A un anno dal sisma l'attività che ruota intorno al cibo sta lentamente riprendendo vigore. Ecco come sta andando dopo 12 mesi dai terribili fatti del 2016

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365 giorni fa, il sisma che ha distrutto il centro Italia. Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e altri comuni dell’Italia Centrale che, nella notte del 24 agosto 2016, sono rimasti sotto le macerie. Un dramma umano pesantissimo, con oltre 200 vittime, e un danno inestimabile di edifici storici e attività commerciali. L’intera area in ginocchio, il tessuto sociale disintegrato, ma con la voglia di rialzarsi. Sono state moltissime le iniziative di sostegno e raccolta fondi messe in piedi per aiutare, non solo materialmente, le popolazioni della zona. #AMAtriciana, raccolta fondi nata da un’idea estemporanea di Paolo Campana è stata tra le prime e più visibili. Ma mese dopo mese, già all’indomani del sisma, in molti, tra volti noti e gente comune, hanno contribuito alla ricostruzione, o meglio alla ripresa, perché la città come la conoscevamo non c’è e forse non ci sarà mai più. Ci sarà altro, con i tempi che la burocrazia italiana dolorosamente esprime anche in casi come questi, ma quel che è partito subito è stato un costante slancio di solidarietà per le genti e la vita di Amatrice. E in questo molta parte l’ha fatta il settore ristorativo, con il coinvolgimento di nomi più o meno famosi, forse per via del simbolo che Amatrice rappresenta. Con l’immediato legame con il famoso primo piatto  diventato, immediatamente, emblema della tragedia e del suo superamento e che ora si vuole come patrimonio dell’Umanità. E insieme anche tutti gli ingredienti che lo rendono unico: pasta, pomodoro, e soprattutto guanciale e pecorino, tra i prodotti più noti e tipici di questa parte d’Italia. E che da subito sono stati individuati come possibile traino per l’economia, nonostante le difficoltà.

amatricicna

I danni per i produttori

I produttori furono duramente colpiti, come avevamo visto subito dopo il sisma: con moltissime strutture inagibili, dai caseifici alle stalle per il ricovero degli animali, per non parlare dello spopolamento di questa zona che aveva reso difficile reperire manodopera. Chi non contava i propri morti, doveva fare i conti con abitazioni distrutte o fortemente danneggiate e le difficoltà nei collegamenti stradali. Per molti la prima esigenza fu quella di trovare un tetto per sé o i propri dipendenti. Qualcuno, come racconta Alessia Nibi, ha preso una casa mobile e sistemata nel proprio stabilimento. L’avevamo sentita immediatamente dopo il terremoto, e raccontava di una situazione non estrema, seppur molto dura, ma le cose nel corso dei mesi e dei sismi che si sono succeduti, sono peggiorate e il caseificio il 18 gennaio di quest’anno è stato dichiarato inagibile. “Solo a fine luglio abbiamo ripreso l’attività, in un nuovo laboratorio pagato a nostre spese”. Una scelta dettata dall’urgenza di riprendere il lavoro, dopo 8 mesi di fermo, inconciliabile con i tempi della burocrazia regionale. Perché l’esigenza più immediata è tornare in attività, soprattutto dopo un anno come questo in cui al sisma sono seguiti gelo e siccità, a rendere complicate le cose per chi, come Casale Nibbi, produce anche frutta. “Il raccolto è andato perso” dice “al poco che è rimasto ci hanno pensato i cinghiali”. Mancano solo le cavallette, andrebbe da dire. Ma non è così. Perché le attività sono riprese, in un modo o nell’altro. E la situazione non può che migliorare anche se tra poco tornerà il freddo e il fondamentale apporto dato dalla folla di turisti che, comunque, anche quest’anno hanno ripopolato Amatrice, verrà a mancare.

 

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Villaggio del food di amatrice

I ristoranti dell’area food

Una sferzata di energia positiva l’ha data il Villaggio del FoodAmate Amatrice, il progetto firmato dall’architetto Stefano Boeri, e realizzato grazie ai fondi raccolti dalla campagna Un aiuto subito, del Corriere della Sera e il Tg de La 7 riunisce un supermercato, caffè, pasticcerie e alcune insegne storiche di Amatrice che hanno trovato qui una nuova casa. Prime tra tutte quel ristorante Roma, un tempo anche hotel, divenuto simbolo suo malgrado della tragedia, poi ancora Da Giovannino e Da Patrizia. Come sta andando? Lo abbiamo chiesto ai ristoratori. Tra i primi a essere rientrati in attività, già dal 30 maggio con la gestione della mensa, Da Patrizia dal 29 luglio nel Villaggio del Food: “come inizio sta andando bene, ci sono tantissime persone, l’affluenza è alta. Bisogna vedere cosa accadrà dopo il periodo di ferie estive”. Rimarrete aperti sempre o solo durante il fine settimana?“Abbiamo aspettato un anno per riprendere l’attività, ora saremo aperti sempre, come facevamo prima”. Più recente invece la ripresa per Castagnetoe LaConca mentre ancora deve riaprire Daniele Bonanni di Ma-Trù, che porta in giro la sua amatriciana con un food truck. “Abbiamo riaperto da una settimana” dice Alfredo Perilli il figlio di Giuditta Rubei, la titolare del ristorante La Conca “per ora sta andando molto bene, sono tantissimi i clienti che ci hanno aspettato e ora sono tornati a trovarci. Siano pieni sia a pranzo che a cena fino a tutta la prossima settimana”. Certo, agosto è un mese particolare, e non è possibile tararsi sull’affluenza di questi giorni. “Speriamo che continui così, o che si riesca a lavorare bene almeno il fine settimana”. Anche perché i problemi da risolvere sono moltissimi, grandi e piccoli. Un esempio? Nella concitazione dei mesi passati non è stato rinnovato il dominio per il sito, già preso da altri, e oggi, chi vuole contattare il ristorante la Conca si trova in difficoltà: il nuovo sito è in costruzione e la linea fissa irraggiungibile: “abbiamo continuato a pagare la Telecom per non perdere il numero e appena collegano la linea saremo rintracciabili al vecchio numero” ma per ora no. Si lavora con i cellulari. Ma ancora molto c’è da fare: per tanti che lavorano bene e riescono a fare rete in modo da sostenersi a vicenda, c’è chi non trova riscontri, lo segnala Alessia Nibi, quando le chiediamo se c’è un circolo virtuoso tra produttori e ristoratori locali “no” risposte laconica. O almeno non ancora, speriamo noi.

 

 

Casale Nibbi | Amatrice (RI) | Loc. Casale Nibbi, 1 | tel. 328 4287300 | https://www.facebook.com/Azienda-Agricola-Bio-Casale-Nibbi-306282616066794/info?tab=overview

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Ristorante Roma | Amatrice (RI) | Villa San Cipriano | Villaggio del Food | tel. 349 3119709

Da Patrizia | Amatrice (RI) | Villa San Cipriano | Villaggio del Food | tel. 346 3051912

Da Giovannino | Amatrice (RI) | Villa San Cipriano | Villaggio del Food | tel. 380 1926289

La conca | Amatrice (RI) | Villa San Cipriano | Villaggio del Food | tel. 334 7467615

Castagneto | Amatrice (RI) | Villa San Cipriano | Villaggio del Food | tel. 337 927811
 

a cura di Antonella De Santis