialogo a 360°, concretezza delle proposte. E i risultati non si sono fatti attendere: i media, le amministrazioni si sono pian piano accorti di noi e dopo tre anni di instancabili campagne di sensibilizzazione e duro lavoro sono arrivate le prime convocazioni ai tavoli istituzionali e l’emissione dei primi bandi di concessione. L’anno scorso, per il nostro impegno, abbiamo ricevuto con grande soddisfazione il premio Real Food Heroes da Vandana Shiva, nota ambientalista e attivista indiana. Una lotta, quella per l'accesso alla terra pubblica, che implica anche una responsabilità forte: quella nei confronti della collettività. Bisogna far poi tornare servizi ai cittadini, costruire nuove aree verdi aperte ai cittadini, lavorare per il mantenimento e il miglioramento paesaggistico, con l'idea anche di inserire soggetti che vivono situazioni di disagio di vario genere. Ci sono poi tutta una serie di attività connesse a quella agricola, regolate dal codice civile, per esempio ristorazione con prodotti di prossimità e a filiera chiusa, didattica e così via.

Tornando alla Cooperativa. Quali servizi offrite?
Le nostre attività possono sintetizzarsi in tre tipi di proposte: formazione ed educazione; pratiche effettive e ristorazione.

Puoi spiegarli meglio?
Sotto il primo profilo, organizziamo laboratori per l’infanzia, fattorie didattiche, ma anche corsi di arti e mestieri e cicli di seminari gratuiti e divulgativi per adulti che vogliano avvicinarsi in maniera consapevole al settore agricolo, analizzato anche negli aspetti meno attraenti ma comunque importanti, come quello giuridico-burocratico ed economico finanziario, per esempio. Sul piano pratico offriamo servizi agricoli di diversa natura: dalla progettazione, realizzazione e manutenzione di aree verdi di natura pubblica o privata, alla potatura, alla raccolta, alla consulenza e assistenza anche in fase di start up, alla costruzione di strutture da esterno. Proponiamo poi servizi di cucina – sia come catering che a domicilio - e divulgazione di buone pratiche, attingendo a materie prime di cui forniamo garanzia sull’intera filiera, rifornendoci per lo più da produttori locali. Collaboriamo con diverse associazioni con cui diamo vita a interessanti iniziative. A novembre scorso, ad esempio, risalgono le Cene da Marciapiede ispirate alla filosofia dell’antispreco: ricette tradizionali reinterpretate attraverso ingredienti poveri e di recupero come pane ecco, conserve e tagli di verdura.

Che cos’è l’Associazione Coltiva il Futuro?
Fare rete è una delle nostre prerogative. Abbiamo creato l’Associazione Coltiva il Futuro per raccogliere in un unico contesto le risorse umane che si sono formate nell’ambito dei nostri seminari, e poter così continuare a condividere informazioni e risultati generati dalle nostre attività, sperando nella nascita di nuovi entusiasmanti progetti.

Cooperativa Co.r.ag.gio | www.coop-coraggio.it

a cura di Daniela Dioguardi

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