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C'è chi lo pronuncia vu-ais, chi vice, chi vais. La sostanza non cambia: è una delle gelaterie simbolo della capitale, che ora si appresta a piantare una nuova bandierina in città. Stavolta però qualcosa cambia. Siamo a Via Fabio Massimo, nel quartiere Prati, una zona che vi

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ve un momento di grande vivacità nella ristorazione. Non serve entrare per riconoscere il locale: l’atmosfera lunare è quella firmata da Michele Marchese, stile Star Treck con tanto di logo V-ice proiettato in 3d sospeso nell’aria. Pareti “di ghiaccio” e illuminazione mirata, che qui concedono un angolo a materiali più caldi e una ventina di sedute: così V-ice diventa V-ice Caffè e segna una decisa virata rispetto agli altri tre locali della piccola catena di gelaterie d’alta gamma, pur mantenendone intatti alcuni punti fermi.

 

 

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Il primo: la qualità. Nella materia prima, nella produzione, nel servizio. Il secondo, va da sé, è nella proposta che riunisce sfizi e golosità già provate nelle altre sedi. E poi fantasia e voglia di sperimentare. Poi si va oltre, perché questo è un progetto collaterale ma molto vicino agli altri: Fabio D’Angelantonio si è lanciato in un’avventura “in solitaria” senza i soci storici, Manuel e Adriano Ancillai, ma con la sorella Roberta (foto qui sopra).

 

 

V-ice caffè è dunque un “concept tutto nuovo, una caffetteria di respiro internazionale” ci dice Fabio D’Angelantonio “che ruota intorno al caffè” e non al gelato, come avremmo immaginato.

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Si parte dalla base, dalla miscela Arabica al 90% della tipologia Honduras e Costarica, studiata con la torrefazione Antico Caffè Roma, insieme a Luigi Maldera (qui sotto), barista con la B maiuscola: “il caffè è il cuore del locale, non può essere una stonatura con il resto della proposta, anzi!” dice. Come dargli torto?

 

La Miscela V-ice è la base su cui si costruiscono più di 50 varianti. Aromatizzati con creme realizzate “in casa” con prodotti di altissima qualità. Dimenticate i tipping industriali e un po’ “plasticosi”, qui si gioca con gli stessi ingredienti e la stessa maestria che hanno reso famosi i gelati V-ice: nocciola tonda e gentile delle Langhe, zabaione al Marsala Terre Arse Florio, cioccolato Valrhona, zenzero e menta, macis, e poi ancora altri gusti più “sfiziosi” ancora più originali, “per soddisfare palati più allenati”, dicono, per esempio zenzero e caramello, mela e cannella, cardamomo e zafferano, liquirizia e cacao, passando per le creme di caffè aromatizzate, che danno brio anche ai cappuccini.

 

 

Nelle infinite declinazioni del caffè ci sono anche proposte fredde, shakerate, mescolate e alcoliche, tra cui Irish coffee e caffè brulée. Suggestioni stagionali e grandi classici, come il bicerin torinese. Non bevete caffè? Niente paura: decaffeinato, orzo, ginseng, ma anche cioccolata Valrhona in molte varianti, fondente o meno, aromatizzata o pura. Ma anche tè in foglia rooibos e altri infusi in foglia. Anche in questo caso sia “puri” (bianco, verde, nero) che aromatizzati (cannella, zenzero e albicocca e molti altri). Poi smoothies e succhi di frutta bio Achillea e spremute.

 

Al mattino pronti per partire di slancio! Per parafrasare una vecchia pubblicità. La colazione segue un doppio binario: la classica da bar, tutta lieviti e burro, con pain au chocolat, cornetti, bignè, maritozzi firmati da Nazareno Lavini; e la Wellness Breakfast a buffet, con caffè americano latte e yogurt bio, frutta fresca, cereali e muesli, fette biscottate di diversi tipi (anche integrali e di farro), succo di frutta, pane di farro integrale d’autore burro marmellate ciambelloni e altri dolci da forno, burro di arachidi. Ancora un doppio binario tra salutari insalate “in barattolo” da comporre al momento, con ingredienti selezionatissimi e salse di accompagnamento in perfetto stile Vice: fresche, originali, gustose; e – per i più golosi – il menu Vice-versa che mescola le carte in tavola con brioche salata (ovviamente home made) farcita in modi golosi: parmigiana, amatriciana, tacchino limone e mandorle, funghi e salsiccia, abbinata a un tramezzino dolce.

 

Una proposta originale, perfettamente in linea con la storia di Vice, che sin dal suo esordio ha giocato con proposte innovative, per esempio col FFF, il Finger Food Frozen. L’aperitivo a base di gelato salato (uno dei grandi classici è sorbetto pere e gorgonzola con grissino al parmigiano) che non appena il tempo lo consentirà arriverà anche a via Fabio Massimo. La creatività è sempre stata un punto di forza: “Ci piace rischiare con prodotti, accostamenti e gusti nuovi” di Fabio. Anche la ricchezza della proposta: dal dopo pranzo a mezzanotte è il momento dei dolci: circa 15 torte, crumble, ciambelloni, cheesecake, poi eclair, biscotti, i famosi monoporzione di Vice e, all’ora dell’aperitivo gli sfizi come babbà con crema al pecorino, pizzette, sfogliati e altra pasticceria salata che accompagna la piccola selezione di vini e di birre, tra loro la Dudes, la barley di Toccalmatto e una Nosiola che ha un sentore di nocciola, per creare un collegamento ideale col nostro gelato. Tutto servito con garbo e curato nei minimi dettagli: anche la macchina del caffè è stata prodotta espressamente per noi, in tono col locale.

 

Questo è il tuo futuro? Risponde Fabio: “Il concept è moderno, internazionale: una caffetteria di nicchia con prodotti di nicchia e attenzione particolare a ogni aspetto”. Ah… c’è anche il gelato, e che gelato!

 

Vice Caffè
Via Fabio Massimo, 64 Roma
www.viceitalia.it/

Inauguraizone 24 gennaio alle 18
Lun-dom h.7-24

 

 

Antonella De Santis

23/01/2013